La sezione SEO for AI: governa la nuova visibilità

La SEO for AI è l’area di SEOZoom dedicata alla visibilità nei motori generativi. Qui trovi gli strumenti che ti aiutano a capire come un brand, un dominio o un contenuto vengono interpretati, selezionati, citati e rappresentati da AI Overview, AI Mode e dagli assistenti conversazionali come ChatGPT, Gemini e Perplexity.

Il lavoro non riguarda solo la presenza dentro una risposta. I motori AI leggono fonti, ricostruiscono argomenti, associano brand a categorie, confrontano alternative e sintetizzano informazioni che possono incidere sul modo in cui un utente valuta un prodotto, un servizio o un’azienda.

Ecco perché qui accentri ogni fase della strategia, combinando analisi sull’identità del brand, sulle risposte generate, sui prompt, sulle fonti, sui competitor e sulla qualità dei contenuti. Hai accesso a una centrale di comando che unisce operatività e intelligence, con strumenti che ti aiutano a garantire che la tua entità sia compresa, i tuoi contenuti siano ritenuti rilevanti e il tuo brand venga citato come fonte autorevole. Puoi usarli per ottimizzare la tua presenza, ma anche per fare “reverse engineering” sui competitor: verifichi se l’AI sa chi sono, se presidiano i box di AI Overview su Google e quali informazioni vengono utilizzate per raccomandarli agli utenti.

GEO Audit lavora sull’identità informativa e mostra come i modelli AI descrivono un brand, a quali temi lo associano e quanto la sua rappresentazione risulta coerente. AEO Audit misura la capacità del brand di essere scelto e riconosciuto dagli answer engine nelle risposte generate con ricerca live. Analisi competitor AI sposta il confronto sul piano della percezione generativa, aiutandoti a capire quali brand vengono considerati più forti, più affidabili o più riconoscibili nello stesso spazio di mercato.

Accanto agli audit trovi gli strumenti dedicati ai prompt e alla copertura informativa. AI Prompt Research parte da una domanda in linguaggio naturale e ricostruisce keyword, intenti, sotto-temi e follow up che i motori AI possono attivare per costruire una risposta. AI Prompt Tracker monitora nel tempo i prompt strategici collegati a un progetto e mostra come il brand entra nelle risposte AI: come fonte usata dal motore, come menzione nel testo, come raccomandazione, come alternativa competitiva, come leader, specialista o presenza marginale dentro un contesto più ampio.

A completare il quadro ci sono AI Visibility, che offre una lettura della presenza del dominio nei motori AI e nelle AI Overview, AI Overview, per analizzare la presenza dei siti nelle risposte AI di Google, e AI Engine, che valuta la pertinenza di una pagina o di una bozza rispetto alle logiche dei motori di risposta.

Questa sezione ti serve quando vuoi leggere la visibilità generativa da più angolazioni: identità del brand, qualità della presenza, contenuti selezionati, prompt rilevanti, competitor ricorrenti, fonti utilizzate e segnali che rendono una risposta più o meno favorevole al tuo brand. È il tuo punto di controllo totale quando la ricerca diventa una risposta unica: qui indaghi chi è “dentro” e chi è “fuori” dal discorso, intercettando distorsioni, lacune o domini rivali che stanno guadagnando quote di visibilità nelle conversazioni e nei risultati generativi.

 

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AI Visibility

AI Visibility è lo strumento che ti permette di monitorare la presenza del tuo dominio a progetto nelle risposte AI e nelle AI Overview, collegando in una sola dashboard prompt, keyword, URL citate, motori coinvolti e scenario competitivo.

A differenza di GEO Audit e AEO Audit, che lavorano soprattutto sull’interpretazione del brand e sulla qualità della sua risposta nei motori AI, qui il focus è più operativo: leggi dove il dominio compare, per quali richieste, con quali pagine e contro quali competitor.

La dashboard principale raccoglie in un’unica vista tutti i dati utili per leggere la presenza del sito nelle AI.

Nella parte alta trovi subito i blocchi di sintesi che aiutano a orientarti:

  • AI Visibility: è l’indice sintetico della presenza del dominio nelle risposte AI.
  • Prompt totali: indica quanti prompt unici citano il dominio. Il totale esclude i duplicati presenti in più motori AI, quindi può risultare più basso della somma dei prompt suddivisi per singolo motore.
  • Distribuzione per motore AI: raccoglie la ripartizione della presenza del dominio tra AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini.
  • Competitor AI: restituisce i domini che ricorrono più spesso nei prompt di settore del sito analizzato e che occupano lo stesso spazio competitivo nelle risposte AI.
  • Social Platform: evidenzia le piattaforme social più presenti nei prompt di settore associati al dominio analizzato.
  • AI Overview: riassume le metriche principali legate alla presenza del sito nelle risposte AI di Google, con dati su keyword, menzioni, prima menzione, posizione media e visibilità.
  • Andamento: il grafico temporale ti permette di osservare come evolve la presenza del dominio nei diversi ambienti AI.

Questa prima schermata è la plancia generale del report: ti aiuta a capire subito se il dominio compare poco o molto, in quali motori si distribuisce meglio e quale contesto competitivo si forma intorno al sito.

La parte più importante da comprendere è che AI Visibility non usa un solo livello di analisi.

Nel caso di AI Overview, il report lavora su una logica keyword-based, perché la funzione è collegata alla presenza del dominio nelle AI Overview di Google, quindi in un ambiente ancora legato alla SERP classica.

Nel caso di AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini, invece, l’analisi è prompt-based: qui non stai leggendo parole chiave tradizionali, ma richieste complete formulate come domande o istruzioni, cioè il modo reale in cui gli utenti interrogano i motori generativi.

Questa differenza cambia radicalmente l’output del report e anche il lavoro che puoi fare sui dati.

AI Overview: la vista keyword-based

Quando selezioni la tab AI Overview, la tabella centrale lavora sulle keyword e ti mostra per ogni riga:

  • Keyword
  • Volume
  • Pos
  • Menzioni
  • Prima menzione
  • URL

Qui puoi quindi leggere per quali keyword il dominio entra nelle AI Overview di Google, con quale posizione e con quante menzioni.

Nel pannello laterale di destra trovi poi un approfondimento dedicato alla keyword selezionata, con metriche aggiuntive come:

  • volume
  • traffico stimato
  • variazione
  • visibility
  • KD
  • opportunity
  • stagionalità delle ricerche
  • riepilogo della presenza in AI Overview

Questa vista è particolarmente utile quando vuoi collegare la presenza del dominio nelle risposte AI di Google a un contesto ancora vicino alla search classica: keyword, volumi, posizione e URL.

AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini: la vista prompt-based

Quando entri in una delle altre tab, la struttura del report cambia. La tabella centrale non lavora più sulle keyword, ma sui prompt, e per ogni riga mostra:

  • Prompt
  • Posizione
  • URL

Qui l’unità di analisi non è più la parola chiave, ma la richiesta completa che attiva la risposta del motore AI.

È proprio in queste viste che AI Visibility diventa più vicino al funzionamento reale dei motori generativi. Per ogni prompt selezionato, il pannello di destra visualizza infatti:

  • la card della pagina coinvolta
  • un’anteprima della Risposta AI
  • l’elenco delle Fonti utilizzate

Dagli screen si vede chiaramente che questa parte del report cambia anche nella forma: in alcuni casi l’anteprima è soprattutto testuale, in altri include una componente visiva più marcata, come avviene in Perplexity. In tutti i casi, però, il pannello laterale permette di capire come il dominio entra nella risposta e insieme a quali altre fonti viene richiamato.

Questa distinzione è importante sul piano pratico.

