L’Area Progetti

Il progetto è lo spazio in cui SEOZoom raccoglie tutte le informazioni su un sito web e ti restituisce i dati più aggiornati su traffico, keyword, rendimento delle pagine, competitor, opportunità e KPI di visibilità.

Per un lavoro più efficiente, puoi portare dentro il tuo Progetto i dati reali e le informazioni di Google Analytics e Google Search Console per perfezionare l’attività e il monitoraggio di sessioni, conversioni, query, CTR, pagine e revenue.

Il Progetto diventa così il punto di controllo operativo del sito. I dati SEOZoom ti mostrano dove il dominio è visibile, quali opportunità può intercettare, dove intervenire e con quale priorità, con analisi aggiornate e strumenti operativi per ottimizzare ogni area. Analytics aggiunge la lettura del comportamento reale degli utenti; Search Console porta dentro le query e le pagine misurate da Google. L’incrocio tra queste fonti aiuta a distinguere il traffico stimato dal traffico effettivo, le posizioni dalle visite, le impressioni dai clic e le pagine visibili da quelle che generano valore.

Inserire un sito a progetto ti permette di:

  • avere una vista unica su ranking, traffico stimato, trend e stato di salute del sito;
  • tracciare keyword strategiche e verificare la presenza nelle AI Overview;
  • confrontare il dominio con i competitor e individuare gap azionabili;
  • collegare Google Analytics per leggere traffico, canali, contenuti, conversioni, ecommerce e funnel;
  • collegare Google Search Console per analizzare query, pagine, CTR, opportunità, cannibalizzazioni e anomalie di rendimento.

Piccolo consiglio pratico: non limitarti a guardare il tuo dominio, ma aggiungi ai progetti anche i competitor che vuoi monitorare e, quando serve, i tuoi sottodomini (per esempio l’ecommerce separato dal blog). Così puoi leggere con precisione l’andamento delle diverse aree del sito e capire dove concentrare gli sforzi.

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Come creare un nuovo progetto

Il processo di creazione di un progetto è semplice e guidato.

  1. Avvio. Puoi creare un nuovo progetto in diversi modi: cliccando sul tasto + nella sezione “Progetti” della colonna a sinistra, dal menu “Progetti” nella barra in alto, oppure dal bottone dedicato che trovi quando analizzi un qualsiasi dominio sulla piattaforma.

  2. Dati di base. Si aprirà una finestra che ti chiederà di inserire le informazioni fondamentali: un nome per il progetto (per riconoscerlo facilmente) e l’indirizzo del sito web.
  3. Configurazione guidata. Una volta salvato, SEOZoom ti guiderà nei passaggi successivi per arricchire il progetto con le informazioni necessarie a un monitoraggio efficace. Potrai configurare:
  • Keyword da monitorare. Inserisci le parole chiave che ritieni più importanti per la tua strategia. Puoi aggiungerle manualmente, importarle da un file, da Google Analytics o da Google Search Console. Se lavori con query a forte componente locale o internazionale puoi anche decidere di usare SEOZoom come un semplice rank tracker, specificando la città di riferimento o la versione di Google (estensione e lingua) per seguire la SERP così come la vede un utente in quell’area. In questo caso leggerai le posizioni giornaliere del sito a progetto, senza volumi di ricerca o altre informazioni estese.
  • Competitor. Aggiungi i domini dei tuoi concorrenti diretti. Puoi selezionarli tra quelli suggeriti da SEOZoom o inserirli manualmente. Questo ti permetterà di avere dati di confronto sempre aggiornati. E qui arriva un consiglio importante: non limitarti ai rivali “classici”, ma prova ad anticipare i “competitor di attenzione” che ti sottraggono visibilità online.
  • Brand e Persone. Inserisci il nome del tuo brand, dei prodotti principali e delle figure chiave associate. Queste informazioni aiutano SEOZoom a monitorare in modo più preciso la presenza del tuo marchio online.
  • Integrazioni. Questo passaggio è facoltativo, ma consigliato: puoi collegare il tuo progetto a strumenti esterni come Google Analytics e Google Search Console per rendere l’analisi ancora più completa e incrociare i dati. La procedura è semplice: clicchi su “Collega” accanto allo strumento che ti interessa, autorizzi l’accesso con l’account Google e selezioni la proprietà corretta. Nel caso di GA4 scegli la proprietà e il data stream web, mentre per Search Console ti conviene usare la proprietà Dominio, così copri tutte le varianti (http, https, www e non-www). Se hai un piano Business o Corporate, puoi anche attivare l’add-on Google Data Studio (ex Looker Studio): al primo accesso recuperi un token SEOZoom da inserire nel connettore, e puoi subito utilizzare i template preimpostati per creare report personalizzati. In questo modo arricchisci i dati e ottieni una lettura ancora più completa delle performance.

 

Al termine della procedura il progetto viene salvato e popolato con i dati più aggiornati: avrai da subito grafici e tabelle pronti per la tua analisi.

Consiglio pratico

Dedica tempo alla configurazione iniziale: più curi la scelta delle keyword, dei competitor e dei riferimenti di brand, più i dati saranno precisi e utili. E ricorda che puoi sempre modificare e arricchire il progetto in seguito: aggiungere keyword, sostituire competitor, collegare o scollegare strumenti Google. L’importante è partire con una base solida, che rifletta davvero gli obiettivi e la struttura del tuo sito.

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La Panoramica: leggere e interpretare i dati principali

La Panoramica: leggere e interpretare i dati principali

La dashboard Panoramica è la schermata che concentra tutte le informazioni principali sul sito a progetto, una panoramica rapida ma completa sulle performance da cui puoi visualizzare, in un unico colpo d’occhio, tutto ciò che sta succedendo.

  • Panoramica Generale. La parte alta della dashboard ti offre una sintesi immediata con le metriche chiave che riassumono lo stato del sito:
  • Zoom Authority (ZA). La metrica proprietaria di SEOZoom che misura l’autorevolezza complessiva del tuo sito su Google, in una scala da 0 a 100. Si basa su elementi oggettivi e non manipolabili.
  • Traffico Organico. Una stima delle visite mensili che il sito riceve da Google in base al posizionamento organico.
  • Traffico AI Overview e AI Overview Gap. Un riepilogo dell’impatto del tuo sito nei risultati generati dall’AI di Google. Il primo box ti mostra per quante keyword sei presente, il numero di menzioni e la tua visibilità complessiva nelle risposte generative. Il secondo ti mostra il volume potenziale di traffico che stai perdendo su keyword in cui i competitor compaiono in AI Overview e tu ancora no – e cliccando vai subito alla parte operativa, visualizzando le opportunità strategiche su cui concentrarti.
  • Backlink. Il numero totale di backlink e di domini unici che puntano al tuo sito.

Chiudono il quadro lo specchietto con le variazioni, che segnala quante keyword sono migliorate, peggiorate o rimaste stabili, e quello che ricapitola i principali riferimenti del brand, con link ai profili social ufficiali abbinati automaticamente al sito a progetto. Questa prima fascia ti offre un colpo d’occhio immediato: se i numeri sono in crescita o in calo lo capisci qui, senza bisogno di aprire altri report.

 

  • Box tematici di primo livello. Subito sotto i KPI, la dashboard suddivide i dati in quattro aree:
    • nella sezione SEO leggi quante keyword totali ha il sito e come sono distribuite nelle prime posizioni (Top 3, Top 10, fasce 4–6 e 7–10). È una fotografia della solidità delle tue SERP;
    • la sezione AI Overview mostra quante query attivano risposte generative, quante menzioni hai ottenuto, quante volte sei citato per primo e la visibilità media. È il modo più rapido per misurare il peso del tuo dominio nel nuovo contesto delle ricerche AI;
    • il box Traffico motori AI elenca i clic che ricevi da ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e altri motori AI. Se hai collegato la proprietà Analytics a SEOZoom, qui puoi confrontare le citazioni ottenute sui “nuovi” motori di ricerca.
    •  il box Backlink indica totale link, domini di riferimento, suddivisione tra DoFollow e NoFollow e qualità complessiva.
  • Grafici di andamento. Scorrendo trovi i grafici che ti permettono di leggere la storia del sito. Andamento dominio mostra l’evoluzione del traffico stimato negli ultimi mesi e anni, con gli aggiornamenti algoritmici di Google segnalati da icone lungo l’asse temporale. Puoi anche aggiungere note personali, utili per collegare cali o crescite a iniziative interne. Accanto, la distribuzione storica delle keyword illustra come cambiano le fasce di ranking (Top 3, prima pagina, oltre). Le linee verticali segnalano modifiche metodologiche di SEOZoom, come il numero di risultati considerati nelle SERP, così puoi interpretare correttamente eventuali salti nei grafici.
  • Sintesi strategica e analitica. Poco più sotto ritrovi una seconda fascia di box, che spingono l’analisi più a fondo. Qui leggi il dato puntuale di traffico dominio e keyword posizionate, insieme al riepilogo delle metriche proprietarie (Authority, Trust, Stability e Opportunity) e alla lista dei settori in cui il sito ha maggiore visibilità.

