La sezione SEO for AI: governa la nuova visibilità

Questa è l’area dedicata alla SEO for AI, la frontiera che espande la SEO tradizionale per governare gli spazi generativi e che comprende l’ottimizzazione dell’identità informativa (GEO), la verifica delle prestazioni nelle risposte (AEO) e il collegamento tra prompt, fonti e SERP tradizionali. È la SEO applicata al funzionamento reale degli assistenti AI.

Qui non ti limiti a lavorare sul posizionamento, ma hai accesso a una centrale di intelligence per analizzare come le Intelligenze Artificiali (come ChatGPT, Gemini e Perplexity) interpretano qualsiasi brand o dominio.
Gli strumenti di questa sezione servono a garantire che un’entità sia compresa, riconosciuta e citata come fonte autorevole. Puoi usarli per curare la tua identità informativa, ma anche per fare “reverse engineering” sui competitor: verifichi se l’AI sa chi sono, come li colloca nel settore e quali informazioni utilizza per raccomandarli agli utenti.

È il tuo punto di controllo quando la ricerca diventa una risposta unica: qui indaghi chi è “dentro” e chi è “fuori” dal discorso, intercettando distorsioni, lacune o domini rivali che stanno guadagnando quote di visibilità nelle conversazioni degli utenti.

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AI Visibility

AI Visibility è lo strumento che ti permette di monitorare la presenza del tuo dominio a progetto nelle risposte AI e nelle AI Overview, collegando in una sola dashboard prompt, keyword, URL citate, motori coinvolti e scenario competitivo.

A differenza di GEO Audit e AEO Audit, che lavorano soprattutto sull’interpretazione del brand e sulla qualità della sua risposta nei motori AI, qui il focus è più operativo: leggi dove il dominio compare, per quali richieste, con quali pagine e contro quali competitor.

La dashboard principale raccoglie in un’unica vista tutti i dati utili per leggere la presenza del sito nelle AI.

Nella parte alta trovi subito i blocchi di sintesi che aiutano a orientarti:

  • AI Visibility: è l’indice sintetico della presenza del dominio nelle risposte AI.
  • Prompt totali: indica quanti prompt unici citano il dominio. Il totale esclude i duplicati presenti in più motori AI, quindi può risultare più basso della somma dei prompt suddivisi per singolo motore.
  • Distribuzione per motore AI: raccoglie la ripartizione della presenza del dominio tra AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini.
  • Competitor AI: restituisce i domini che ricorrono più spesso nei prompt di settore del sito analizzato e che occupano lo stesso spazio competitivo nelle risposte AI.
  • Social Platform: evidenzia le piattaforme social più presenti nei prompt di settore associati al dominio analizzato.
  • AI Overview: riassume le metriche principali legate alla presenza del sito nelle risposte AI di Google, con dati su keyword, menzioni, prima menzione, posizione media e visibilità.
  • Andamento: il grafico temporale ti permette di osservare come evolve la presenza del dominio nei diversi ambienti AI.

Questa prima schermata è la plancia generale del report: ti aiuta a capire subito se il dominio compare poco o molto, in quali motori si distribuisce meglio e quale contesto competitivo si forma intorno al sito.

La parte più importante da comprendere è che AI Visibility non usa un solo livello di analisi.

Nel caso di AI Overview, il report lavora su una logica keyword-based, perché la funzione è collegata alla presenza del dominio nelle AI Overview di Google, quindi in un ambiente ancora legato alla SERP classica.

Nel caso di AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini, invece, l’analisi è prompt-based: qui non stai leggendo parole chiave tradizionali, ma richieste complete formulate come domande o istruzioni, cioè il modo reale in cui gli utenti interrogano i motori generativi.

Questa differenza cambia radicalmente l’output del report e anche il lavoro che puoi fare sui dati.

AI Overview: la vista keyword-based

Quando selezioni la tab AI Overview, la tabella centrale lavora sulle keyword e ti mostra per ogni riga:

  • Keyword
  • Volume
  • Pos
  • Menzioni
  • Prima menzione
  • URL

Qui puoi quindi leggere per quali keyword il dominio entra nelle AI Overview di Google, con quale posizione e con quante menzioni.

Nel pannello laterale di destra trovi poi un approfondimento dedicato alla keyword selezionata, con metriche aggiuntive come:

  • volume
  • traffico stimato
  • variazione
  • visibility
  • KD
  • opportunity
  • stagionalità delle ricerche
  • riepilogo della presenza in AI Overview

Questa vista è particolarmente utile quando vuoi collegare la presenza del dominio nelle risposte AI di Google a un contesto ancora vicino alla search classica: keyword, volumi, posizione e URL.

AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini: la vista prompt-based

Quando entri in una delle altre tab, la struttura del report cambia. La tabella centrale non lavora più sulle keyword, ma sui prompt, e per ogni riga mostra:

  • Prompt
  • Posizione
  • URL

Qui l’unità di analisi non è più la parola chiave, ma la richiesta completa che attiva la risposta del motore AI.