Lavorare su AI Overview significa leggere la presenza del dominio in un ambiente collegato alle keyword e alla SERP di Google. Lavorare su AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini significa invece leggere la presenza del dominio nelle risposte generate a partire da prompt completi.

In pratica:

  • con AI Overview osservi una presenza più vicina alla logica SEO tradizionale
  • con i motori prompt-based osservi una presenza più vicina alla logica conversazionale e generativa degli LLM

Questa distinzione ti aiuta a usare meglio il report:

  • nella vista keyword-based puoi ragionare su volumi, posizioni e URL che entrano nelle Overview
  • nella vista prompt-based puoi ragionare su domande reali, risposte generate, citazioni e fonti concorrenti

AI Visibility è particolarmente utile quando vuoi:

  • capire se il tuo dominio compare nei motori AI e con quale intensità
  • individuare i prompt e le keyword che generano presenza
  • leggere quali URL del sito vengono richiamate più spesso
  • osservare come la presenza si distribuisce tra motori diversi
  • confrontare il dominio con competitor editoriali e piattaforme social
  • analizzare il contesto di citazione attraverso risposta AI e fonti utilizzate

È, in sostanza, lo strumento che trasforma la “presenza nelle AI” in una lettura operativa: non ti dice solo se il sito compare, ma ti permette di capire dove compare, in quale forma, con quali pagine e dentro quale contesto competitivo.

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GEO Audit

È lo strumento di intelligence che ti permette di profilare un brand o un competitor attraverso gli occhi dell’Intelligenza Artificiale. Accedendo da questa voce di menu hai la massima libertà di indagine: puoi analizzare qualsiasi dominio, non solo quelli dei tuoi progetti.

Il funzionamento è immediato:

  1. Clicca sulla voce GEO Audit.
  2. Si aprirà una finestra modale che ti chiede di inserire il dominio che vuoi analizzare.
  3. Conferma l’operazione (l’analisi ha un costo di 1€ credito AI).

Verrai reindirizzato alla dashboard di analisi (identica a quella che trovi in “Analisi Sito Web”) che costruisce la mappa semantica dell’entità, evidenziando criticità su settore, mission, valori e sentiment, e confrontando la percezione dell’AI con i dati reali del web.

Qui non stai guardando il codice o i backlink, ma chiedi all’AI: “Chi credi che sia questo brand? Che reputazione ha? A quale settore lo associ?”.

Il report costruisce l’identità del dominio confrontando ciò che l’AI ha memorizzato nel tempo con i dati reali recuperati tramite una Web Search istantanea. È l’analisi perfetta per capire in pochi secondi il posizionamento reale di un competitor, individuare i suoi punti deboli comunicativi o valutare un potenziale partner o cliente prima ancora di iniziare a lavorarci.

Nella parte alta trovi una fotografia immediata dell’allineamento del brand, evidenziando con le etichette di stato (OK, Criticità Media, Criticità Alta) se l’AI ha una visione chiara o confusa del dominio.

Ecco cosa puoi scoprire su qualsiasi sito:

  • Settore e Brand: capisci subito se l’AI colloca il competitor nella nicchia corretta o se lo fraintende.
  • Mission, Visione e Valori: il sistema confronta la comunicazione del sito con la percezione dell’AI. Se emergono criticità, significa che quel brand non sta comunicando efficacemente la sua identità e l’AI è costretta a “tirare a indovinare”.
  • Rilevanza Geografica: scopri se il sito è percepito come un player locale o internazionale, un dato cruciale per capire il suo raggio d’azione reale nelle risposte generative.

Oltre ai dati identitari, l’audit ti svela la strategia qualitativa del dominio analizzato:

  • Argomenti Principali: vedi per quali concetti l’AI considera quel sito un “esperto” (Topical Authority).
  • Analisi del Sentiment: misuri la reputazione online del brand e leggi le keyword emotive ricorrenti (positive o negative) associate alle menzioni sul web.
  • Buyer Personas: l’AI traccia l’identikit del pubblico che quel sito sta attirando con il suo tono di voce. È un’informazione strategica per capire a chi si rivolgono davvero i tuoi competitor (demografia, bisogni, pain points).

Il GEO Audit è un’operazione a consumo che richiede un’elaborazione complessa da parte dei modelli AI. Ogni nuova analisi ha un costo di 1€, che viene scalato dal tuo credito AI.

Una volta generato, il report resta salvato nello storico del tuo profilo (accessibile anche dalla AI Dashboard), così puoi consultarlo in futuro senza dover spendere nuovamente i crediti. Tuttavia, poiché la percezione dell’AI e i contenuti del web cambiano costantemente, è utile lanciare periodicamente un aggiornamento del report per monitorare l’evoluzione del brand o verificare se le ottimizzazioni apportate hanno modificato la risposta dei motori. Trattandosi di una nuova interrogazione in tempo reale, l’aggiornamento comporta il costo di una nuova generazione (0,50€).

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AEO Audit: analizza la reputazione dei brand per gli Answer Engine

L’AEO Audit è lo strumento che certifica i risultati del lavoro di Answer Engine Optimization, misurando la capacità di un brand di essere scelto e citato come fonte autorevole dai principali motori che generano risposte basate su ricerca live (RAG).

Lo strumento consente di effettuare analisi on-demand su qualsiasi realtà: puoi utilizzarlo per verificare il tuo brand, fare un check rapido su un potenziale cliente o anche per osservare come vengono rappresentati competitor diretti, brand emergenti o player di riferimento nel tuo settore.

L’audit interroga direttamente tre modelli di intelligenze artificiali – ChatGPT, Gemini e Perplexity – per mostrarti se il soggetto analizzato è riuscito a imporsi come fonte autorevole su piattaforme che funzionano con logiche diverse, ottenendo una visibilità trasversale che conferma sia la reperibilità immediata che la solidità della reputazione digitale.

Per lanciare l’indagine clicca su “Nuova Analisi”. Si aprirà una finestra di configurazione dove dovrai definire manualmente l’identità del soggetto. I campi richiesti (Nome Brand, Paese, Settore, Prodotto/Servizio) non sono semplici etichette, ma fungono da prompt per orientare l’AI. Stai dicendo agli engine da quale angolazione guardare il brand: una variazione di questi parametri (ad esempio cambiare il settore di riferimento) produrrà risultati diversi, perché i motori cercheranno conferme su fonti e contesti differenti. L’operazione di avvio ha un costo fisso di 1€ (crediti AI), chiaramente indicato prima della conferma.

Una volta generato, il report viene salvato automaticamente. In alto a destra trovi il menu Storico dei Report (icona orologio): cliccando qui accedi alla lista di tutte le indagini effettuate. Puoi ricaricare e consultare qualsiasi analisi precedente gratuitamente, tutte le volte che vuoi; il costo viene scalato solo quando decidi di lanciare una nuova interrogazione in tempo reale per aggiornare i dati.

Come leggere il report

L’audit è strutturato per darti risposte immediate sulla coerenza e sulla forza del brand agli occhi delle AI.

Il primo dato che incontri è la Panoramica del brand, che riepiloga i parametri di input, seguita dall’AEO Score Medio: una sintesi numerica per confrontare rapidamente lo stato di salute tra i diversi motori. L’analisi si sviluppa poi verticalmente lungo le tre colonne dei motori (ChatGPT, Perplexity, Gemini), permettendoti di vedere a colpo d’occhio se la percezione è omogenea o se esistono carenze specifiche su un singolo ecosistema.