Segue un blocco con Andamento annuale, per confrontare i valori stimati attuali con quelli precedenti (3, 6, 9 e 12 mesi prima); Distribuzione keyword per pagina per capire, grazie al grafico a colonne, quante query presidiano la prima pagina di Google e quante restano oltre la terza; Piano trimestrale, per conoscere le pagine già presenti in SERP che intercettano keyword destinate a crescere nei prossimi mesi – un invito a rafforzare prima i contenuti esistenti, migliorandoli in tempo per intercettare la domanda futura.

  • Azioni operative. La sezione Azioni operative raccoglie le attività concrete da svolgere: qui SEOZoom traduce i dati in compiti concreti. SEO Checklist indica qual è il livello di completamento delle attività preliminari e operative sul tuo progetto, suddivise in aree base (dalla tecnica alla UX). Il riquadro di Ottimizzazione SEO riprende i dati dell’ultima scansione del SEO Spider, indicando errori e warning con link diretto al dettaglio, mentre Migliora i contenuti segnala le pagine che potrebbero essere arricchite o riviste. A completare il quadro, la sezione Attenzione ai competitor elenca i domini che stanno guadagnando terreno a scapito del tuo sito, aiutandoti a capire dove rischi di perdere terreno.

Ogni box è collegato direttamente alla relativa funzione: un clic ti porta allo strumento in cui lavorare.

  • Suggerimenti dell’assistente SEO AI. In questa area l’algoritmo AI di SEOZoom incrocia le informazioni del progetto e ti propone indicazioni mirate, suddivise per tipologia: competitor, keyword, pagine, SEO tecnico, social. Ogni suggerimento specifica l’area coinvolta, spiega il motivo per cui viene generato (ad esempio un competitor che guadagna traffico o una pagina che sta perdendo posizioni) e suggerisce l’azione più appropriata. Puoi scorrere i suggerimenti, filtrarli per categoria e aprire il dettaglio per essere portato direttamente nella vista di riferimento. È il modo più immediato per trasformare un dato in attività.

I suggerimenti possono riguardare:

  • Competitor migliorati. Ti avvisa se un concorrente sta guadagnando traffico in modo significativo, suggerendoti di analizzarlo per individuare le pagine che stanno performando meglio.
  • Contenuti da ottimizzare. Identifica le pagine del tuo sito che non generano traffico e che andrebbero migliorate.
  • Errori tecnici. Ti segnala criticità rilevate dallo Spider di SEOZoom su cui intervenire.
  • Grafici e tabelle su keyword e pagine. Le sezioni finali della dashboard sono dedicate a focus operativi.

Il blocco Previsione traffico confronta l’andamento degli ultimi dodici mesi con quello previsto per i successivi dodici, mostrando per ogni mese la variazione attesa se i posizionamenti restassero invariati.

I grafici di andamento keyword monitorate e andamento keyword di progetto evidenziano invece la stabilità o la volatilità delle query che segui: quanti termini sono oggi in prima pagina, quanti restano oltre, e come questo equilibrio è cambiato nel tempo.

Scendendo ancora in basso trovi le tabelle operative. L’elenco delle keyword monitorate in salita e in discesa ti dice subito quali query hanno guadagnato o perso terreno, con indicazione di posizione, variazione, volume e URL collegato. Allo stesso modo, le tabelle dell’andamento pagine web distinguono le pagine che stanno guadagnando traffico da quelle che lo stanno perdendo, in termini di visite stimate. Questi dati sono utilissimi per impostare le priorità: se un contenuto scende, sai che va rivisto, mentre se una pagina cresce può darti spunti replicabili su altre aree del sito.

Chiude la dashboard il doppio blocco dedicato alle pagine chiave e alle nuove opportunità. Da un lato hai le pagine che portano più traffico, con la possibilità di vedere per ciascun URL quante keyword sono collegate e quante menzioni AI ha ottenuto. Dall’altro, le idee per nuovi articoli, una lista di keyword ad alto potenziale complete di volume, intento di ricerca, trend e livello di difficoltà. È qui che puoi raccogliere spunti per i contenuti futuri, già ordinati per rilevanza e fattibilità.

 

La Panoramica del progetto è un pannello di controllo. Leggendola dall’alto verso il basso ottieni un percorso completo: prima la sintesi dei KPI, poi l’approfondimento delle aree SEO e AI, gli andamenti storici, le previsioni, i suggerimenti e le azioni operative, fino ad arrivare alle keyword e alle pagine che ti indicano concretamente dove agire.

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Le sezioni di Analisi del progetto

La barra di navigazione in alto ti attraverso tutte le aree di analisi collegate al sito che hai inserito nel progetto. Ogni sezione approfondisce un aspetto specifico del dominio e raccoglie dati aggiornati che puoi leggere in modo coerente: puoi valutare il comportamento complessivo del dominio all’interno dei motori di ricerca tradizionali e generativi, interpretare gli specifici segnali GEO, leggere i dettagli del rendimento SEO, analizzare le campagne Google Ads rilevate, leggere i segnali reali di GA4 e GSC.

Le informazioni presenti in queste viste ti aiutano a costruire una lettura unica del progetto. La struttura tecnica, le prestazioni organiche, la copertura tematica, l’identità nei modelli AI, le interazioni social e la comunicazione paid rientrano nello stesso quadro analitico, così puoi riconoscere come il sito si posiziona nel suo contesto e quali aree meritano attenzione.

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SEO for AI: controlla e domina la nuova visibilità

La SEO for AI è l’insieme delle strategie che permettono a un brand di essere correttamente interpretato e utilizzato dai Motori AI.
Comprende l’ottimizzazione dell’identità informativa (GEO), la verifica delle prestazioni nelle risposte (AEO) e il collegamento tra prompt, fonti e SERP tradizionali. È la SEO oltre il ranking organico, applicata al funzionamento reale degli assistenti AI: entra nel punto in cui ChatGPT, Gemini, Perplexity e gli altri sistemi leggono un brand, ricostruiscono un argomento e scelgono quali fonti usare per formulare la risposta.

Nel Progetto, questa lettura parte dal dominio che stai monitorando e dai segnali collegati al sito: pagine pubblicate, contenuti disponibili, brand configurato, competitor, fonti selezionate dai motori AI e prompt che descrivono le domande reali degli utenti. L’obiettivo è capire se il brand riesce a essere presente nelle risposte, come viene raccontato, quali contenuti sostengono quella presenza e dove i competitor stanno occupando spazio.

 

Gli strumenti della sezione lavorano su piani diversi ma collegati. AI Visibility offre una dashboard generale della presenza del dominio nei motori AI e nelle AI Overview, mostrando dove compare, con quali URL, per quali prompt o keyword e insieme a quali competitor. GEO Audit analizza l’identità informativa del brand e aiuta a capire se i modelli AI lo associano al settore corretto, ai temi giusti e a una descrizione coerente. AEO Audit misura le prestazioni del brand nelle risposte generate dagli answer engine e restituisce una valutazione sulla sua capacità di essere scelto, citato e riconosciuto.

Il lavoro sui prompt rende la sezione più vicina alle domande che possono incidere sulla scelta dell’utente. AI Prompt Research parte da una richiesta in linguaggio naturale e ricostruisce gli ambiti informativi che i motori AI possono attivare per rispondere. AI Prompt Tracker porta quei prompt dentro un monitoraggio continuativo: per ogni domanda puoi verificare se il dominio viene usato come fonte, se il brand viene nominato nel testo, se viene raccomandato, con quale tono viene descritto, quale ruolo competitivo gli viene assegnato e quali altri brand compaiono nello stesso contesto.