È proprio in queste viste che AI Visibility diventa più vicino al funzionamento reale dei motori generativi. Per ogni prompt selezionato, il pannello di destra visualizza infatti:

  • la card della pagina coinvolta
  • un’anteprima della Risposta AI
  • l’elenco delle Fonti utilizzate

Dagli screen si vede chiaramente che questa parte del report cambia anche nella forma: in alcuni casi l’anteprima è soprattutto testuale, in altri include una componente visiva più marcata, come avviene in Perplexity. In tutti i casi, però, il pannello laterale permette di capire come il dominio entra nella risposta e insieme a quali altre fonti viene richiamato.

Questa distinzione è importante sul piano pratico.

Lavorare su AI Overview significa leggere la presenza del dominio in un ambiente collegato alle keyword e alla SERP di Google. Lavorare su AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini significa invece leggere la presenza del dominio nelle risposte generate a partire da prompt completi.

In pratica:

  • con AI Overview osservi una presenza più vicina alla logica SEO tradizionale
  • con i motori prompt-based osservi una presenza più vicina alla logica conversazionale e generativa degli LLM

Questa distinzione ti aiuta a usare meglio il report:

  • nella vista keyword-based puoi ragionare su volumi, posizioni e URL che entrano nelle Overview
  • nella vista prompt-based puoi ragionare su domande reali, risposte generate, citazioni e fonti concorrenti

AI Visibility è particolarmente utile quando vuoi:

  • capire se il tuo dominio compare nei motori AI e con quale intensità
  • individuare i prompt e le keyword che generano presenza
  • leggere quali URL del sito vengono richiamate più spesso
  • osservare come la presenza si distribuisce tra motori diversi
  • confrontare il dominio con competitor editoriali e piattaforme social
  • analizzare il contesto di citazione attraverso risposta AI e fonti utilizzate

È, in sostanza, lo strumento che trasforma la “presenza nelle AI” in una lettura operativa: non ti dice solo se il sito compare, ma ti permette di capire dove compare, in quale forma, con quali pagine e dentro quale contesto competitivo.

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GEO Audit

È lo strumento di intelligence che ti permette di profilare un brand o un competitor attraverso gli occhi dell’Intelligenza Artificiale. Accedendo da questa voce di menu hai la massima libertà di indagine: puoi analizzare qualsiasi dominio, non solo quelli dei tuoi progetti.

Il funzionamento è immediato:

  1. Clicca sulla voce GEO Audit.
  2. Si aprirà una finestra modale che ti chiede di inserire il dominio che vuoi analizzare.
  3. Conferma l’operazione (l’analisi ha un costo di 1€ credito AI).

Verrai reindirizzato alla dashboard di analisi (identica a quella che trovi in “Analisi Sito Web”) che costruisce la mappa semantica dell’entità, evidenziando criticità su settore, mission, valori e sentiment, e confrontando la percezione dell’AI con i dati reali del web.

Qui non stai guardando il codice o i backlink, ma chiedi all’AI: “Chi credi che sia questo brand? Che reputazione ha? A quale settore lo associ?”.

Il report costruisce l’identità del dominio confrontando ciò che l’AI ha memorizzato nel tempo con i dati reali recuperati tramite una Web Search istantanea. È l’analisi perfetta per capire in pochi secondi il posizionamento reale di un competitor, individuare i suoi punti deboli comunicativi o valutare un potenziale partner o cliente prima ancora di iniziare a lavorarci.

Nella parte alta trovi una fotografia immediata dell’allineamento del brand, evidenziando con le etichette di stato (OK, Criticità Media, Criticità Alta) se l’AI ha una visione chiara o confusa del dominio.

Ecco cosa puoi scoprire su qualsiasi sito:

  • Settore e Brand: capisci subito se l’AI colloca il competitor nella nicchia corretta o se lo fraintende.
  • Mission, Visione e Valori: il sistema confronta la comunicazione del sito con la percezione dell’AI. Se emergono criticità, significa che quel brand non sta comunicando efficacemente la sua identità e l’AI è costretta a “tirare a indovinare”.
  • Rilevanza Geografica: scopri se il sito è percepito come un player locale o internazionale, un dato cruciale per capire il suo raggio d’azione reale nelle risposte generative.

Oltre ai dati identitari, l’audit ti svela la strategia qualitativa del dominio analizzato:

  • Argomenti Principali: vedi per quali concetti l’AI considera quel sito un “esperto” (Topical Authority).
  • Analisi del Sentiment: misuri la reputazione online del brand e leggi le keyword emotive ricorrenti (positive o negative) associate alle menzioni sul web.
  • Buyer Personas: l’AI traccia l’identikit del pubblico che quel sito sta attirando con il suo tono di voce. È un’informazione strategica per capire a chi si rivolgono davvero i tuoi competitor (demografia, bisogni, pain points).

Il GEO Audit è un’operazione a consumo che richiede un’elaborazione complessa da parte dei modelli AI. Ogni nuova analisi ha un costo di 1€, che viene scalato dal tuo credito AI.

Una volta generato, il report resta salvato nello storico del tuo profilo (accessibile anche dalla AI Dashboard), così puoi consultarlo in futuro senza dover spendere nuovamente i crediti. Tuttavia, poiché la percezione dell’AI e i contenuti del web cambiano costantemente, è utile lanciare periodicamente un aggiornamento del report per monitorare l’evoluzione del brand o verificare se le ottimizzazioni apportate hanno modificato la risposta dei motori. Trattandosi di una nuova interrogazione in tempo reale, l’aggiornamento comporta il costo di una nuova generazione (0,50€).