  • Dettaglio Punteggi: Questa sezione spiega il “perché” del tuo voto. Qui misuri la salute tecnica del brand (Qualità della presenza), la sua notorietà (Riconoscimento) e la percezione emotiva (Sentiment), incrociandoli con la forza competitiva nel mercato.
  • Dettagli Riconoscimento Brand: Qui l’analisi diventa profilazione. L’AI assegna al brand un Ruolo (es. “Leader”, “Challenger”) e un Archetipo (es. “Innovatore”) che ne definiscono la personalità percepita. I dati su profondità delle menzioni e qualità delle fonti ti dicono inoltre quanto è “radicata” questa percezione.
  • Competizione di mercato: Attraverso i grafici a torta vedi la tua Share of Voice esatta rispetto ai competitor che l’AI ha associato al tuo brand. Subito sotto, le Caratteristiche Identitarie elencano gli attributi che l’AI associa spontaneamente al nome analizzato: se leggi concetti generici il posizionamento è debole, se leggi tratti specifici il brand è ben distinto.
  • Riepilogo analisi: È la diagnosi strategica discorsiva. L’AI agisce come un consulente, evidenziando i punti di forza consolidati e le aree di crescita. Fondamentale è la Traiettoria di mercato, che ti dice se il trend di visibilità del brand è in ascesa, stabile o in calo.
  • Analisi contestuale e Sentiment: Le sezioni finali indagano la narrazione. L’analisi contestuale verifica se il brand viene citato per i temi corretti, mentre l’analisi del sentiment scende nel profondo, distinguendo tra l’opinione legata al prodotto, quella delle fonti autorevoli e il livello di polarizzazione del pubblico.
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Analisi dei Competitor AI

Analisi dei competitor AI è lo strumento che mette il tuo brand a confronto con altri brand nel contesto dei motori generativi. Non parte dalle keyword in comune e non replica la logica del confronto SEO classico: qui il punto è capire come le AI leggono, distinguono e valutano le entità che inserisci, quali vantaggi riconoscono ai competitor e dove il tuo brand perde forza nella percezione, nella fiducia o nella capacità di essere scelto.

Lo strumento si apre con una modale iniziale in cui devi inserire il nome del brand e l’elenco dei competitor principali. Il confronto è il nucleo dell’analisi, quindi la scelta dei brand da includere incide direttamente sulla qualità del report. Non serve inserire competitor “organici” nel senso tradizionale del termine, ma i brand che l’AI potrebbe davvero considerare comparabili nello stesso spazio di mercato.

La prima parte del report offre una sintesi immediata del confronto. Qui trovi indicatori come Global Authority Score, Average Trust Index, Top Semantic Winner, il livello di affidabilità dell’analisi e la distribuzione della Market Share of Voice AI tra i brand confrontati. In pratica, questa schermata ti dice subito chi sta occupando più spazio nella narrazione generativa, quale brand risulta più forte sul piano semantico e se l’analisi ha raccolto abbastanza fonti per essere letta con fiducia.

Subito dopo la dashboard trovi una serie di card, una per ciascun brand analizzato. Ogni scheda serve a costruire un identikit comparativo attraverso più livelli di lettura. Il primo riguarda la forza dell’entità, con indicatori come Knowledge Graph Score, Citation Trust Index ed eventuale rischio di ambiguità. Il secondo entra nella dominanza semantica, mostrando i cluster principali che l’AI associa al brand. Il terzo legge la componente emotiva e reputazionale attraverso il sentiment forensics, cioè il modo in cui fiducia, entusiasmo, criticità o altre sfumature vengono attribuite al marchio. Infine compare anche una parte più operativa, legata alla capacità di essere referenziato nei sistemi di risposta, cioè la componente più vicina alla logica AEO. Queste card non vanno lette come schede isolate: servono per capire, a colpo d’occhio, dove un competitor è più forte e in quali aree il tuo brand risulta meno definito o meno credibile.

Una delle sezioni più utili del report è quella dedicata allo scontro diretto. Qui il sistema prende ogni competitor e prova a spiegare qual è il campo di battaglia reale: keyword research, backlink, content marketing, dati di mercato, visibilità europea, specializzazione locale o altri fattori. Accanto a questo, evidenzia il vantaggio competitivo del concorrente e propone una strategia di aggiramento raccomandata. È un passaggio importante perché sposta il report dal piano descrittivo a quello strategico. Non ti dice solo che i tuoi rivali sono percepiti come più forti su un certo ambito, ma prova a tradurre quel vantaggio in una direzione di lavoro: differenziare la narrativa, spostare il confronto su un terreno più favorevole, rafforzare la verticalità del brand o correggere i segnali che penalizzano la percezione AI.

Le indicazioni operative e correttive

Il report non si limita a confrontare la forza dei brand. Dedica anche una sezione ai rischi, ai dati obsoleti e ai falsi miti rilevati. Questa parte è utile perché aiuta a capire se una debolezza percepita nasce da un reale vantaggio del competitor oppure da informazioni datate, descrizioni sbagliate, semplificazioni ricorrenti o memorie distorte presenti nelle fonti. Il sistema cerca di far emergere ciò che sta inquinando la memoria AI del brand, così da trasformare il report in una base di lavoro per “pulire” la percezione e correggere la narrativa che circola attorno all’entità.

Accanto ai problemi, il report propone anche un blocco di azioni correttive. Qui non trovi soltanto un giudizio, ma indicazioni su che cosa fare per migliorare la percezione del brand rispetto ai competitor. È una lista ragionata di azioni operative: presidio delle risposte, attivazione di recensioni, rafforzamento degli UGC, miglioramento dei segnali positivi, interventi sui contenuti e sulla presenza del brand nelle fonti che alimentano la memoria AI. Il valore pratico dello strumento sta proprio in questo passaggio: trasformare un confronto astratto tra brand in un piano di lavoro per colmare il divario competitivo.

Nella parte conclusiva trovi una relazione tecnico-strategica completa. Questa sezione riprende i dati della dashboard e delle schede comparative, ma li organizza in forma discorsiva. È qui che il report costruisce una lettura più articolata del confronto: riassume le differenze tra i brand, spiega il senso dei punteggi, interpreta la posizione dei competitor e collega le criticità alle azioni da intraprendere. In ottica manualistica, questa parte va letta come il livello di sintesi avanzata del documento. Non sostituisce la dashboard iniziale, ma la completa e la rende leggibile anche per chi deve condividere l’analisi con il team o usarla come base per una decisione strategica.

Come leggere correttamente il confronto

Non interpretare il report come una classifica rigida. I risultati non dicono semplicemente “chi è migliore”, ma mostrano quale brand viene considerato più forte su certe aree e in quali punti il tuo è più fragile. Se il competitor domina sul piano semantico, il problema può essere di chiarezza identitaria. Se emerge un gap di fiducia, può esserci un tema di reputazione o di scarsa qualità delle fonti. Se il report segnala falsi miti o dati obsoleti, il lavoro non sarà sull’offerta ma sulla correzione della memoria AI. La lettura corretta, quindi, è comparativa e diagnostica: il valore non sta nel punteggio in sé, ma in ciò che quel punteggio ti permette di capire.

Questo strumento è particolarmente utile quando devi capire se il tuo brand viene davvero percepito come alternativo credibile rispetto a competitor più forti o più riconosciuti. È una funzione da usare in fase di audit strategico, di riposizionamento, di analisi competitiva o quando vuoi spiegare perché, nel contesto AI, un brand viene citato o preferito più spesso di un altro. In questo senso, il tool non sostituisce i classici strumenti competitor di SEOZoom: lavora su un altro piano. Qui non stai confrontando ranking, traffico o keyword in comune, ma la capacità del brand di esistere e imporsi nella lettura delle AI generative. Ed è proprio questo che lo rende utile come strumento di diagnosi avanzata per la SEO for AI.