Accanto a questi strumenti trovi Analisi competitor AI, utile per confrontare il tuo brand con altri attori dello stesso mercato; AI Overview, dedicato alla presenza nelle risposte AI di Google; e AI Engine, che valuta la forza semantica dei contenuti e aiuta a capire se una pagina copre davvero il bisogno informativo che i motori AI devono soddisfare.

La sezione ti aiuta a trasformare la visibilità generativa in priorità operative: prompt scoperti, contenuti da rafforzare, competitor più presenti nelle risposte, aspetti del brand descritti in modo debole, fonti che sostengono la visibilità e pagine che meritano un intervento. Il risultato è una lettura più completa del progetto: SEO tradizionale, brand, contenuti e motori generativi vengono osservati nello stesso quadro, così le analisi diventano priorità di lavoro sul sito.

 

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AI Visibility: leggi la presenza del brand nei motori AI

AI Visibility è lo strumento che ti permette di monitorare la presenza del tuo dominio a progetto nelle risposte AI e nelle AI Overview, collegando in una sola dashboard prompt, keyword, URL citate, motori coinvolti e scenario competitivo.

A differenza di GEO Audit e AEO Audit, che lavorano soprattutto sull’interpretazione del brand e sulla qualità della sua risposta nei motori AI, qui il focus è più operativo: leggi dove il dominio compare, per quali richieste, con quali pagine e contro quali competitor.

La dashboard principale raccoglie in un’unica vista tutti i dati utili per leggere la presenza del sito nelle AI.

Nella parte alta trovi subito i blocchi di sintesi che aiutano a orientarti:

  • AI Visibility: è l’indice sintetico della presenza del dominio nelle risposte AI.
  • Prompt totali: indica quanti prompt unici citano il dominio. Il totale esclude i duplicati presenti in più motori AI, quindi può risultare più basso della somma dei prompt suddivisi per singolo motore.
  • Distribuzione per motore AI: raccoglie la ripartizione della presenza del dominio tra AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini.
  • Competitor AI: restituisce i domini che ricorrono più spesso nei prompt di settore del sito analizzato e che occupano lo stesso spazio competitivo nelle risposte AI.
  • Social Platform: evidenzia le piattaforme social più presenti nei prompt di settore associati al dominio analizzato.
  • AI Overview: riassume le metriche principali legate alla presenza del sito nelle risposte AI di Google, con dati su keyword, menzioni, prima menzione, posizione media e visibilità.
  • Andamento: il grafico temporale ti permette di osservare come evolve la presenza del dominio nei diversi ambienti AI.

Questa prima schermata è la plancia generale del report: ti aiuta a capire subito se il dominio compare poco o molto, in quali motori si distribuisce meglio e quale contesto competitivo si forma intorno al sito.

La parte più importante da comprendere è che AI Visibility non usa un solo livello di analisi.

Nel caso di AI Overview, il report lavora su una logica keyword-based, perché la funzione è collegata alla presenza del dominio nelle AI Overview di Google, quindi in un ambiente ancora legato alla SERP classica.

Nel caso di AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini, invece, l’analisi è prompt-based: qui non stai leggendo parole chiave tradizionali, ma richieste complete formulate come domande o istruzioni, cioè il modo reale in cui gli utenti interrogano i motori generativi.

Questa differenza cambia radicalmente l’output del report e anche il lavoro che puoi fare sui dati.

AI Overview: la vista keyword-based

Quando selezioni la tab AI Overview, la tabella centrale lavora sulle keyword e ti mostra per ogni riga:

  • Keyword
  • Volume
  • Pos
  • Menzioni
  • Prima menzione
  • URL

Qui puoi quindi leggere per quali keyword il dominio entra nelle AI Overview di Google, con quale posizione e con quante menzioni.

Nel pannello laterale di destra trovi poi un approfondimento dedicato alla keyword selezionata, con metriche aggiuntive come:

  • volume
  • traffico stimato
  • variazione
  • visibility
  • KD
  • opportunity
  • stagionalità delle ricerche
  • riepilogo della presenza in AI Overview

Questa vista è particolarmente utile quando vuoi collegare la presenza del dominio nelle risposte AI di Google a un contesto ancora vicino alla search classica: keyword, volumi, posizione e URL.

AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini: la vista prompt-based

Quando entri in una delle altre tab, la struttura del report cambia. La tabella centrale non lavora più sulle keyword, ma sui prompt, e per ogni riga mostra:

  • Prompt
  • Posizione
  • URL

Qui l’unità di analisi non è più la parola chiave, ma la richiesta completa che attiva la risposta del motore AI.

È proprio in queste viste che AI Visibility diventa più vicino al funzionamento reale dei motori generativi. Per ogni prompt selezionato, il pannello di destra visualizza infatti:

  • la card della pagina coinvolta
  • un’anteprima della Risposta AI
  • l’elenco delle Fonti utilizzate

Dagli screen si vede chiaramente che questa parte del report cambia anche nella forma: in alcuni casi l’anteprima è soprattutto testuale, in altri include una componente visiva più marcata, come avviene in Perplexity. In tutti i casi, però, il pannello laterale permette di capire come il dominio entra nella risposta e insieme a quali altre fonti viene richiamato.

Questa distinzione è importante sul piano pratico.

Lavorare su AI Overview significa leggere la presenza del dominio in un ambiente collegato alle keyword e alla SERP di Google. Lavorare su AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini significa invece leggere la presenza del dominio nelle risposte generate a partire da prompt completi.

In pratica:

  • con AI Overview osservi una presenza più vicina alla logica SEO tradizionale
  • con i motori prompt-based osservi una presenza più vicina alla logica conversazionale e generativa degli LLM

Questa distinzione ti aiuta a usare meglio il report:

  • nella vista keyword-based puoi ragionare su volumi, posizioni e URL che entrano nelle Overview
  • nella vista prompt-based puoi ragionare su domande reali, risposte generate, citazioni e fonti concorrenti

AI Visibility è particolarmente utile quando vuoi:

  • capire se il tuo dominio compare nei motori AI e con quale intensità
  • individuare i prompt e le keyword che generano presenza
  • leggere quali URL del sito vengono richiamate più spesso
  • osservare come la presenza si distribuisce tra motori diversi
  • confrontare il dominio con competitor editoriali e piattaforme social
  • analizzare il contesto di citazione attraverso risposta AI e fonti utilizzate

È, in sostanza, lo strumento che trasforma la “presenza nelle AI” in una lettura operativa: non ti dice solo se il sito compare, ma ti permette di capire dove compare, in quale forma, con quali pagine e dentro quale contesto competitivo.

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GEO Audit: il ritratto digitale del tuo brand

Il GEO Audit è un’indagine sull’identità del tuo brand secondo l’AI, per capire se ti riconoscono come un’entità precisa o la percezione che hanno è confusa o distorta.

Lo strumento esegue un confronto tra due livelli di informazione, la conoscenza acquisita dai modelli (LLM) durante il loro addestramento e i dati reali recuperati tramite una Web Search istantanea. Il risultato è un report che evidenzia le discrepanze: se ciò che comunichi oggi non corrisponde a ciò che l’AI ha memorizzato o deduce, rischi di essere escluso dalle risposte generative.

La dashboard evidenzia immediatamente l’allineamento del brand attraverso le etichette di stato (OK, Criticità Media, Criticità Alta). Queste sono le aree strategiche su cui intervenire:

  • Settore e Brand: verifica se l’AI associa il tuo nome alla corretta nicchia di mercato. Se l’associazione è errata, la tua autorità tematica viene compromessa alla base.
  • Mission, Visione e Valori: qui il sistema confronta la tua comunicazione con la percezione dell’AI. Se l’AI non trova dichiarazioni esplicite sul sito, tenta di dedurle o sintetizzarle. Una segnalazione di criticità indica che il messaggio non è chiaro e che i motori stanno “tirando a indovinare”, rischiando di fornire risposte errate agli utenti.
  • Rilevanza Geografica: ti dice dove l’AI colloca il tuo business. Una criticità alta in questa sezione segnala che potresti essere percepito come locale quando operi su scala nazionale, o viceversa, limitando la tua visibilità al mercato sbagliato.

Oltre ai dati anagrafici, l’Audit definisce il posizionamento qualitativo.

Argomenti Principali elenca i concetti per cui l’AI ti ritiene un “esperto” , mentre l’Analisi del Sentiment misura la reputazione del brand estraendo le keyword emotive ricorrenti dai contenuti online.