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AEO Audit: analizza la reputazione dei brand per gli Answer Engine

L’AEO Audit è lo strumento che certifica i risultati del lavoro di Answer Engine Optimization, misurando la capacità di un brand di essere scelto e citato come fonte autorevole dai principali motori che generano risposte basate su ricerca live (RAG).

Lo strumento consente di effettuare analisi on-demand su qualsiasi realtà: puoi utilizzarlo per verificare il tuo brand, fare un check rapido su un potenziale cliente o anche per osservare come vengono rappresentati competitor diretti, brand emergenti o player di riferimento nel tuo settore.

L’audit interroga direttamente tre modelli di intelligenze artificiali – ChatGPT, Gemini e Perplexity – per mostrarti se il soggetto analizzato è riuscito a imporsi come fonte autorevole su piattaforme che funzionano con logiche diverse, ottenendo una visibilità trasversale che conferma sia la reperibilità immediata che la solidità della reputazione digitale.

Per lanciare l’indagine clicca su “Nuova Analisi”. Si aprirà una finestra di configurazione dove dovrai definire manualmente l’identità del soggetto. I campi richiesti (Nome Brand, Paese, Settore, Prodotto/Servizio) non sono semplici etichette, ma fungono da prompt per orientare l’AI. Stai dicendo agli engine da quale angolazione guardare il brand: una variazione di questi parametri (ad esempio cambiare il settore di riferimento) produrrà risultati diversi, perché i motori cercheranno conferme su fonti e contesti differenti. L’operazione di avvio ha un costo fisso di 1€ (crediti AI), chiaramente indicato prima della conferma.

Una volta generato, il report viene salvato automaticamente. In alto a destra trovi il menu Storico dei Report (icona orologio): cliccando qui accedi alla lista di tutte le indagini effettuate. Puoi ricaricare e consultare qualsiasi analisi precedente gratuitamente, tutte le volte che vuoi; il costo viene scalato solo quando decidi di lanciare una nuova interrogazione in tempo reale per aggiornare i dati.

Come leggere il report

L’audit è strutturato per darti risposte immediate sulla coerenza e sulla forza del brand agli occhi delle AI.

Il primo dato che incontri è la Panoramica del brand, che riepiloga i parametri di input, seguita dall’AEO Score Medio: una sintesi numerica per confrontare rapidamente lo stato di salute tra i diversi motori. L’analisi si sviluppa poi verticalmente lungo le tre colonne dei motori (ChatGPT, Perplexity, Gemini), permettendoti di vedere a colpo d’occhio se la percezione è omogenea o se esistono carenze specifiche su un singolo ecosistema.

  • Dettaglio Punteggi: Questa sezione spiega il “perché” del tuo voto. Qui misuri la salute tecnica del brand (Qualità della presenza), la sua notorietà (Riconoscimento) e la percezione emotiva (Sentiment), incrociandoli con la forza competitiva nel mercato.
  • Dettagli Riconoscimento Brand: Qui l’analisi diventa profilazione. L’AI assegna al brand un Ruolo (es. “Leader”, “Challenger”) e un Archetipo (es. “Innovatore”) che ne definiscono la personalità percepita. I dati su profondità delle menzioni e qualità delle fonti ti dicono inoltre quanto è “radicata” questa percezione.
  • Competizione di mercato: Attraverso i grafici a torta vedi la tua Share of Voice esatta rispetto ai competitor che l’AI ha associato al tuo brand. Subito sotto, le Caratteristiche Identitarie elencano gli attributi che l’AI associa spontaneamente al nome analizzato: se leggi concetti generici il posizionamento è debole, se leggi tratti specifici il brand è ben distinto.
  • Riepilogo analisi: È la diagnosi strategica discorsiva. L’AI agisce come un consulente, evidenziando i punti di forza consolidati e le aree di crescita. Fondamentale è la Traiettoria di mercato, che ti dice se il trend di visibilità del brand è in ascesa, stabile o in calo.
  • Analisi contestuale e Sentiment: Le sezioni finali indagano la narrazione. L’analisi contestuale verifica se il brand viene citato per i temi corretti, mentre l’analisi del sentiment scende nel profondo, distinguendo tra l’opinione legata al prodotto, quella delle fonti autorevoli e il livello di polarizzazione del pubblico.
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Analisi dei Competitor AI

Analisi dei competitor AI è lo strumento che mette il tuo brand a confronto con altri brand nel contesto dei motori generativi. Non parte dalle keyword in comune e non replica la logica del confronto SEO classico: qui il punto è capire come le AI leggono, distinguono e valutano le entità che inserisci, quali vantaggi riconoscono ai competitor e dove il tuo brand perde forza nella percezione, nella fiducia o nella capacità di essere scelto.

Lo strumento si apre con una modale iniziale in cui devi inserire il nome del brand e l’elenco dei competitor principali. Il confronto è il nucleo dell’analisi, quindi la scelta dei brand da includere incide direttamente sulla qualità del report. Non serve inserire competitor “organici” nel senso tradizionale del termine, ma i brand che l’AI potrebbe davvero considerare comparabili nello stesso spazio di mercato.