Nota sui costi e aggiornamenti. L’analisi dei competitor AI è un’operazione a consumo che richiede l’interrogazione complessa di modelli AI in tempo reale su molteplici piattaforme. Ogni generazione di un nuovo report ha un costo fisso di 100 crediti, che viene scalato dal tuo credito AI. Il report generato resta salvato nello storico del tuo account per consultazioni future (senza costi aggiuntivi). Poiché le risposte delle AI sono dinamiche e cambiano in base ai nuovi contenuti pubblicati sul web, ti consigliamo tuttavia di lanciare periodicamente una nuova analisi (sostenendo il costo della nuova generazione) per monitorare i progressi della tua strategia.

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AI Overview

Questo strumento ti permette di capire e misurare la visibilità di un sito all’interno di AI Overview, il box con le risposte generate dall’intelligenza artificiale di Google che è sempre più presente nelle SERP.

Qui scopri per quali parole chiave un qualsiasi dominio viene utilizzato come fonte da Google, quante volte viene menzionato e qual è l’impatto stimato in termini di traffico.

Come si usa lo strumento

Accedendo ad “AI Overview” dalla colonna degli strumenti si aprirà una finestra che ti chiederà di inserire il dominio che vuoi analizzare. È importante notare che, se il dominio inserito non è presente in alcun risultato di AI Overview, la ricerca non restituirà dati.

Una volta inserito il dominio e avviata l’analisi, la piattaforma ti condurrà direttamente all’interno dello strumento Keyword Studio (applicato al dominio che hai cercato), con la tab “AI Overview” già preselezionata. In pratica, SEOZoom esegue in autonomia l’analisi dominio e  ti porta subito alla sezione specifica con i dati più rilevanti.

Ti troverai quindi di fronte a una tabella che elenca tutte le parole chiave per cui il dominio analizzato è stato selezionato come fonte nelle risposte AI di Google. Essere presenti qui non equivale a un posizionamento organico classico, quindi le metriche mostrate sono specifiche per questo formato:

  • AI Rank indica la posizione “simulata” della menzione al sito all’interno della risposta AI. Un valore basso (es. 1) significa che il sito viene citato per primo, in una posizione di massima evidenza.
  • Traffico Stimato è una stima del traffico generato specificamente da questa visibilità all’interno del box AI, un dato separato e aggiuntivo rispetto al classico traffico organico.
  • Menzioni indica il numero totale di volte in cui il dominio è stato citato come fonte per generare la risposta a quella query.
  • Prima Menzione specifica quante di quelle menzioni vedono il sito come prima fonte citata, un indicatore di grande autorevolezza.
  • URL mostra l’URL esatto che Google ha scelto come fonte per quella specifica keyword.

Questa analisi ti permette di misurare in modo preciso la performance di un sito nel nuovo scenario delle ricerche basate su AI, un dato ormai imprescindibile per qualsiasi strategia SEO completa.

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AI Prompt Research

Prompt Research è lo strumento che parte da una domanda formulata in linguaggio naturale e ricostruisce il ventaglio di ricerche che i modelli generativi attivano per costruire la risposta. Non lavora come una keyword research tradizionale, che parte da una query per trovare correlate, ma come un’analisi del bisogno informativo espresso nel prompt. L’obiettivo è capire come una domanda viene scomposta in intenti, sotto-temi e cluster di ricerche, così da trasformare un input conversazionale in una mappa operativa utile per i contenuti, per la pianificazione e per il presidio delle risposte AI.

Nel lavoro SEO for AI questo passaggio è decisivo, perché i motori generativi non si limitano a cercare una sola corrispondenza diretta. Per comporre una risposta, attivano una serie di verifiche, di approfondimenti e di domande collaterali. Prompt Research rende visibile questa struttura e ti mostra su quali aree devi essere presente se vuoi coprire davvero il bisogno espresso dall’utente.

L’operazione interroga modelli AI in tempo reale: ogni generazione di ricerca ha un costo di 50 crediti, che viene scalato dal tuo credito AI.

L’ingresso nello strumento avviene da una modale iniziale in cui devi assegnare un nome alla ricerca e, se vuoi, una descrizione. Questo passaggio serve a costruire un archivio ordinato delle analisi già svolte. Ogni Prompt Research diventa infatti un contenitore autonomo, che puoi riaprire, aggiornare e usare come base di lavoro nel tempo.

Una volta creata la ricerca, accedi alla schermata operativa. Qui trovi il box in cui inserire il prompt da analizzare. Lo strumento è pensato per lavorare su domande realistiche, cioè formulate come farebbe davvero un utente in una conversazione con un assistente AI.

Un esempio concreto

Per capire bene come funziona Prompt Research, immaginiamo di partire da una domanda fuori dall’ambito SEO:

“Quali sono le città migliori da visitare in Italia ad aprile?”

Questa domanda, letta da un motore generativo, non viene trattata come una semplice query informativa. Il sistema deve capire se l’utente sta cercando clima, eventi, destinazioni romantiche, mete adatte alle famiglie, città d’arte, consigli low cost o località di mare. In altre parole, deve scomporre una richiesta apparentemente unica in un insieme di esigenze informative diverse.

È proprio questa scomposizione che Prompt Research restituisce in forma leggibile.

Dopo l’analisi, la prima parte della schermata mostra un riepilogo con alcuni dati sintetici: il numero di prompt presenti nella ricerca, il totale delle keyword generate, la distribuzione delle keyword per ambito e la rappresentazione degli intenti di ricerca. Questa fascia iniziale serve a darti subito una misura quantitativa del risultato.

Accanto ai box numerici trovi il Search intent summary, cioè una sintesi testuale dell’intento complessivo. Nel nostro esempio sul turismo in Italia ad aprile, questa parte spiega che l’utente si trova in una fase di esplorazione e confronto, cerca ispirazione, vuole valutare più possibilità e ha bisogno di contenuti che lo aiutino a capire non solo dove andare, ma anche quale tipo di esperienza sia più adatta ai suoi interessi.

Questa sintesi è utile perché ti restituisce il quadro generale prima di entrare nel dettaglio dei singoli cluster.

Gli ambiti di ricerca

Il cuore di Prompt Research è la classificazione per ambiti. Ogni analisi viene suddivisa in aree che rappresentano i principali filoni informativi attivati dal prompt. Nell’esempio mostrato in piattaforma, gli ambiti includono categorie come:

  • informational
  • valutazione e comparazione
  • fiducia e affidabilità
  • transactional
  • follow up

Queste etichette ti aiutano a capire da quale angolazione l’AI sta leggendo la domanda.

Nel caso del prompt sulle città da visitare in Italia ad aprile, l’ambito informational raccoglie i sotto-temi più introduttivi, come la comprensione del periodo, del clima o delle tipologie di destinazioni. L’ambito valutazione e comparazione entra invece nella logica della scelta: confrontare città d’arte e mete balneari, città economiche e città più esclusive, destinazioni per famiglie o per coppie. La sezione fiducia e affidabilità intercetta le domande che cercano rassicurazioni, conferme, opinioni o segnali di attendibilità. La parte transactional si avvicina alle richieste più vicine all’azione, per esempio la preparazione del viaggio, i costi o l’organizzazione pratica. Infine, il blocco follow up raccoglie le domande che nascono dopo una prima risposta e che accompagnano l’utente verso approfondimenti successivi.

Ogni ambito contiene uno o più box specifici. Questi box rappresentano sotto-famiglie di ricerche e mostrano tre elementi molto importanti.

Il primo è una breve descrizione del bisogno sottostante. Il sistema non si limita a elencare query: prova a spiegare quale intenzione reale unisce quel gruppo di domande.