La sezione Buyer Personas traccia l’identikit del tuo cliente ideale basandosi sul tuo stile comunicativo. Se il profilo rilevato (demografia, bisogni, pain points) non corrisponde al tuo target reale, hai un’indicazione chiara per ricalibrare il tono di voce dei contenuti.

Il GEO Audit è un’operazione a consumo che interroga modelli AI in tempo reale. Ogni generazione di un nuovo report ha un costo di 0,50€, che viene scalato dal tuo credito AI.

L’analisi resta salvata nella memoria del tuo account: non perdi i dati chiudendo la finestra e puoi consultare lo storico di tutte le indagini effettuate direttamente dalla AI Dashboard. Poiché la percezione dell’AI cambia nel tempo, ti suggeriamo di lanciare periodicamente un aggiornamento del report per verificare lo stato del tuo lavoro; trattandosi di una nuova interrogazione in tempo reale, l’aggiornamento comporta il costo di una nuova generazione (0,50€).

Le altre tab del GEO Audit

Lo strumento ospita tre ulteriori ambienti che completano la visione d’insieme del brand in ottica Generative Engine Optimization.

  • AI Overview mostra l’elenco completo delle keyword per cui il sito ottiene una menzione nelle risposte generative di Google AI. È una panoramica preziosa per capire su quali argomenti il tuo brand è già riconosciuto come fonte autorevole dalle intelligenze artificiali, e come la visibilità organica stia evolvendo verso il nuovo scenario dei motori conversazionali.
  • AI Overview Gap ti fornisce subito un piano d’azione per conquistare visibilità: qui vengono elencate le keyword per cui i competitor appaiono nelle risposte AI, ma il tuo sito no. Usalo per individuare opportunità di contenuto e per colmare le lacune che limitano la tua presenza nei risultati generativi.
  • Analytics — disponibile solo se hai collegato correttamente il sito a progetto con Google Analytics — ti mostra il traffico AI reale, cioè le visite che ricevi dai motori di intelligenza artificiale. È una prima misurazione tangibile dell’impatto che le risposte AI possono avere sul tuo traffico effettivo.
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AEO Audit: la pagella delle tue prestazioni per gli Answer Engine

L’AEO Audit è lo strumento che certifica i risultati del tuo lavoro nella Answer Engine Optimization (AEO), misurando la capacità del brand di essere scelto e citato come fonte autorevole dai principali Motori AI che generano risposte basate su ricerca live.

A differenza del GEO Audit, che lavora sulla conoscenza acquisita dai modelli durante l’addestramento, AEO Audit analizza ciò che accade nel presente, quando i motori recuperano informazioni dal web aggiornato per costruire una risposta.

L’analisi interroga direttamente tre modelli di intelligenze artificiali – ChatGPT, Gemini e Perplexity – per verificare come il tuo brand viene percepito dai principali attori del mercato. Lo strumento supera le distinzioni tecniche e valuta il risultato finale: ti mostra se sei riuscito a importi come fonte autorevole su piattaforme che funzionano con logiche diverse, ottenendo una visibilità trasversale che conferma sia la tua reperibilità immediata che la solidità della tua reputazione digitale nella memoria dei modelli.

Come leggere il report

L’audit è suddiviso in sezioni, ognuna pensata per rispondere a una domanda precisa e per darti un insieme di segnali misurabili che mostrano quanto sei riconoscibile, coerente e competitivo quando l’AI deve sintetizzare informazioni sul tuo settore.

Il primo box che vedi è la Panoramica del brand, che riporta i parametri che hai impostato al lancio dell’analisi – nome, Paese, settore e tipologia di prodotto o servizio. Questi dati vengono utilizzati per costruire il prompt con cui gli Answer Engine vengono interrogati; in pratica, stai dicendo all’AI da quale angolazione guardare il brand e quali aspetti privilegiare nella valutazione.

Attenzione: una variazione anche singola di questi parametri può produrre risultati diversi. Lanciando l’AEO Audit sullo stesso brand ma cambiando settore, prodotto o mercato di riferimento, gli engine analizzeranno fonti, segnali e confronti differenti, restituendo una lettura alternativa della percezione del brand.

Accanto trovi il Punteggio AEO medio, una sintesi numerica che ti permette di confrontare rapidamente lo stato del brand tra i diversi Answer Engine analizzati.

Segue l’analisi vera e propria, che leggi lungo le tre colonne che distinguono le risposte di ChatGPT, Perplexity e Gemini, permettendoti di vedere a colpo d’occhio se la percezione è omogenea o se hai carenze su un modello – differenze marcate indicano che i segnali disponibili sul web non sono ancora stabili o coerenti su tutte le fonti. Non esiste un “motore giusto” e ogni motore utilizza fonti, logiche di recupero e criteri di sintesi propri: l’obiettivo è ridurre la distanza tra le interpretazioni.

“Dettaglio Punteggi” trovi la prima profilazione strategica. Questa sezione serve a spiegare il “perché” del tuo punteggio attraverso metriche che valutano la salute del brand; qui puoi capire se la tua presenza è tecnicamente valida (Qualità della presenza), quanto il marchio è noto ai modelli (Riconoscimento del brand) e, soprattutto, qual è la percezione emotiva che susciti (Sentiment). A questi si affiancano i dati sulla tua forza competitiva, che indicano quanto spazio occupi nel mercato rispetto agli altri attori.

In Dettagli riconoscimento brand l’analisi diventa profilazione. L’intelligenza artificiale assegna al tuo brand un ruolo specifico nel mercato (ad esempio “Leader” o “Challenger”) e un archetipo che ne definisce la personalità percepita (come “Innovatore” o “Tradizionalista”). È un feedback essenziale per verificare se l’identità che stai comunicando viene recepita correttamente. Inoltre, i dati sulla profondità delle menzioni e sulla qualità delle fonti ti dicono quanto è solida l’informazione che l’AI possiede su di te: più alti sono questi valori, più è difficile che il tuo brand venga rimosso dalle risposte future.

L’area Competizione di mercato offre il confronto visivo diretto con i concorrenti che l’AI ha “abbinato” al brand che stai analizzando. Attraverso i grafici a torta, vedi esattamente la tua Share of Voice, la fetta di visibilità che detieni nelle risposte generate rispetto ai competitor monitorati. Immediatamente sotto, trovi le Caratteristiche Identitarie, l’elenco degli attributi che l’AI associa spontaneamente al tuo nome, per capire se sei posizionato genericamente o se l’AI ha colto le specificità uniche del tuo servizio.

Proseguendo la lettura trovi il “Riepilogo analisi”, la sezione più operativa dell’audit, dove l’AI agisce come un consulente strategico. È una diagnosi discorsiva che mette in luce i tuoi punti di forza consolidati e le aree di crescita, ovvero le opportunità mancate che richiedono intervento. Molto importante è la lettura della Traiettoria di mercato, una proiezione che ti indica se il trend della tua visibilità è in ascesa, stabile o in calo, permettendoti di valutare l’efficacia delle tue azioni recenti nel medio periodo.

In Analisi contestuale l’indagine si sposta sulla narrazione. Il sistema scompone il discorso attorno al tuo brand per individuare i temi ricorrenti e gli elementi strutturali che sostengono la tua reputazione. Questa vista ti aiuta a capire se vieni citato per gli argomenti corretti (coerenti con il tuo business core) o se la discussione si sta spostando su temi marginali che diluiscono la tua autorità tematica.

La chiusura del report è dedicata all’esame emozionale profondo. Non si tratta solo di sapere se il sentiment è positivo o negativo, ma di capire come cambia la percezione in base al contesto. L’analisi distingue infatti tra il sentiment legato all’uso del prodotto, quello derivante dalle fonti autorevoli e il livello di polarizzazione. Questo ti permette di intercettare eventuali criticità specifiche (magari legate solo a un aspetto del servizio) che un punteggio generale potrebbe nascondere.

Nota sui costi e aggiornamenti. L’AEO Audit è un’operazione a consumo che richiede l’interrogazione complessa di modelli AI in tempo reale su molteplici piattaforme. Ogni generazione di un nuovo report ha un costo fisso di 1€, che viene scalato dal tuo credito AI. Il report generato resta salvato nello storico del tuo account per consultazioni future (senza costi aggiuntivi). Poiché le risposte delle AI sono dinamiche e cambiano in base ai nuovi contenuti pubblicati sul web, ti consigliamo tuttavia di lanciare periodicamente una nuova analisi (sostenendo il costo della nuova generazione) per monitorare i progressi della tua strategia.