La prima parte del report offre una sintesi immediata del confronto. Qui trovi indicatori come Global Authority Score, Average Trust Index, Top Semantic Winner, il livello di affidabilità dell’analisi e la distribuzione della Market Share of Voice AI tra i brand confrontati. In pratica, questa schermata ti dice subito chi sta occupando più spazio nella narrazione generativa, quale brand risulta più forte sul piano semantico e se l’analisi ha raccolto abbastanza fonti per essere letta con fiducia.

Subito dopo la dashboard trovi una serie di card, una per ciascun brand analizzato. Ogni scheda serve a costruire un identikit comparativo attraverso più livelli di lettura. Il primo riguarda la forza dell’entità, con indicatori come Knowledge Graph Score, Citation Trust Index ed eventuale rischio di ambiguità. Il secondo entra nella dominanza semantica, mostrando i cluster principali che l’AI associa al brand. Il terzo legge la componente emotiva e reputazionale attraverso il sentiment forensics, cioè il modo in cui fiducia, entusiasmo, criticità o altre sfumature vengono attribuite al marchio. Infine compare anche una parte più operativa, legata alla capacità di essere referenziato nei sistemi di risposta, cioè la componente più vicina alla logica AEO. Queste card non vanno lette come schede isolate: servono per capire, a colpo d’occhio, dove un competitor è più forte e in quali aree il tuo brand risulta meno definito o meno credibile.

Una delle sezioni più utili del report è quella dedicata allo scontro diretto. Qui il sistema prende ogni competitor e prova a spiegare qual è il campo di battaglia reale: keyword research, backlink, content marketing, dati di mercato, visibilità europea, specializzazione locale o altri fattori. Accanto a questo, evidenzia il vantaggio competitivo del concorrente e propone una strategia di aggiramento raccomandata. È un passaggio importante perché sposta il report dal piano descrittivo a quello strategico. Non ti dice solo che i tuoi rivali sono percepiti come più forti su un certo ambito, ma prova a tradurre quel vantaggio in una direzione di lavoro: differenziare la narrativa, spostare il confronto su un terreno più favorevole, rafforzare la verticalità del brand o correggere i segnali che penalizzano la percezione AI.

Le indicazioni operative e correttive

Il report non si limita a confrontare la forza dei brand. Dedica anche una sezione ai rischi, ai dati obsoleti e ai falsi miti rilevati. Questa parte è utile perché aiuta a capire se una debolezza percepita nasce da un reale vantaggio del competitor oppure da informazioni datate, descrizioni sbagliate, semplificazioni ricorrenti o memorie distorte presenti nelle fonti. Il sistema cerca di far emergere ciò che sta inquinando la memoria AI del brand, così da trasformare il report in una base di lavoro per “pulire” la percezione e correggere la narrativa che circola attorno all’entità.

Accanto ai problemi, il report propone anche un blocco di azioni correttive. Qui non trovi soltanto un giudizio, ma indicazioni su che cosa fare per migliorare la percezione del brand rispetto ai competitor. È una lista ragionata di azioni operative: presidio delle risposte, attivazione di recensioni, rafforzamento degli UGC, miglioramento dei segnali positivi, interventi sui contenuti e sulla presenza del brand nelle fonti che alimentano la memoria AI. Il valore pratico dello strumento sta proprio in questo passaggio: trasformare un confronto astratto tra brand in un piano di lavoro per colmare il divario competitivo.

Nella parte conclusiva trovi una relazione tecnico-strategica completa. Questa sezione riprende i dati della dashboard e delle schede comparative, ma li organizza in forma discorsiva. È qui che il report costruisce una lettura più articolata del confronto: riassume le differenze tra i brand, spiega il senso dei punteggi, interpreta la posizione dei competitor e collega le criticità alle azioni da intraprendere. In ottica manualistica, questa parte va letta come il livello di sintesi avanzata del documento. Non sostituisce la dashboard iniziale, ma la completa e la rende leggibile anche per chi deve condividere l’analisi con il team o usarla come base per una decisione strategica.

Come leggere correttamente il confronto

Non interpretare il report come una classifica rigida. I risultati non dicono semplicemente “chi è migliore”, ma mostrano quale brand viene considerato più forte su certe aree e in quali punti il tuo è più fragile. Se il competitor domina sul piano semantico, il problema può essere di chiarezza identitaria. Se emerge un gap di fiducia, può esserci un tema di reputazione o di scarsa qualità delle fonti. Se il report segnala falsi miti o dati obsoleti, il lavoro non sarà sull’offerta ma sulla correzione della memoria AI. La lettura corretta, quindi, è comparativa e diagnostica: il valore non sta nel punteggio in sé, ma in ciò che quel punteggio ti permette di capire.

Questo strumento è particolarmente utile quando devi capire se il tuo brand viene davvero percepito come alternativo credibile rispetto a competitor più forti o più riconosciuti. È una funzione da usare in fase di audit strategico, di riposizionamento, di analisi competitiva o quando vuoi spiegare perché, nel contesto AI, un brand viene citato o preferito più spesso di un altro. In questo senso, il tool non sostituisce i classici strumenti competitor di SEOZoom: lavora su un altro piano. Qui non stai confrontando ranking, traffico o keyword in comune, ma la capacità del brand di esistere e imporsi nella lettura delle AI generative. Ed è proprio questo che lo rende utile come strumento di diagnosi avanzata per la SEO for AI.