Il secondo è l’elenco delle domande degli utenti, cioè una selezione di richieste coerenti con quel cluster. Sono domande già formulate in modo naturale e aiutano a capire come il bisogno può essere espresso in forme diverse.

Il terzo è il blocco dei Consigli per la creazione dei contenuti. Questo elemento è particolarmente utile perché trasforma il cluster in una traccia editoriale. I consigli non sono suggerimenti generici, ma indicazioni sul taglio da dare al contenuto, sugli aspetti da chiarire, sul tono della risposta e sulle informazioni che l’utente si aspetta di trovare.

Nell’esempio sul turismo, un consiglio di contenuto potrebbe suggerire di costruire una guida comparativa che distingua città per interessi, budget e clima, oppure di inserire riferimenti pratici per aiutare il lettore a scegliere tra mete simili. In questo modo il passaggio dal prompt al contenuto è molto più diretto.

Come e quando usare lo strumento

Il valore di AI Prompt Research sta nel fatto che traduce una domanda generica in una struttura informativa concreta. Nel lavoro quotidiano questo significa poter decidere con più precisione:

  • quali contenuti scrivere
  • quali sezioni aggiungere a un articolo già esistente
  • quali obiezioni o bisogni secondari coprire
  • quali cluster stanno davvero dietro a un prompt ad alto valore

Se torniamo all’esempio del viaggio in Italia ad aprile, il vantaggio pratico è immediato. Senza Prompt Research potresti scrivere un articolo unico e superficiale. Con l’analisi davanti, invece, vedi subito che la domanda contiene almeno cinque direzioni diverse: ispirazione, confronto, rassicurazione, organizzazione e follow up. Questo ti permette di costruire un contenuto più completo, o addirittura una mini-architettura editoriale che copra più nodi dello stesso bisogno.

Uno degli aspetti più utili dello strumento è la possibilità di trasferire i prompt generati dentro AI Prompt Tracker. In ciascun box di domande compare infatti il comando Aggiungi tutte. Cliccandolo, si apre una modale che ti consente di selezionare il progetto in cui importare il set di prompt.

Questo passaggio è importante perché trasforma una ricerca esplorativa in una base di monitoraggio. In pratica, usi Prompt Research per far emergere le domande rilevanti e poi le sposti in AI Prompt Tracker per verificare se il tuo sito viene citato, con quali pagine e in quali motori AI.

Ad esempio, potresti partire dal prompt generale sulle città da visitare in Italia ad aprile, ottenere le domande collaterali su clima, destinazioni per coppie, mete economiche o città per famiglie, e poi importarle in un progetto per monitorare la presenza del sito su quelle richieste specifiche.

È proprio in questo passaggio che si vede la differenza tra i due strumenti: Prompt Research serve a far emergere la struttura della domanda; AI Prompt Tracker serve a misurare la tua capacità di presidiare quella struttura nel tempo.

Prompt Research è utile ogni volta che devi partire da una domanda e trasformarla in una strategia di contenuto o di presidio. Funziona bene in fase di pianificazione editoriale, quando devi capire cosa c’è davvero dietro a un bisogno espresso in forma conversazionale. È altrettanto utile quando vuoi rafforzare un contenuto già pubblicato, perché ti mostra quali sotto-temi e quali follow up rischiano di mancare. Infine, è uno strumento prezioso anche in ottica SEO for AI, perché rende visibile la complessità delle domande che gli utenti fanno agli assistenti e ti permette di collegare la produzione dei contenuti al modo in cui quei sistemi costruiscono le risposte.

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AI Prompt Tracker

AI Prompt Tracker è lo strumento che trasforma i prompt più importanti per il tuo mercato in un monitoraggio continuativo della presenza del brand nei motori generativi. Parti dalle domande reali che un utente potrebbe rivolgere a ChatGPT, Gemini, Perplexity o Google AI Mode e osservi come il sito collegato al progetto viene trattato dentro le risposte: se viene usato come fonte, se viene nominato nel testo, se viene raccomandato, con quale tono viene descritto, quale ruolo competitivo gli viene assegnato e insieme a quali altri brand compare.

Il punto di lavoro non è la singola keyword, ma la domanda completa. Un prompt porta con sé un bisogno informativo, un contesto, un livello di consapevolezza e spesso un’intenzione di scelta. “Quale crema solare scegliere per un bambino con pelle sensibile?” attiva una risposta diversa da “Quali sono le migliori creme solari per bambini al mare?” o “Quale protezione solare usare per un neonato in estate?”. AI Prompt Tracker ti aiuta a monitorare queste domande nel tempo e a capire se il brand riesce a occupare lo spazio giusto nella risposta generata.

Per usare lo strumento devi collegare il monitoraggio a uno dei Progetti che hai già creato. In questo modo SEOZoom può associare i prompt al dominio, al brand, ai competitor e alle informazioni già presenti nell’ambiente di lavoro.

I prompt da monitorare possono nascere direttamente dall’analisi che fai con AI Prompt Research: dai box di domande dello strumento, il comando “Aggiungi tutte” apre una modale che ti permette di importare l’intero set di prompt nel progetto. In pratica, usi Prompt Research per far emergere le domande rilevanti e AI Prompt Tracker per verificare nel tempo se il sito viene citato, con quali pagine e in quali motori.

Come impostare il monitoraggio dei prompt

La configurazione parte dalla scelta dei prompt da monitorare. Qui conviene usare domande realistiche, formulate come le scriverebbe una persona dentro un motore AI. Prompt troppo secchi o troppo simili a keyword tradizionali restituiscono una lettura più povera, perché riducono il contesto della richiesta e limitano la capacità di osservare come l’AI costruisce la risposta.

Un buon set di prompt deve coprire le aree in cui il brand vuole essere trovato, confrontato o scelto. Puoi inserire domande informative, richieste comparative, prompt orientati alla raccomandazione, richieste legate a una categoria di prodotto, confronti con competitor, domande su alternative, prezzi, qualità, supporto, affidabilità o casi d’uso specifici.

In generale, ti conviene inserire prompt che riproducono domande realistiche, senza provare a “indovinare” la frase esatta che userà il pubblico. La probabilità che utenti diversi formulino lo stesso prompt identico è molto bassa; ciò che conta è monitorare il bisogno, il contesto e l’intenzione che stanno dietro la domanda. Una richiesta come “Quale crema solare scegliere per un bambino con pelle sensibile?” offre più contesto di una keyword secca come “crema solare bambini”, perché contiene bisogno, destinatario, condizione e criterio di scelta. Allo stesso modo, prompt come “Quale materasso scegliere per chi soffre di mal di schiena?” o “Quale piattaforma usare per vendere corsi online?” permettono di osservare come l’AI costruisce una risposta, quali brand cita, quali fonti usa, quali alternative confronta e in quali casi arriva a una raccomandazione.

Ogni prompt diventa un punto di osservazione del progetto. SEOZoom interroga i motori AI monitorati, raccoglie le risposte, individua fonti e menzioni, riconosce la presenza del brand e organizza i dati in KPI, viste di rendimento e dettagli consultabili.

Durante la configurazione, il sistema lavora anche sul nome del brand. SEOZoom può considerare varianti del nome collegate al dominio e al progetto, così da intercettare le forme con cui il brand può essere scritto o richiamato nelle risposte. Questo passaggio aiuta a distinguere la semplice presenza di un URL dalla presenza effettiva del brand nel testo generato.

I motori monitorati

AI Prompt Tracker lavora sui principali ambienti in cui oggi gli utenti cercano risposte generate: ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode. Ogni motore può costruire risposte diverse, usare fonti differenti, citare brand in modo più o meno esplicito e attribuire ruoli competitivi non sempre coincidenti.