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Analisi dei competitor AI, il confronto competitivo nelle risposte AI

Analisi dei competitor AI è lo strumento che mette il tuo brand a confronto con altri brand nel contesto dei motori generativi. Non parte dalle keyword in comune e non replica la logica del confronto SEO classico: qui il punto è capire come le AI leggono, distinguono e valutano le entità che inserisci, quali vantaggi riconoscono ai competitor e dove il tuo brand perde forza nella percezione, nella fiducia o nella capacità di essere scelto.

Lo strumento si apre con una modale iniziale in cui devi inserire il nome del brand e l’elenco dei competitor principali. Il confronto è il nucleo dell’analisi, quindi la scelta dei brand da includere incide direttamente sulla qualità del report. Non serve inserire competitor “organici” nel senso tradizionale del termine, ma i brand che l’AI potrebbe davvero considerare comparabili nello stesso spazio di mercato.

La prima parte del report offre una sintesi immediata del confronto. Qui trovi indicatori come Global Authority Score, Average Trust Index, Top Semantic Winner, il livello di affidabilità dell’analisi e la distribuzione della Market Share of Voice AI tra i brand confrontati. In pratica, questa schermata ti dice subito chi sta occupando più spazio nella narrazione generativa, quale brand risulta più forte sul piano semantico e se l’analisi ha raccolto abbastanza fonti per essere letta con fiducia.

Subito dopo la dashboard trovi una serie di card, una per ciascun brand analizzato. Ogni scheda serve a costruire un identikit comparativo attraverso più livelli di lettura. Il primo riguarda la forza dell’entità, con indicatori come Knowledge Graph Score, Citation Trust Index ed eventuale rischio di ambiguità. Il secondo entra nella dominanza semantica, mostrando i cluster principali che l’AI associa al brand. Il terzo legge la componente emotiva e reputazionale attraverso il sentiment forensics, cioè il modo in cui fiducia, entusiasmo, criticità o altre sfumature vengono attribuite al marchio. Infine compare anche una parte più operativa, legata alla capacità di essere referenziato nei sistemi di risposta, cioè la componente più vicina alla logica AEO. Queste card non vanno lette come schede isolate: servono per capire, a colpo d’occhio, dove un competitor è più forte e in quali aree il tuo brand risulta meno definito o meno credibile.

Una delle sezioni più utili del report è quella dedicata allo scontro diretto. Qui il sistema prende ogni competitor e prova a spiegare qual è il campo di battaglia reale: keyword research, backlink, content marketing, dati di mercato, visibilità europea, specializzazione locale o altri fattori. Accanto a questo, evidenzia il vantaggio competitivo del concorrente e propone una strategia di aggiramento raccomandata. È un passaggio importante perché sposta il report dal piano descrittivo a quello strategico. Non ti dice solo che i tuoi rivali sono percepiti come più forti su un certo ambito, ma prova a tradurre quel vantaggio in una direzione di lavoro: differenziare la narrativa, spostare il confronto su un terreno più favorevole, rafforzare la verticalità del brand o correggere i segnali che penalizzano la percezione AI.

Le indicazioni operative e correttive

Il report non si limita a confrontare la forza dei brand. Dedica anche una sezione ai rischi, ai dati obsoleti e ai falsi miti rilevati. Questa parte è utile perché aiuta a capire se una debolezza percepita nasce da un reale vantaggio del competitor oppure da informazioni datate, descrizioni sbagliate, semplificazioni ricorrenti o memorie distorte presenti nelle fonti. Il sistema cerca di far emergere ciò che sta inquinando la memoria AI del brand, così da trasformare il report in una base di lavoro per “pulire” la percezione e correggere la narrativa che circola attorno all’entità.

Accanto ai problemi, il report propone anche un blocco di azioni correttive. Qui non trovi soltanto un giudizio, ma indicazioni su che cosa fare per migliorare la percezione del brand rispetto ai competitor. È una lista ragionata di azioni operative: presidio delle risposte, attivazione di recensioni, rafforzamento degli UGC, miglioramento dei segnali positivi, interventi sui contenuti e sulla presenza del brand nelle fonti che alimentano la memoria AI. Il valore pratico dello strumento sta proprio in questo passaggio: trasformare un confronto astratto tra brand in un piano di lavoro per colmare il divario competitivo.

Nella parte conclusiva trovi una relazione tecnico-strategica completa. Questa sezione riprende i dati della dashboard e delle schede comparative, ma li organizza in forma discorsiva. È qui che il report costruisce una lettura più articolata del confronto: riassume le differenze tra i brand, spiega il senso dei punteggi, interpreta la posizione dei competitor e collega le criticità alle azioni da intraprendere. In ottica manualistica, questa parte va letta come il livello di sintesi avanzata del documento. Non sostituisce la dashboard iniziale, ma la completa e la rende leggibile anche per chi deve condividere l’analisi con il team o usarla come base per una decisione strategica.

Come leggere correttamente il confronto

Non interpretare il report come una classifica rigida. I risultati non dicono semplicemente “chi è migliore”, ma mostrano quale brand viene considerato più forte su certe aree e in quali punti il tuo è più fragile. Se il competitor domina sul piano semantico, il problema può essere di chiarezza identitaria. Se emerge un gap di fiducia, può esserci un tema di reputazione o di scarsa qualità delle fonti. Se il report segnala falsi miti o dati obsoleti, il lavoro non sarà sull’offerta ma sulla correzione della memoria AI. La lettura corretta, quindi, è comparativa e diagnostica: il valore non sta nel punteggio in sé, ma in ciò che quel punteggio ti permette di capire.

Questo strumento è particolarmente utile quando devi capire se il tuo brand viene davvero percepito come alternativo credibile rispetto a competitor più forti o più riconosciuti. È una funzione da usare in fase di audit strategico, di riposizionamento, di analisi competitiva o quando vuoi spiegare perché, nel contesto AI, un brand viene citato o preferito più spesso di un altro. In questo senso, il tool non sostituisce i classici strumenti competitor di SEOZoom: lavora su un altro piano. Qui non stai confrontando ranking, traffico o keyword in comune, ma la capacità del brand di esistere e imporsi nella lettura delle AI generative. Ed è proprio questo che lo rende utile come strumento di diagnosi avanzata per la SEO for AI.

Nota sui costi e aggiornamenti. L’analisi dei competitor AI è un’operazione a consumo che richiede l’interrogazione complessa di modelli AI in tempo reale su molteplici piattaforme. Ogni generazione di un nuovo report ha un costo fisso di 100 crediti, che viene scalato dal tuo credito AI. Il report generato resta salvato nello storico del tuo account per consultazioni future (senza costi aggiuntivi). Poiché le risposte delle AI sono dinamiche e cambiano in base ai nuovi contenuti pubblicati sul web, ti consigliamo tuttavia di lanciare periodicamente una nuova analisi (sostenendo il costo della nuova generazione) per monitorare i progressi della tua strategia.

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AI Prompt Research: scomponi i prompt per orientare la copertura dei contenuti

Prompt Research è lo strumento che parte da una domanda formulata in linguaggio naturale e ricostruisce il ventaglio di ricerche che i modelli generativi attivano per costruire la risposta. Non lavora come una keyword research tradizionale, che parte da una query per trovare correlate, ma come un’analisi del bisogno informativo espresso nel prompt. L’obiettivo è capire come una domanda viene scomposta in intenti, sotto-temi e cluster di ricerche, così da trasformare un input conversazionale in una mappa operativa utile per i contenuti, per la pianificazione e per il presidio delle risposte AI.

Nel lavoro SEO for AI questo passaggio è decisivo, perché i motori generativi non si limitano a cercare una sola corrispondenza diretta. Per comporre una risposta, attivano una serie di verifiche, di approfondimenti e di domande collaterali. Prompt Research rende visibile questa struttura e ti mostra su quali aree devi essere presente se vuoi coprire davvero il bisogno espresso dall’utente.

L’operazione interroga modelli AI in tempo reale: ogni generazione di ricerca ha un costo di 50 crediti, che viene scalato dal tuo credito AI.