Nota sui costi e aggiornamenti. L’analisi dei competitor AI è un’operazione a consumo che richiede l’interrogazione complessa di modelli AI in tempo reale su molteplici piattaforme. Ogni generazione di un nuovo report ha un costo fisso di 100 crediti, che viene scalato dal tuo credito AI. Il report generato resta salvato nello storico del tuo account per consultazioni future (senza costi aggiuntivi). Poiché le risposte delle AI sono dinamiche e cambiano in base ai nuovi contenuti pubblicati sul web, ti consigliamo tuttavia di lanciare periodicamente una nuova analisi (sostenendo il costo della nuova generazione) per monitorare i progressi della tua strategia.

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AI Overview

Questo strumento ti permette di capire e misurare la visibilità di un sito all’interno di AI Overview, il box con le risposte generate dall’intelligenza artificiale di Google che è sempre più presente nelle SERP.

Qui scopri per quali parole chiave un qualsiasi dominio viene utilizzato come fonte da Google, quante volte viene menzionato e qual è l’impatto stimato in termini di traffico.

Come si usa lo strumento

Accedendo ad “AI Overview” dalla colonna degli strumenti si aprirà una finestra che ti chiederà di inserire il dominio che vuoi analizzare. È importante notare che, se il dominio inserito non è presente in alcun risultato di AI Overview, la ricerca non restituirà dati.

Una volta inserito il dominio e avviata l’analisi, la piattaforma ti condurrà direttamente all’interno dello strumento Keyword Studio (applicato al dominio che hai cercato), con la tab “AI Overview” già preselezionata. In pratica, SEOZoom esegue in autonomia l’analisi dominio e  ti porta subito alla sezione specifica con i dati più rilevanti.

Ti troverai quindi di fronte a una tabella che elenca tutte le parole chiave per cui il dominio analizzato è stato selezionato come fonte nelle risposte AI di Google. Essere presenti qui non equivale a un posizionamento organico classico, quindi le metriche mostrate sono specifiche per questo formato:

  • AI Rank indica la posizione “simulata” della menzione al sito all’interno della risposta AI. Un valore basso (es. 1) significa che il sito viene citato per primo, in una posizione di massima evidenza.
  • Traffico Stimato è una stima del traffico generato specificamente da questa visibilità all’interno del box AI, un dato separato e aggiuntivo rispetto al classico traffico organico.
  • Menzioni indica il numero totale di volte in cui il dominio è stato citato come fonte per generare la risposta a quella query.
  • Prima Menzione specifica quante di quelle menzioni vedono il sito come prima fonte citata, un indicatore di grande autorevolezza.
  • URL mostra l’URL esatto che Google ha scelto come fonte per quella specifica keyword.

Questa analisi ti permette di misurare in modo preciso la performance di un sito nel nuovo scenario delle ricerche basate su AI, un dato ormai imprescindibile per qualsiasi strategia SEO completa.

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AI Prompt Research

Prompt Research è lo strumento che parte da una domanda formulata in linguaggio naturale e ricostruisce il ventaglio di ricerche che i modelli generativi attivano per costruire la risposta. Non lavora come una keyword research tradizionale, che parte da una query per trovare correlate, ma come un’analisi del bisogno informativo espresso nel prompt. L’obiettivo è capire come una domanda viene scomposta in intenti, sotto-temi e cluster di ricerche, così da trasformare un input conversazionale in una mappa operativa utile per i contenuti, per la pianificazione e per il presidio delle risposte AI.

Nel lavoro SEO for AI questo passaggio è decisivo, perché i motori generativi non si limitano a cercare una sola corrispondenza diretta. Per comporre una risposta, attivano una serie di verifiche, di approfondimenti e di domande collaterali. Prompt Research rende visibile questa struttura e ti mostra su quali aree devi essere presente se vuoi coprire davvero il bisogno espresso dall’utente.

L’operazione interroga modelli AI in tempo reale: ogni generazione di ricerca ha un costo di 50 crediti, che viene scalato dal tuo credito AI.

L’ingresso nello strumento avviene da una modale iniziale in cui devi assegnare un nome alla ricerca e, se vuoi, una descrizione. Questo passaggio serve a costruire un archivio ordinato delle analisi già svolte. Ogni Prompt Research diventa infatti un contenitore autonomo, che puoi riaprire, aggiornare e usare come base di lavoro nel tempo.

Una volta creata la ricerca, accedi alla schermata operativa. Qui trovi il box in cui inserire il prompt da analizzare. Lo strumento è pensato per lavorare su domande realistiche, cioè formulate come farebbe davvero un utente in una conversazione con un assistente AI.

Un esempio concreto

Per capire bene come funziona Prompt Research, immaginiamo di partire da una domanda fuori dall’ambito SEO:

“Quali sono le città migliori da visitare in Italia ad aprile?”

Questa domanda, letta da un motore generativo, non viene trattata come una semplice query informativa. Il sistema deve capire se l’utente sta cercando clima, eventi, destinazioni romantiche, mete adatte alle famiglie, città d’arte, consigli low cost o località di mare. In altre parole, deve scomporre una richiesta apparentemente unica in un insieme di esigenze informative diverse.

È proprio questa scomposizione che Prompt Research restituisce in forma leggibile.