Per questo la lettura per motore è importante. Un brand può essere citato spesso in Perplexity e restare debole in Gemini, può comparire come fonte in Google AI Mode ma non essere nominato nel testo della risposta, oppure può ricevere una raccomandazione forte in ChatGPT e una presenza più neutra negli altri ambienti.

La stessa domanda può produrre segnali diversi a seconda del motore, delle fonti recuperate, del modo in cui la risposta viene sintetizzata e dei competitor richiamati nello stesso contesto. La lettura per motore ti aiuta a capire dove il progetto è già stabile e dove la presenza resta più fragile.

La dashboard Prompt Tracker e i KPI

La schermata Prompt Tracker centralizza il monitoraggio operativo dei prompt selezionati. In alto trovi sei indicatori chiave (KPI) e, sotto, una tabella che elenca i singoli prompt monitorati con i relativi dati sintetici. Ogni riga rappresenta un prompt e mostra le informazioni principali legate alla presenza nelle risposte AI.

I sei KPI principali leggono sei dimensioni diverse della presenza.

  1.       Citation Rate indica quante volte il dominio viene usato come fonte nella risposta. È la percentuale di scansioni in cui il sito viene citato come fonte, ed è il dato più vicino alla logica di citazione: il motore AI ha recuperato una pagina del sito e l’ha usata per costruire la risposta. Essere fonte, però, non coincide sempre con essere nominati. Un sito può contribuire alla risposta senza che il brand venga citato nel testo.
  2.       Mention Rate misura quante volte il brand viene nominato esplicitamente nel testo della risposta generata. Questo dato legge la presenza testuale del brand, anche quando la menzione nasce da fonti terze o da una sintesi del motore AI. È una metrica importante perché mostra se il brand entra davvero nel racconto che l’utente legge.
  3.       Recommendation Rate evidenzia le risposte in cui il brand viene presentato come scelta consigliata dal motore AI. La differenza tra comparire in un elenco ed essere raccomandati pesa molto sul valore del prompt. In un elenco il brand occupa uno spazio tra altri nomi. In una raccomandazione il motore AI assegna una preferenza più forte, spesso legata a un caso d’uso, a una necessità specifica o a un vantaggio riconosciuto.
  4.       Sentiment Score misura il tono con cui il brand viene citato, distinguendo tra contesti positivi, neutri e negativi. Così puoi capire se le menzioni rafforzano la percezione del brand o se emergono sfumature da controllare. Una menzione può essere formalmente presente, ma associata a limiti, prezzi, copertura geografica, complessità o debolezze percepite.
  5.       Positioning Index legge il ruolo competitivo attribuito al brand nella risposta. Il punto non è la posizione numerica tra le fonti, ma l’inquadramento qualitativo: il brand può essere descritto come leader, sfidante, alternativa, specialista di nicchia, esempio, piattaforma generica o commodity. Questa metrica aiuta a capire se il brand viene collocato nel modo giusto rispetto alla strategia.
  6.       Defensive Ratio mostra se la presenza del brand nasce da un merito diretto o da una dinamica difensiva. Una risposta può consigliare un brand perché lo ritiene adatto, oppure può proporlo come alternativa a un limite del competitor, per esempio prezzo, complessità, mercato di riferimento o funzionalità mancanti. In entrambi i casi il brand entra nella risposta, ma il significato strategico cambia: una presenza che nasce dal merito è più stabile di una presenza che dipende dalla debolezza di un altro.

Questi sei KPI vanno letti insieme. Un Citation Rate alto segnala una buona capacità del dominio di entrare tra le fonti. Un Mention Rate alto indica che il brand viene richiamato nel testo. Un Recommendation Rate basso può suggerire che il brand compare, ma fatica ancora a diventare scelta preferita. Un buon Sentiment Score rafforza la qualità delle menzioni, mentre Positioning Index e Defensive Ratio aiutano a capire quale immagine competitiva sta prendendo forma.

Il box di analisi della dashboard

Nella parte inferiore destra della schermata Prompt Tracker trovi un box organizzato su tre schede, utili per leggere l’andamento dei prompt monitorati e le sovrapposizioni con i competitor.

La scheda Andamento è quella predefinita e mostra la variazione nel tempo attraverso quattro sotto-schede: Posizione, Mention Rate, Share of Answer e Sentiment. Lo Share of Answer, in particolare, è la metrica che misura quanta parte del testo della risposta è dedicata al brand quando viene nominato: distingue una menzione centrale, in cui il brand occupa la parte principale della risposta, da una citazione veloce in fondo a un elenco.

La scheda Competitor sui prompt mappa la presenza dei concorrenti diretti all’interno delle stesse domande monitorate, mostrando con quale posizione ciascun dominio compare nei vari motori. Serve a capire chi presidia gli stessi prompt del tuo brand e con quale forza.

La scheda Copertura Fan Out mostra l’espansione dei sotto-temi e delle domande correlate che il motore AI può attivare quando costruisce la risposta. Quando un utente formula una domanda complessa, il motore può scomporla in più verifiche: categorie, confronti, caratteristiche, prezzi, reputazione, casi d’uso, alternative, guide, recensioni. Questa scheda aiuta a leggere quanto il dominio copre quelle diramazioni. Una copertura solida indica che il progetto presidia bene il perimetro informativo del prompt; una copertura debole segnala aree da rafforzare con contenuti più completi, perché un dominio che entra nella risposta ma presidia male i sotto-temi collegati può perdere stabilità nelle scansioni successive o lasciare spazio a competitor più completi. È anche il punto in cui il monitoraggio AI si collega al lavoro SEO classico: i motori generativi continuano a usare il web e le fonti disponibili per comporre le risposte, quindi un sito che copre bene il tema anche nelle SERP tradizionali ha più probabilità di essere recuperato e usato nelle risposte AI.

Il dettaglio delle risposte

Cliccando su un singolo indicatore o su un prompt specifico, il sistema attiva i filtri nella parte alta dello schermo. Da qui puoi segmentare le risposte per motore, tipo, aspetto del brand, angolo narrativo, sentiment e soggetti co-citati. Questa scomposizione isola l’elenco esatto delle risposte che contribuiscono ai tuoi KPI.

Con il pulsante “Apri risposta” accedi al dettaglio completo dell’output generato dall’intelligenza artificiale, che mostra:

  •         Testo generato AI: la trascrizione esatta della risposta fornita dall’assistente.
  •         Fonti utilizzate: l’elenco dei domini e degli URL recuperati per comporre la risposta.
  •         Menzioni del brand: i punti precisi del testo in cui compare il nome del brand.
  •         Share of Answer: la quota di testo che la risposta dedica al brand rispetto alle altre entità presenti.
  •         Prominenza: quanto la menzione è in posizione di rilievo nella risposta, per esempio in apertura o come primo elemento di un elenco, a prescindere dalla lunghezza.
  •         Tono / Sentiment: la qualificazione del linguaggio usato verso il brand.
  •         Attributi di classificazione: l’inquadramento per Tipo, Posizionamento, Aspetto e Angolo.
  •         Co-citati: i brand concorrenti inseriti nello stesso blocco di risposta.

Questa vista riporta il dato alla frase reale. Un numero sintetico ti dice che il brand è stato menzionato; il dettaglio ti mostra in che modo. Puoi verificare se la citazione è centrale o marginale, se il brand viene inserito in un confronto, se viene consigliato per uno specifico caso d’uso, se viene associato a una categoria corretta o se compare insieme a competitor che spostano la percezione dell’utente.