L’ingresso nello strumento avviene da una modale iniziale in cui devi assegnare un nome alla ricerca e, se vuoi, una descrizione. Questo passaggio serve a costruire un archivio ordinato delle analisi già svolte. Ogni Prompt Research diventa infatti un contenitore autonomo, che puoi riaprire, aggiornare e usare come base di lavoro nel tempo.

Una volta creata la ricerca, accedi alla schermata operativa. Qui trovi il box in cui inserire il prompt da analizzare. Lo strumento è pensato per lavorare su domande realistiche, cioè formulate come farebbe davvero un utente in una conversazione con un assistente AI.

Un esempio concreto

Per capire bene come funziona Prompt Research, immaginiamo di partire da una domanda fuori dall’ambito SEO:

“Quali sono le città migliori da visitare in Italia ad aprile?”

Questa domanda, letta da un motore generativo, non viene trattata come una semplice query informativa. Il sistema deve capire se l’utente sta cercando clima, eventi, destinazioni romantiche, mete adatte alle famiglie, città d’arte, consigli low cost o località di mare. In altre parole, deve scomporre una richiesta apparentemente unica in un insieme di esigenze informative diverse.

È proprio questa scomposizione che Prompt Research restituisce in forma leggibile.

Dopo l’analisi, la prima parte della schermata mostra un riepilogo con alcuni dati sintetici: il numero di prompt presenti nella ricerca, il totale delle keyword generate, la distribuzione delle keyword per ambito e la rappresentazione degli intenti di ricerca. Questa fascia iniziale serve a darti subito una misura quantitativa del risultato.

Accanto ai box numerici trovi il Search intent summary, cioè una sintesi testuale dell’intento complessivo. Nel nostro esempio sul turismo in Italia ad aprile, questa parte spiega che l’utente si trova in una fase di esplorazione e confronto, cerca ispirazione, vuole valutare più possibilità e ha bisogno di contenuti che lo aiutino a capire non solo dove andare, ma anche quale tipo di esperienza sia più adatta ai suoi interessi.

Questa sintesi è utile perché ti restituisce il quadro generale prima di entrare nel dettaglio dei singoli cluster.

Gli ambiti di ricerca

Il cuore di Prompt Research è la classificazione per ambiti. Ogni analisi viene suddivisa in aree che rappresentano i principali filoni informativi attivati dal prompt. Nell’esempio mostrato in piattaforma, gli ambiti includono categorie come:

  • informational
  • valutazione e comparazione
  • fiducia e affidabilità
  • transactional
  • follow up

Queste etichette ti aiutano a capire da quale angolazione l’AI sta leggendo la domanda.

Nel caso del prompt sulle città da visitare in Italia ad aprile, l’ambito informational raccoglie i sotto-temi più introduttivi, come la comprensione del periodo, del clima o delle tipologie di destinazioni. L’ambito valutazione e comparazione entra invece nella logica della scelta: confrontare città d’arte e mete balneari, città economiche e città più esclusive, destinazioni per famiglie o per coppie. La sezione fiducia e affidabilità intercetta le domande che cercano rassicurazioni, conferme, opinioni o segnali di attendibilità. La parte transactional si avvicina alle richieste più vicine all’azione, per esempio la preparazione del viaggio, i costi o l’organizzazione pratica. Infine, il blocco follow up raccoglie le domande che nascono dopo una prima risposta e che accompagnano l’utente verso approfondimenti successivi.

Ogni ambito contiene uno o più box specifici. Questi box rappresentano sotto-famiglie di ricerche e mostrano tre elementi molto importanti.

Il primo è una breve descrizione del bisogno sottostante. Il sistema non si limita a elencare query: prova a spiegare quale intenzione reale unisce quel gruppo di domande.

Il secondo è l’elenco delle domande degli utenti, cioè una selezione di richieste coerenti con quel cluster. Sono domande già formulate in modo naturale e aiutano a capire come il bisogno può essere espresso in forme diverse.

Il terzo è il blocco dei Consigli per la creazione dei contenuti. Questo elemento è particolarmente utile perché trasforma il cluster in una traccia editoriale. I consigli non sono suggerimenti generici, ma indicazioni sul taglio da dare al contenuto, sugli aspetti da chiarire, sul tono della risposta e sulle informazioni che l’utente si aspetta di trovare.

Nell’esempio sul turismo, un consiglio di contenuto potrebbe suggerire di costruire una guida comparativa che distingua città per interessi, budget e clima, oppure di inserire riferimenti pratici per aiutare il lettore a scegliere tra mete simili. In questo modo il passaggio dal prompt al contenuto è molto più diretto.

Come e quando usare lo strumento

Il valore di AI Prompt Research sta nel fatto che traduce una domanda generica in una struttura informativa concreta. Nel lavoro quotidiano questo significa poter decidere con più precisione:

  • quali contenuti scrivere
  • quali sezioni aggiungere a un articolo già esistente
  • quali obiezioni o bisogni secondari coprire
  • quali cluster stanno davvero dietro a un prompt ad alto valore

Se torniamo all’esempio del viaggio in Italia ad aprile, il vantaggio pratico è immediato. Senza Prompt Research potresti scrivere un articolo unico e superficiale. Con l’analisi davanti, invece, vedi subito che la domanda contiene almeno cinque direzioni diverse: ispirazione, confronto, rassicurazione, organizzazione e follow up. Questo ti permette di costruire un contenuto più completo, o addirittura una mini-architettura editoriale che copra più nodi dello stesso bisogno.

Uno degli aspetti più utili dello strumento è la possibilità di trasferire i prompt generati dentro AI Prompt Tracker. In ciascun box di domande compare infatti il comando Aggiungi tutte. Cliccandolo, si apre una modale che ti consente di selezionare il progetto in cui importare il set di prompt.

Questo passaggio è importante perché trasforma una ricerca esplorativa in una base di monitoraggio. In pratica, usi Prompt Research per far emergere le domande rilevanti e poi le sposti in AI Prompt Tracker per verificare se il tuo sito viene citato, con quali pagine e in quali motori AI.

Ad esempio, potresti partire dal prompt generale sulle città da visitare in Italia ad aprile, ottenere le domande collaterali su clima, destinazioni per coppie, mete economiche o città per famiglie, e poi importarle in un progetto per monitorare la presenza del sito su quelle richieste specifiche.

È proprio in questo passaggio che si vede la differenza tra i due strumenti: Prompt Research serve a far emergere la struttura della domanda; AI Prompt Tracker serve a misurare la tua capacità di presidiare quella struttura nel tempo.

Prompt Research è utile ogni volta che devi partire da una domanda e trasformarla in una strategia di contenuto o di presidio. Funziona bene in fase di pianificazione editoriale, quando devi capire cosa c’è davvero dietro a un bisogno espresso in forma conversazionale. È altrettanto utile quando vuoi rafforzare un contenuto già pubblicato, perché ti mostra quali sotto-temi e quali follow up rischiano di mancare. Infine, è uno strumento prezioso anche in ottica SEO for AI, perché rende visibile la complessità delle domande che gli utenti fanno agli assistenti e ti permette di collegare la produzione dei contenuti al modo in cui quei sistemi costruiscono le risposte.

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AI Prompt Tracker: monitora come il brand entra nelle risposte AI

AI Prompt Tracker è lo strumento che trasforma i prompt più importanti per il tuo mercato in un monitoraggio continuativo della presenza del brand nei motori generativi. Parti dalle domande reali che un utente potrebbe rivolgere a ChatGPT, Gemini, Perplexity o Google AI Mode e osservi come il sito collegato al progetto viene trattato dentro le risposte: se viene usato come fonte, se viene nominato nel testo, se viene raccomandato, con quale tono viene descritto, quale ruolo competitivo gli viene assegnato e insieme a quali altri brand compare.

Il punto di lavoro non è la singola keyword, ma la domanda completa. Un prompt porta con sé un bisogno informativo, un contesto, un livello di consapevolezza e spesso un’intenzione di scelta. “Quale crema solare scegliere per un bambino con pelle sensibile?” attiva una risposta diversa da “Quali sono le migliori creme solari per bambini al mare?” o “Quale protezione solare usare per un neonato in estate?”. AI Prompt Tracker ti aiuta a monitorare queste domande nel tempo e a capire se il brand riesce a occupare lo spazio giusto nella risposta generata.