Dopo l’analisi, la prima parte della schermata mostra un riepilogo con alcuni dati sintetici: il numero di prompt presenti nella ricerca, il totale delle keyword generate, la distribuzione delle keyword per ambito e la rappresentazione degli intenti di ricerca. Questa fascia iniziale serve a darti subito una misura quantitativa del risultato.

Accanto ai box numerici trovi il Search intent summary, cioè una sintesi testuale dell’intento complessivo. Nel nostro esempio sul turismo in Italia ad aprile, questa parte spiega che l’utente si trova in una fase di esplorazione e confronto, cerca ispirazione, vuole valutare più possibilità e ha bisogno di contenuti che lo aiutino a capire non solo dove andare, ma anche quale tipo di esperienza sia più adatta ai suoi interessi.

Questa sintesi è utile perché ti restituisce il quadro generale prima di entrare nel dettaglio dei singoli cluster.

Gli ambiti di ricerca

Il cuore di Prompt Research è la classificazione per ambiti. Ogni analisi viene suddivisa in aree che rappresentano i principali filoni informativi attivati dal prompt. Nell’esempio mostrato in piattaforma, gli ambiti includono categorie come:

  • informational
  • valutazione e comparazione
  • fiducia e affidabilità
  • transactional
  • follow up

Queste etichette ti aiutano a capire da quale angolazione l’AI sta leggendo la domanda.

Nel caso del prompt sulle città da visitare in Italia ad aprile, l’ambito informational raccoglie i sotto-temi più introduttivi, come la comprensione del periodo, del clima o delle tipologie di destinazioni. L’ambito valutazione e comparazione entra invece nella logica della scelta: confrontare città d’arte e mete balneari, città economiche e città più esclusive, destinazioni per famiglie o per coppie. La sezione fiducia e affidabilità intercetta le domande che cercano rassicurazioni, conferme, opinioni o segnali di attendibilità. La parte transactional si avvicina alle richieste più vicine all’azione, per esempio la preparazione del viaggio, i costi o l’organizzazione pratica. Infine, il blocco follow up raccoglie le domande che nascono dopo una prima risposta e che accompagnano l’utente verso approfondimenti successivi.

Ogni ambito contiene uno o più box specifici. Questi box rappresentano sotto-famiglie di ricerche e mostrano tre elementi molto importanti.

Il primo è una breve descrizione del bisogno sottostante. Il sistema non si limita a elencare query: prova a spiegare quale intenzione reale unisce quel gruppo di domande.

Il secondo è l’elenco delle domande degli utenti, cioè una selezione di richieste coerenti con quel cluster. Sono domande già formulate in modo naturale e aiutano a capire come il bisogno può essere espresso in forme diverse.

Il terzo è il blocco dei Consigli per la creazione dei contenuti. Questo elemento è particolarmente utile perché trasforma il cluster in una traccia editoriale. I consigli non sono suggerimenti generici, ma indicazioni sul taglio da dare al contenuto, sugli aspetti da chiarire, sul tono della risposta e sulle informazioni che l’utente si aspetta di trovare.

Nell’esempio sul turismo, un consiglio di contenuto potrebbe suggerire di costruire una guida comparativa che distingua città per interessi, budget e clima, oppure di inserire riferimenti pratici per aiutare il lettore a scegliere tra mete simili. In questo modo il passaggio dal prompt al contenuto è molto più diretto.

Come e quando usare lo strumento

Il valore di AI Prompt Research sta nel fatto che traduce una domanda generica in una struttura informativa concreta. Nel lavoro quotidiano questo significa poter decidere con più precisione:

  • quali contenuti scrivere
  • quali sezioni aggiungere a un articolo già esistente
  • quali obiezioni o bisogni secondari coprire
  • quali cluster stanno davvero dietro a un prompt ad alto valore

Se torniamo all’esempio del viaggio in Italia ad aprile, il vantaggio pratico è immediato. Senza Prompt Research potresti scrivere un articolo unico e superficiale. Con l’analisi davanti, invece, vedi subito che la domanda contiene almeno cinque direzioni diverse: ispirazione, confronto, rassicurazione, organizzazione e follow up. Questo ti permette di costruire un contenuto più completo, o addirittura una mini-architettura editoriale che copra più nodi dello stesso bisogno.

Uno degli aspetti più utili dello strumento è la possibilità di trasferire i prompt generati dentro AI Prompt Tracker. In ciascun box di domande compare infatti il comando Aggiungi tutte. Cliccandolo, si apre una modale che ti consente di selezionare il progetto in cui importare il set di prompt.

Questo passaggio è importante perché trasforma una ricerca esplorativa in una base di monitoraggio. In pratica, usi Prompt Research per far emergere le domande rilevanti e poi le sposti in AI Prompt Tracker per verificare se il tuo sito viene citato, con quali pagine e in quali motori AI.

Ad esempio, potresti partire dal prompt generale sulle città da visitare in Italia ad aprile, ottenere le domande collaterali su clima, destinazioni per coppie, mete economiche o città per famiglie, e poi importarle in un progetto per monitorare la presenza del sito su quelle richieste specifiche.

È proprio in questo passaggio che si vede la differenza tra i due strumenti: Prompt Research serve a far emergere la struttura della domanda; AI Prompt Tracker serve a misurare la tua capacità di presidiare quella struttura nel tempo.