Nel dettaglio puoi anche confrontare le risposte tra motori. Lo stesso prompt può produrre una citazione positiva in ChatGPT, una raccomandazione più debole in Gemini, una fonte diversa in Perplexity e una presenza assente in Google AI Mode. Questa lettura aiuta a capire dove il brand è stabile e dove invece la presenza dipende ancora da segnali fragili.

La tab Rendimento: la lettura aggregata nel tempo

La schermata Rendimento sposta l’analisi dal singolo prompt all’insieme, aggregando i dati di tutti i prompt per restituire l’identità del brand nei motori AI, la sua evoluzione nel tempo e la distanza dai competitor. È la vista d’insieme dello strumento, ed è anche la più ricca: raccoglie molte sezioni diverse, che qui descriviamo per gruppi.

Il valore di questa schermata sta nella lettura progressiva. Una singola scansione fotografa un momento; il rendimento nel tempo permette di riconoscere pattern più affidabili. Se un prompt inizia a generare più menzioni, se un motore smette di citare il brand, se il tono passa da positivo a neutro, se il ruolo percepito cambia da leader ad alternativa, i grafici rendono visibile un movimento che merita attenzione.

La parte alta della schermata raccoglie i dati di sintesi. Trovi il rendimento per motore AI, con la presenza e l’assenza del brand distribuite tra i diversi ambienti, una tabella che dettaglia visibilità, posizione media e menzioni per ciascun motore, e la distribuzione complessiva della visibilità per posizioni.

Qui sono presenti anche due viste dedicate ai competitor, da non confondere con la scheda della dashboard. Il box Competitor – Mercato mostra i domini più forti del settore nel loro complesso, mentre il box Competitor – I tuoi prompt restringe il confronto ai concorrenti che compaiono nelle risposte alle tue domande monitorate. Accanto a questi, la vista Domini del Brand raccoglie le pagine del tuo sito che entrano nelle risposte.

Due viste leggono le fonti che alimentano le risposte AI sui tuoi prompt. Top fonti del settore raccoglie i domini che compaiono più spesso, ordinati per numero di prompt, posizione media e numero di co-citazioni con il tuo brand. Sono le fonti che l’AI considera autorevoli per spiegare il tuo mercato, e non coincidono sempre con i competitor commerciali: possono essere magazine specializzati, community, canali video, blog di consulenti indipendenti.

Fonti dove non compari isola i domini che alimentano le risposte ai tuoi prompt e nei quali il tuo sito è assente. È una delle viste più operative della schermata, perché indica in modo netto dove intervenire a livello di contenuti o di presenza esterna per entrare nel set di fonti che i motori usano.

La vista distribuisce le menzioni del brand per tipo: raccomandazione, comparazione, case study, definizione, elenco, critica. Aiuta a distinguere una presenza generica da una presenza più vicina alla scelta dell’utente. Un brand molto presente ma quasi sempre dentro elenchi sta occupando spazio; un brand presente in raccomandazioni e case study ha un impatto più forte sulle decisioni.

Brand Intelligence: come l’AI racconta il tuo brand

Il blocco centrale della schermata Rendimento è dedicato al modo in cui l’AI racconta il brand, e organizza la lettura strategica secondo alcune direttrici.

Il posizionamento competitivo mostra il ruolo che l’AI assegna al brand (leader, sfidante, alternativa, specialista di nicchia, esempio) con la distribuzione sulle dodici settimane, le categorie di posizionamento, il trend settimanale e il dettaglio per motore. Permette di capire se l’inquadramento del brand è stabile e coerente, o se cambia da un motore all’altro e nel tempo.

Lo Share of Answer aggregato mostra quanta parte delle risposte è dedicata in media al brand, con i prompt in cui è più raccontato e quelli in cui resta una nota a margine, il trend settimanale e la scomposizione per motore e per aspetto.

Gli aspetti del brand discussi leggono le leve su cui il brand viene raccontato: caratteristiche generali, qualità, prezzo, reputazione, esperienza, supporto, performance, specializzazione. Ogni dimensione produce conseguenze diverse. Se l’AI cita spesso il brand sul prezzo, il vantaggio percepito è sensibile ai cambiamenti dei competitor; se lo cita per qualità o reputazione, la presenza poggia su segnali più stabili. La vista del tono per aspetto aggiunge un livello ulteriore, perché mostra se le citazioni legate a ogni dimensione sono positive, neutre o critiche, e la tipologia di mention per aspetto mostra in che forma se ne parla a seconda dell’argomento.

L’angolo narrativo è la coordinata che separa il merito dal riflesso. Distingue le menzioni in difesa diretta (l’AI raccomanda il brand per merito proprio), descrizione neutra, confronto bilanciato, lode al competitor, critica al competitor (il brand vince di riflesso perché un altro viene criticato). La vista dell’angolo per aspetto incrocia questa lettura con le dimensioni del brand, e mostra dove la presenza positiva nasce dal merito e dove invece dipende dalla debolezza di un concorrente. È la lettura più strategica della schermata: una vittoria in difesa diretta è stabile, una vittoria per critica al competitor può svanire al primo riallineamento dell’altro.

L’identità del brand mostra come l’AI definisce il core business del progetto (piattaforma, servizio, prodotto, creator), e la vista Con chi competi davvero identifica i concorrenti che l’AI riconosce nelle risposte, spesso diversi da quelli della SEO organica tradizionale.

La distribuzione sentiment globale riassume la polarità complessiva delle menzioni tra positivo, neutro e negativo.

La coerenza tra motori AI mostra la distribuzione dei prompt in base al numero di motori in cui il brand compare. Un prompt presente su tutti e quattro i motori indica una presenza strutturale; un prompt presente su un solo motore è una presenza più fragile, legata a fonti specifiche o a una sintesi non replicata altrove. Questa lettura aiuta a stabilire priorità: un prompt rilevante per il business e presente su un solo motore merita un controllo su fonti, contenuti e competitor di quel motore.

I prompt in cui compari e i prompt gap chiudono il blocco. La prima vista elenca le domande presidiate dal brand, con posizione, motore e pagina menzionata. La seconda, i prompt gap, evidenzia le domande in cui i competitor ottengono citazioni e il brand è ancora assente: ogni gap è un’area in cui l’AI parla del tuo mercato senza nominarti, e diventa il punto di partenza più diretto per il lavoro editoriale. Un gap può indicare un contenuto che non hai sul sito, oppure un contenuto che esiste ma non viene recuperato perché non abbastanza forte o perché il brand non emerge nei punti che il motore tende a estrarre. In entrambi i casi la lista dei gap si trasforma in un piano di lavoro: pagine da costruire, contenuti da rafforzare, segnali da consolidare.

Il sommario esecutivo

AI Prompt Tracker ti permette di visualizzare un sommario esecutivo generato con AI, pensato per trasformare i dati del monitoraggio in una lettura discorsiva e condivisibile, orientata all’azione. Il report sintetizza le informazioni principali sul rendimento dei prompt, sulla distribuzione per motore, sui KPI, sui competitor, sugli aspetti più discussi, sul tono e sulle aree che meritano attenzione. Dedica particolare attenzione ai prompt gap, indicando i contenuti da aggiornare o creare per modificare la percezione del brand nelle risposte e suggerendo le azioni da pianificare nelle settimane successive.

Questa funzione è utile quando devi portare il dato fuori dalla dashboard. Il report è esportabile nei formati Word e PDF, e può essere usato come base per un report interno, una valutazione per il cliente, un aggiornamento periodico o una revisione della strategia SEO for AI. Il documento aiuta a spiegare non solo se il brand compare nelle risposte, ma quale immagine emerge dal monitoraggio e quali interventi hanno più senso.

La generazione del sommario esecutivo utilizza credito AI. Puoi controllare credito residuo, consumi e operazioni effettuate dalla AI Dashboard del tuo profilo.