Nel Progetto, il monitoraggio usa le informazioni già configurate per collegare ogni prompt al dominio, al brand, ai competitor e ai dati presenti nell’ambiente di lavoro. In questo modo la lettura non resta isolata: puoi capire quali pagine vengono usate come fonti, quali competitor compaiono nello stesso contesto, quali aspetti del brand vengono discussi e quali variazioni emergono tra una scansione e l’altra.

I prompt da monitorare possono nascere direttamente dall’analisi che fai con AI Prompt Research: dai box di domande dello strumento, il comando “Aggiungi tutte” apre una modale che ti permette di importare l’intero set di prompt nel progetto. In pratica, usi Prompt Research per far emergere le domande rilevanti e AI Prompt Tracker per verificare nel tempo se il sito viene citato, con quali pagine e in quali motori.

Le informazioni sono organizzate in due schermate complementari. La prima, Prompt Tracker, è la dashboard operativa: lavora prompt per prompt e ti mostra lo stato attuale del monitoraggio. La seconda, Rendimento, è la lettura aggregata: mette insieme i dati di tutti i prompt per restituire un quadro d’insieme della presenza del brand nei motori AI. Le due schermate vanno usate insieme, perché la prima ti dice cosa succede su ogni singola domanda e la seconda ti dice che immagine complessiva ne emerge.

Come impostare il monitoraggio dei prompt

La configurazione parte dalla scelta dei prompt da monitorare. Qui conviene usare domande realistiche, formulate come le scriverebbe una persona dentro un motore AI. Prompt troppo secchi o troppo simili a keyword tradizionali restituiscono una lettura più povera, perché riducono il contesto della richiesta e limitano la capacità di osservare come l’AI costruisce la risposta.

Un buon set di prompt deve coprire le aree in cui il brand vuole essere trovato, confrontato o scelto. Puoi inserire domande informative, richieste comparative, prompt orientati alla raccomandazione, richieste legate a una categoria di prodotto, confronti con competitor, domande su alternative, prezzi, qualità, supporto, affidabilità o casi d’uso specifici.

In generale, ti conviene inserire prompt che riproducono domande realistiche, senza provare a “indovinare” la frase esatta che userà il pubblico. La probabilità che utenti diversi formulino lo stesso prompt identico è molto bassa; ciò che conta è monitorare il bisogno, il contesto e l’intenzione che stanno dietro la domanda. Una richiesta come “Quale crema solare scegliere per un bambino con pelle sensibile?” offre più contesto di una keyword secca come “crema solare bambini”, perché contiene bisogno, destinatario, condizione e criterio di scelta. Allo stesso modo, prompt come “Quale materasso scegliere per chi soffre di mal di schiena?” o “Quale piattaforma usare per vendere corsi online?” permettono di osservare come l’AI costruisce una risposta, quali brand cita, quali fonti usa, quali alternative confronta e in quali casi arriva a una raccomandazione.

Ogni prompt diventa un punto di osservazione del progetto. SEOZoom interroga i motori AI monitorati, raccoglie le risposte, individua fonti e menzioni, riconosce la presenza del brand e organizza i dati in KPI, viste di rendimento e dettagli consultabili.

Durante la configurazione, il sistema lavora anche sul nome del brand. SEOZoom può considerare varianti del nome collegate al dominio e al progetto, così da intercettare le forme con cui il brand può essere scritto o richiamato nelle risposte. Questo passaggio aiuta a distinguere la semplice presenza di un URL dalla presenza effettiva del brand nel testo generato.

I motori monitorati

AI Prompt Tracker lavora sui principali ambienti in cui oggi gli utenti cercano risposte generate: ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode. Ogni motore può costruire risposte diverse, usare fonti differenti, citare brand in modo più o meno esplicito e attribuire ruoli competitivi non sempre coincidenti.

Per questo la lettura per motore è importante. Un brand può essere citato spesso in Perplexity e restare debole in Gemini, può comparire come fonte in Google AI Mode ma non essere nominato nel testo della risposta, oppure può ricevere una raccomandazione forte in ChatGPT e una presenza più neutra negli altri ambienti.

La stessa domanda può produrre segnali diversi a seconda del motore, delle fonti recuperate, del modo in cui la risposta viene sintetizzata e dei competitor richiamati nello stesso contesto. La lettura per motore ti aiuta a capire dove il progetto è già stabile e dove la presenza resta più fragile.

La dashboard Prompt Tracker e i KPI

La schermata Prompt Tracker centralizza il monitoraggio operativo dei prompt selezionati. In alto trovi sei indicatori chiave (KPI) e, sotto, una tabella che elenca i singoli prompt monitorati con i relativi dati sintetici. Ogni riga rappresenta un prompt e mostra le informazioni principali legate alla presenza nelle risposte AI.

I sei KPI principali leggono sei dimensioni diverse della presenza.

  1.       Citation Rate indica quante volte il dominio viene usato come fonte nella risposta. È la percentuale di scansioni in cui il sito viene citato come fonte, ed è il dato più vicino alla logica di citazione: il motore AI ha recuperato una pagina del sito e l’ha usata per costruire la risposta. Essere fonte, però, non coincide sempre con essere nominati. Un sito può contribuire alla risposta senza che il brand venga citato nel testo.
  2.       Mention Rate misura quante volte il brand viene nominato esplicitamente nel testo della risposta generata. Questo dato legge la presenza testuale del brand, anche quando la menzione nasce da fonti terze o da una sintesi del motore AI. È una metrica importante perché mostra se il brand entra davvero nel racconto che l’utente legge.
  3.       Recommendation Rate evidenzia le risposte in cui il brand viene presentato come scelta consigliata dal motore AI. La differenza tra comparire in un elenco ed essere raccomandati pesa molto sul valore del prompt. In un elenco il brand occupa uno spazio tra altri nomi. In una raccomandazione il motore AI assegna una preferenza più forte, spesso legata a un caso d’uso, a una necessità specifica o a un vantaggio riconosciuto.
  4.       Sentiment Score misura il tono con cui il brand viene citato, distinguendo tra contesti positivi, neutri e negativi. Così puoi capire se le menzioni rafforzano la percezione del brand o se emergono sfumature da controllare. Una menzione può essere formalmente presente, ma associata a limiti, prezzi, copertura geografica, complessità o debolezze percepite.
  5.       Positioning Index legge il ruolo competitivo attribuito al brand nella risposta. Il punto non è la posizione numerica tra le fonti, ma l’inquadramento qualitativo: il brand può essere descritto come leader, sfidante, alternativa, specialista di nicchia, esempio, piattaforma generica o commodity. Questa metrica aiuta a capire se il brand viene collocato nel modo giusto rispetto alla strategia.
  6.       Defensive Ratio mostra se la presenza del brand nasce da un merito diretto o da una dinamica difensiva. Una risposta può consigliare un brand perché lo ritiene adatto, oppure può proporlo come alternativa a un limite del competitor, per esempio prezzo, complessità, mercato di riferimento o funzionalità mancanti. In entrambi i casi il brand entra nella risposta, ma il significato strategico cambia: una presenza che nasce dal merito è più stabile di una presenza che dipende dalla debolezza di un altro.

Questi sei KPI vanno letti insieme. Un Citation Rate alto segnala una buona capacità del dominio di entrare tra le fonti. Un Mention Rate alto indica che il brand viene richiamato nel testo. Un Recommendation Rate basso può suggerire che il brand compare, ma fatica ancora a diventare scelta preferita. Un buon Sentiment Score rafforza la qualità delle menzioni, mentre Positioning Index e Defensive Ratio aiutano a capire quale immagine competitiva sta prendendo forma.

Il box di analisi della dashboard

Nella parte inferiore destra della schermata Prompt Tracker trovi un box organizzato su tre schede, utili per leggere l’andamento dei prompt monitorati e le sovrapposizioni con i competitor.

La scheda Andamento è quella predefinita e mostra la variazione nel tempo attraverso quattro sotto-schede: Posizione, Mention Rate, Share of Answer e Sentiment. Lo Share of Answer, in particolare, è la metrica che misura quanta parte del testo della risposta è dedicata al brand quando viene nominato: distingue una menzione centrale, in cui il brand occupa la parte principale della risposta, da una citazione veloce in fondo a un elenco.

La scheda Competitor sui prompt mappa la presenza dei concorrenti diretti all’interno delle stesse domande monitorate, mostrando con quale posizione ciascun dominio compare nei vari motori. Serve a capire chi presidia gli stessi prompt del tuo brand e con quale forza.