Prompt Research è utile ogni volta che devi partire da una domanda e trasformarla in una strategia di contenuto o di presidio. Funziona bene in fase di pianificazione editoriale, quando devi capire cosa c’è davvero dietro a un bisogno espresso in forma conversazionale. È altrettanto utile quando vuoi rafforzare un contenuto già pubblicato, perché ti mostra quali sotto-temi e quali follow up rischiano di mancare. Infine, è uno strumento prezioso anche in ottica SEO for AI, perché rende visibile la complessità delle domande che gli utenti fanno agli assistenti e ti permette di collegare la produzione dei contenuti al modo in cui quei sistemi costruiscono le risposte.

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AI Prompt Tracker

AI Prompt Tracker è lo strumento di monitoraggio storico che ti permette di sorvegliare l’evoluzione della tua visibilità nelle risposte generative nel tempo. Serve a tracciare come cambiano le citazioni, il sentiment e la pertinenza del tuo brand nei motori conversazionali a seguito delle tue ottimizzazioni.

Se la SEO tradizionale lavora sulle parole chiave, la GEO lavora sulle risposte: questo strumento ti permette di inserire i Prompt (le domande o richieste specifiche) che i tuoi utenti ideali rivolgono agli assistenti virtuali e verificare, in tempo reale, se il tuo sito viene citato come fonte autorevole.

Per questo, infatti, non dovrai  inserire keyword secche per configurare il monitoraggio, ma utilizzare frasi conversazionali. Ovvero, devi cercare di replicare le domande reali che il tuo target farebbe a una chat intelligente, scrivendo domande formulate in modo preciso oppure query più spontanee, simili a quelle che un utente inesperto digiterebbe nei Motori AI, come ad esempio “Spiegami nel dettaglio qual è il procedimento migliore per preparare una vera pizza napoletana in casa, indicandomi i tempi di lievitazione corretti e quali farine utilizzare per l’impasto”, oppure “Spiegami passo dopo passo come ottimizzare il crawl budget di un e-commerce con molte pagine per migliorare l’indicizzazione dei prodotti

Ogni prompt diventa un punto di partenza per analizzare la relazione tra la domanda e le pagine del tuo sito che possono rispondere in modo efficace: SEOZoom interroga periodicamente ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode per verificare se sei effettivamente presente e citato con i tuoi contenuti.

Sotto l’area di inserimento trovi tre riquadri che sintetizzano la presenza del tuo dominio all’interno dei modelli AI monitorati: AI Mode, ChatGPT, Gemini e Perplexity. Per ciascun modello SEOZoom verifica se almeno una pagina del sito compare tra le fonti che il motore utilizza. I pannelli mostrano quante volte il sito è stato riconosciuto e con quale posizione relativa rispetto alle altre fonti selezionate.

La sezione centrale raccoglie tutti i prompt monitorati. La tabella associa a ogni domanda:

  • la posizione migliore raggiunta nelle fonti individuate dai Motori AI
  • il numero di pagine del sito considerate rilevanti
  • i modelli in cui il dominio compare.

Se clicchi sulla riga puoi espandere l’analisi e leggere il dettaglio del posizionamento GEO. Inoltre, attivi le tabelle a destra, che ti offrono tre viste dedicate alla tua autorità sul topic:

  • Andamento

Questa vista mostra l’evoluzione periodica delle posizioni associate ai prompt. Puoi valutare se la presenza del tuo sito tra le fonti è stabile, se sta migliorando o se tende a scendere, interpretando eventuali variazioni in relazione alle tue pubblicazioni o alle attività dei competitor.

  • Competitor sui prompt

Qui trovi i domini che vengono selezionati come fonti per gli stessi prompt. La tabella mostra le loro posizioni nei vari motori AI e ti aiuta a capire chi presidia gli stessi temi, quali siti emergono con maggiore frequenza e dove la concorrenza è più forte o più frammentata.

  • Copertura Fan-Out

Questa vista analizza tutte le keyword attivate dal prompt durante il fan-out, ricostruendo il processo di ricerca eseguito dai motori. SEOZoom analizza il tuo sito e verifica se è già visibile nella SERP tradizionale per tutte le keyword correlate all’intento di ricerca principale del prompt (il cluster semantico).

Le keyword vengono suddivise in coperte (posizioni entro la ventesima) e non coperte. Per ciascuna trovi volume, posizione reale e URL candidato del tuo dominio quando presente. Per la precisione

  • Fan Out Verde (Alta Copertura): indica che la pagina è solida, completa e risponde a tutte le sfumature della domanda. È un posizionamento destinato a durare.
  • Fan Out Rosso (Bassa Copertura): indica che l’AI ti ha citato, ma la tua pagina ha delle lacune semantiche importanti su argomenti correlati. È un segnale operativo: devi espandere il contenuto (magari usando l’AI Engine) per coprire meglio il topic e blindare la tua autorità.

Questa informazione collega in modo diretto la tua visibilità SEO con la tua esposizione nei modelli AI. Un contenuto che presidia in modo solido la SERP tradizionale ha maggiori probabilità di comparire anche tra le fonti recuperate dai Motori AI durante le risposte generate.

Poiché richiede uno storico dati, questa funzione è legata esclusivamente ai domini che hai inserito a progetto. Cliccando sulla voce nel menu si apre infatti una finestra modale che elenca i tuoi Progetti attivi. Selezionando il progetto di interesse, verrai reindirizzato immediatamente alla sezione di analisi specifica all’interno dell’Area Progetti, dove potrai consultare i grafici di andamento, lo storico delle risposte generate dall’AI e le variazioni nella visibilità del brand sui nuovi motori di ricerca.