Come leggere i dati senza fermarsi al singolo numero

AI Prompt Tracker dà il meglio quando i dati vengono letti insieme. Un singolo indicatore può suggerire una direzione, ma la valutazione utile nasce dall’incrocio tra fonti, menzioni, raccomandazioni, tono, posizionamento, competitor e andamento.

Una situazione con Citation Rate alto e Mention Rate basso indica che il sito contribuisce alle risposte, ma il brand entra poco nel testo visibile all’utente. Un buon Mention Rate con poche raccomandazioni mostra una presenza riconosciuta, ancora distante dalla preferenza esplicita. Un Sentiment Score positivo con Defensive Ratio basso può segnalare che il brand viene apprezzato, ma spesso come alternativa a limiti altrui. Un Positioning Index stabile su ruoli coerenti indica che i motori AI stanno interpretando il brand in modo riconoscibile.

Il monitoraggio va letto su un insieme di prompt, con continuità. Le risposte AI possono variare da una scansione all’altra, ma i trend diventano più chiari quando lavori su un portafoglio di domande ben scelto e osservi le scansioni nel tempo. Per questo conviene monitorare prompt realmente legati al business, distribuendoli tra intenti informativi, comparativi e decisionali.

Quando usare AI Prompt Tracker

AI Prompt Tracker è utile quando vuoi controllare se il brand presidia le domande che contano nel percorso di scelta degli utenti. Puoi usarlo per monitorare prompt commerciali, confronti con competitor, domande su alternative, richieste legate a prodotti o servizi, query conversazionali ad alto valore e temi su cui vuoi diventare una risposta riconoscibile.

Lo strumento ti aiuta quando stai costruendo una strategia SEO for AI e vuoi trasformare i prompt in un sistema di monitoraggio stabile; quando hai già contenuti pubblicati e vuoi capire se quelle pagine entrano nelle fonti e se il brand viene nominato nella risposta; quando lavori sul posizionamento del brand e devi verificare se i motori AI lo descrivono nel modo giusto; quando vuoi confrontarti con i competitor e capire chi compare negli stessi prompt, con quale frequenza e con quale ruolo.

Il risultato è una lettura più concreta della visibilità AI. Non osservi solo la presenza del dominio, ma il modo in cui il brand viene usato dentro la risposta: fonte, nome citato, scelta consigliata, alternativa, leader, specialista, voce marginale o riferimento competitivo.

Con AI Prompt Tracker trasformi i prompt monitorati in priorità di lavoro sul progetto. Una menzione debole può indicare un contenuto da rafforzare, una raccomandazione assente può suggerire un problema di posizionamento, una co-citazione ricorrente può far emergere competitor da analizzare meglio, una copertura fan-out bassa può mostrare sotto-temi ancora scoperti. La lettura dei dati serve proprio a questo: capire come il brand entra nelle risposte AI e riportare l’analisi su contenuti, fonti, competitor e segnali che possono rendere la presenza più stabile nel tempo.

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AI Engine

Come puoi sapere se i tuoi contenuti sono GEO-ready, adatti a essere scelti e citati dai nuovi motori AI, prima ancora di pubblicarli? L’AI Engine risponde a questa domanda fondamentale.

È un motore di analisi predittiva, che simula il comportamento di sistemi come Gemini di Google, ChatGPT, Claude e Perplexity per valutare la rilevanza e la completezza dei tuoi contenuti. In pratica, ti dice in anticipo se la pagina che hai scritto ha le carte in regola per essere considerata una fonte autorevole da un motore di ricerca basato su intelligenza artificiale.

La logica è semplice: inserisci da un lato la keyword di riferimento, dall’altro l’URL della pagina che vuoi analizzare, e lanci un’analisi avanzata che costruisce una sorta di “gemello digitale” della competizione. Valuta quanto la pagina sia davvero pronta a competere per quella query, quali punti di forza possiede e dove invece rischia di non essere allineata alle aspettative dei motori AI e degli utenti.

Come funziona AI Engine

Quando lanci un’analisi, l’AI Engine compie un’operazione complessa in pochi istanti:

  1. Analizza i competitor. Scansiona le pagine dei siti indicizzati su Google per la keyword che hai indicato.
  2. Crea un database vettoriale. Trasforma il contenuto della tua pagina e di quelle dei principali competitor in una rappresentazione matematica basata sul significato semantico, non solo sulle parole chiave.
  3. Simula una SERP AI. Crea un proprio motore di ricerca temporaneo e specializzato su quell’argomento, e classifica la tua pagina rispetto alle altre in base alla sua reale pertinenza per rispondere a una specifica domanda o intento di ricerca.

Il risultato finale è una classifica simulata che ti mostra se, e in quale posizione, il tuo contenuto sarebbe stato scelto da un motore AI per rispondere a una query.

La dashboard dei risultati si divide in due pannelli principali.

  • Risultati della Ricerca AI. Sulla sinistra c’è la classifica simulata, la “SERP” secondo l’intelligenza artificiale. Qui trovi un elenco ordinato dei contenuti che AI Engine ha ritenuto più pertinenti per rispondere alla query che hai inserito. Ogni risultato ha un punteggio di “Pertinenza”. Il tuo obiettivo è verificare se l’URL che hai analizzato compare in questa classifica e, in caso affermativo, in quale posizione. Un posizionamento alto indica che il tuo contenuto è completo, ben strutturato e allineato all’intento di ricerca secondo i criteri di un motore AI. Se il tuo URL non compare o si posiziona in basso, il pannello di destra ti aiuterà a capire perché.
  • Gli spunti strategici. Questo pannello ti fornisce il contesto e le informazioni strategiche per migliorare il tuo contenuto. È organizzato in quattro tab.
    • Domande: la traccia per il tuo articolo. Le domande sono raggruppate in cluster tematici (come “Introduzione a…”, “Configurazione e verifica…”, “Analisi delle performance…”) che rappresentano i sotto-argomenti fondamentali che un contenuto di qualità dovrebbe trattare per essere considerato esaustivo.
    • Domande AI Overview: questa tab ti mostra la struttura della risposta di AI Overview di Google, suddivisa per topic e domande. È un ottimo punto di partenza per capire che taglio e che profondità dare al tuo contenuto.
    • Buyer Personas: qui l’AI delinea dei profili di utenti tipici interessati all’argomento (ad esempio “Marco, 35 anni, SEO Specialist”). Per ogni “persona” vengono descritti i suoi obiettivi e le domande specifiche che si pone. Questo ti aiuta a calibrare il tono di voce, il livello di approfondimento e gli esempi del tuo contenuto per parlare direttamente al tuo pubblico ideale.
    • Cronologie delle ricerche: salva uno storico delle analisi che hai effettuato, per poterle consultare in seguito.

È importante ricordare che, da questa schermata, non puoi modificare il contenuto. Lo scopo di questa versione “libera” dell’AI Engine è puramente analitico: ti fornisce una diagnosi precisa e tutti gli spunti strategici (la struttura dei topic, le domande a cui rispondere, il target a cui parlare) per poi tornare sul tuo sito e migliorare la pagina con cognizione di causa.

Il beneficio principale di AI Engine è che ti permette di non “scrivere alla cieca”. Puoi verificare l’efficacia di un contenuto prima ancora di pubblicarlo (utilizzando la versione integrata nell’Assistente Editoriale) o analizzare le performance di pagine esistenti per capire perché non vengono citate dall’AI. Questo ti consente di ottimizzare i testi in modo mirato, aumentando esponenzialmente le probabilità che vengano scelti come fonte autorevole negli AI Overview e dai motori di ricerca conversazionali.

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