AI Prompt Tracker completa le informazioni già disponibili in GEO Audit, AI Overview Monitor e nelle viste editoriali. Insieme formano un quadro unico: puoi leggere come il tuo dominio viene riconosciuto come fonte, come le AI ricostruiscono l’intento legato alle domande e quali parti del sito intercettano gli argomenti attivati dai prompt.

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AI Engine

Come puoi sapere se i tuoi contenuti sono GEO-ready, adatti a essere scelti e citati dai nuovi motori AI, prima ancora di pubblicarli? L’AI Engine risponde a questa domanda fondamentale.

È un motore di analisi predittiva, che simula il comportamento di sistemi come Gemini di Google, ChatGPT, Claude e Perplexity per valutare la rilevanza e la completezza dei tuoi contenuti. In pratica, ti dice in anticipo se la pagina che hai scritto ha le carte in regola per essere considerata una fonte autorevole da un motore di ricerca basato su intelligenza artificiale.

La logica è semplice: inserisci da un lato la keyword di riferimento, dall’altro l’URL della pagina che vuoi analizzare, e lanci un’analisi avanzata che costruisce una sorta di “gemello digitale” della competizione. Valuta quanto la pagina sia davvero pronta a competere per quella query, quali punti di forza possiede e dove invece rischia di non essere allineata alle aspettative dei motori AI e degli utenti.

Come funziona AI Engine

Quando lanci un’analisi, l’AI Engine compie un’operazione complessa in pochi istanti:

  1. Analizza i competitor. Scansiona le pagine dei siti indicizzati su Google per la keyword che hai indicato.
  2. Crea un database vettoriale. Trasforma il contenuto della tua pagina e di quelle dei principali competitor in una rappresentazione matematica basata sul significato semantico, non solo sulle parole chiave.
  3. Simula una SERP AI. Crea un proprio motore di ricerca temporaneo e specializzato su quell’argomento, e classifica la tua pagina rispetto alle altre in base alla sua reale pertinenza per rispondere a una specifica domanda o intento di ricerca.

Il risultato finale è una classifica simulata che ti mostra se, e in quale posizione, il tuo contenuto sarebbe stato scelto da un motore AI per rispondere a una query.

La dashboard dei risultati si divide in due pannelli principali.

  • Risultati della Ricerca AI. Sulla sinistra c’è la classifica simulata, la “SERP” secondo l’intelligenza artificiale. Qui trovi un elenco ordinato dei contenuti che AI Engine ha ritenuto più pertinenti per rispondere alla query che hai inserito. Ogni risultato ha un punteggio di “Pertinenza”. Il tuo obiettivo è verificare se l’URL che hai analizzato compare in questa classifica e, in caso affermativo, in quale posizione. Un posizionamento alto indica che il tuo contenuto è completo, ben strutturato e allineato all’intento di ricerca secondo i criteri di un motore AI. Se il tuo URL non compare o si posiziona in basso, il pannello di destra ti aiuterà a capire perché.
  • Gli spunti strategici. Questo pannello ti fornisce il contesto e le informazioni strategiche per migliorare il tuo contenuto. È organizzato in quattro tab.
    • Domande: la traccia per il tuo articolo. Le domande sono raggruppate in cluster tematici (come “Introduzione a…”, “Configurazione e verifica…”, “Analisi delle performance…”) che rappresentano i sotto-argomenti fondamentali che un contenuto di qualità dovrebbe trattare per essere considerato esaustivo.
    • Domande AI Overview: questa tab ti mostra la struttura della risposta di AI Overview di Google, suddivisa per topic e domande. È un ottimo punto di partenza per capire che taglio e che profondità dare al tuo contenuto.
    • Buyer Personas: qui l’AI delinea dei profili di utenti tipici interessati all’argomento (ad esempio “Marco, 35 anni, SEO Specialist”). Per ogni “persona” vengono descritti i suoi obiettivi e le domande specifiche che si pone. Questo ti aiuta a calibrare il tono di voce, il livello di approfondimento e gli esempi del tuo contenuto per parlare direttamente al tuo pubblico ideale.
    • Cronologie delle ricerche: salva uno storico delle analisi che hai effettuato, per poterle consultare in seguito.

È importante ricordare che, da questa schermata, non puoi modificare il contenuto. Lo scopo di questa versione “libera” dell’AI Engine è puramente analitico: ti fornisce una diagnosi precisa e tutti gli spunti strategici (la struttura dei topic, le domande a cui rispondere, il target a cui parlare) per poi tornare sul tuo sito e migliorare la pagina con cognizione di causa.

Il beneficio principale di AI Engine è che ti permette di non “scrivere alla cieca”. Puoi verificare l’efficacia di un contenuto prima ancora di pubblicarlo (utilizzando la versione integrata nell’Assistente Editoriale) o analizzare le performance di pagine esistenti per capire perché non vengono citate dall’AI. Questo ti consente di ottimizzare i testi in modo mirato, aumentando esponenzialmente le probabilità che vengano scelti come fonte autorevole negli AI Overview e dai motori di ricerca conversazionali.

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