La scheda Copertura Fan Out mostra l’espansione dei sotto-temi e delle domande correlate che il motore AI può attivare quando costruisce la risposta. Quando un utente formula una domanda complessa, il motore può scomporla in più verifiche: categorie, confronti, caratteristiche, prezzi, reputazione, casi d’uso, alternative, guide, recensioni. Questa scheda aiuta a leggere quanto il dominio copre quelle diramazioni. Una copertura solida indica che il progetto presidia bene il perimetro informativo del prompt; una copertura debole segnala aree da rafforzare con contenuti più completi, perché un dominio che entra nella risposta ma presidia male i sotto-temi collegati può perdere stabilità nelle scansioni successive o lasciare spazio a competitor più completi. È anche il punto in cui il monitoraggio AI si collega al lavoro SEO classico: i motori generativi continuano a usare il web e le fonti disponibili per comporre le risposte, quindi un sito che copre bene il tema anche nelle SERP tradizionali ha più probabilità di essere recuperato e usato nelle risposte AI.

Il dettaglio delle risposte

Cliccando su un singolo indicatore o su un prompt specifico, il sistema attiva i filtri nella parte alta dello schermo. Da qui puoi segmentare le risposte per motore, tipo, aspetto del brand, angolo narrativo, sentiment e soggetti co-citati. Questa scomposizione isola l’elenco esatto delle risposte che contribuiscono ai tuoi KPI.

Con il pulsante “Apri risposta” accedi al dettaglio completo dell’output generato dall’intelligenza artificiale, che mostra:

  •         Testo generato AI: la trascrizione esatta della risposta fornita dall’assistente.
  •         Fonti utilizzate: l’elenco dei domini e degli URL recuperati per comporre la risposta.
  •         Menzioni del brand: i punti precisi del testo in cui compare il nome del brand.
  •         Share of Answer: la quota di testo che la risposta dedica al brand rispetto alle altre entità presenti.
  •         Prominenza: quanto la menzione è in posizione di rilievo nella risposta, per esempio in apertura o come primo elemento di un elenco, a prescindere dalla lunghezza.
  •         Tono / Sentiment: la qualificazione del linguaggio usato verso il brand.
  •         Attributi di classificazione: l’inquadramento per Tipo, Posizionamento, Aspetto e Angolo.
  •         Co-citati: i brand concorrenti inseriti nello stesso blocco di risposta.

Questa vista riporta il dato alla frase reale. Un numero sintetico ti dice che il brand è stato menzionato; il dettaglio ti mostra in che modo. Puoi verificare se la citazione è centrale o marginale, se il brand viene inserito in un confronto, se viene consigliato per uno specifico caso d’uso, se viene associato a una categoria corretta o se compare insieme a competitor che spostano la percezione dell’utente.

Nel dettaglio puoi anche confrontare le risposte tra motori. Lo stesso prompt può produrre una citazione positiva in ChatGPT, una raccomandazione più debole in Gemini, una fonte diversa in Perplexity e una presenza assente in Google AI Mode. Questa lettura aiuta a capire dove il brand è stabile e dove invece la presenza dipende ancora da segnali fragili.

La tab Rendimento: la lettura aggregata nel tempo

La schermata Rendimento sposta l’analisi dal singolo prompt all’insieme, aggregando i dati di tutti i prompt per restituire l’identità del brand nei motori AI, la sua evoluzione nel tempo e la distanza dai competitor. È la vista d’insieme dello strumento, ed è anche la più ricca: raccoglie molte sezioni diverse, che qui descriviamo per gruppi.

Il valore di questa schermata sta nella lettura progressiva. Una singola scansione fotografa un momento; il rendimento nel tempo permette di riconoscere pattern più affidabili. Se un prompt inizia a generare più menzioni, se un motore smette di citare il brand, se il tono passa da positivo a neutro, se il ruolo percepito cambia da leader ad alternativa, i grafici rendono visibile un movimento che merita attenzione.

La parte alta della schermata raccoglie i dati di sintesi. Trovi il rendimento per motore AI, con la presenza e l’assenza del brand distribuite tra i diversi ambienti, una tabella che dettaglia visibilità, posizione media e menzioni per ciascun motore, e la distribuzione complessiva della visibilità per posizioni.

Qui sono presenti anche due viste dedicate ai competitor, da non confondere con la scheda della dashboard. Il box Competitor – Mercato mostra i domini più forti del settore nel loro complesso, mentre il box Competitor – I tuoi prompt restringe il confronto ai concorrenti che compaiono nelle risposte alle tue domande monitorate. Accanto a questi, la vista Domini del Brand raccoglie le pagine del tuo sito che entrano nelle risposte.

Due viste leggono le fonti che alimentano le risposte AI sui tuoi prompt. Top fonti del settore raccoglie i domini che compaiono più spesso, ordinati per numero di prompt, posizione media e numero di co-citazioni con il tuo brand. Sono le fonti che l’AI considera autorevoli per spiegare il tuo mercato, e non coincidono sempre con i competitor commerciali: possono essere magazine specializzati, community, canali video, blog di consulenti indipendenti.

Fonti dove non compari isola i domini che alimentano le risposte ai tuoi prompt e nei quali il tuo sito è assente. È una delle viste più operative della schermata, perché indica in modo netto dove intervenire a livello di contenuti o di presenza esterna per entrare nel set di fonti che i motori usano.

La vista distribuisce le menzioni del brand per tipo: raccomandazione, comparazione, case study, definizione, elenco, critica. Aiuta a distinguere una presenza generica da una presenza più vicina alla scelta dell’utente. Un brand molto presente ma quasi sempre dentro elenchi sta occupando spazio; un brand presente in raccomandazioni e case study ha un impatto più forte sulle decisioni.

Brand Intelligence: come l’AI racconta il tuo brand

Il blocco centrale della schermata Rendimento è dedicato al modo in cui l’AI racconta il brand, e organizza la lettura strategica secondo alcune direttrici.

Il posizionamento competitivo mostra il ruolo che l’AI assegna al brand (leader, sfidante, alternativa, specialista di nicchia, esempio) con la distribuzione sulle dodici settimane, le categorie di posizionamento, il trend settimanale e il dettaglio per motore. Permette di capire se l’inquadramento del brand è stabile e coerente, o se cambia da un motore all’altro e nel tempo.

Lo Share of Answer aggregato mostra quanta parte delle risposte è dedicata in media al brand, con i prompt in cui è più raccontato e quelli in cui resta una nota a margine, il trend settimanale e la scomposizione per motore e per aspetto.

Gli aspetti del brand discussi leggono le leve su cui il brand viene raccontato: caratteristiche generali, qualità, prezzo, reputazione, esperienza, supporto, performance, specializzazione. Ogni dimensione produce conseguenze diverse. Se l’AI cita spesso il brand sul prezzo, il vantaggio percepito è sensibile ai cambiamenti dei competitor; se lo cita per qualità o reputazione, la presenza poggia su segnali più stabili. La vista del tono per aspetto aggiunge un livello ulteriore, perché mostra se le citazioni legate a ogni dimensione sono positive, neutre o critiche, e la tipologia di mention per aspetto mostra in che forma se ne parla a seconda dell’argomento.

L’angolo narrativo è la coordinata che separa il merito dal riflesso. Distingue le menzioni in difesa diretta (l’AI raccomanda il brand per merito proprio), descrizione neutra, confronto bilanciato, lode al competitor, critica al competitor (il brand vince di riflesso perché un altro viene criticato). La vista dell’angolo per aspetto incrocia questa lettura con le dimensioni del brand, e mostra dove la presenza positiva nasce dal merito e dove invece dipende dalla debolezza di un concorrente. È la lettura più strategica della schermata: una vittoria in difesa diretta è stabile, una vittoria per critica al competitor può svanire al primo riallineamento dell’altro.

L’identità del brand mostra come l’AI definisce il core business del progetto (piattaforma, servizio, prodotto, creator), e la vista Con chi competi davvero identifica i concorrenti che l’AI riconosce nelle risposte, spesso diversi da quelli della SEO organica tradizionale.

La distribuzione sentiment globale riassume la polarità complessiva delle menzioni tra positivo, neutro e negativo.

La coerenza tra motori AI mostra la distribuzione dei prompt in base al numero di motori in cui il brand compare. Un prompt presente su tutti e quattro i motori indica una presenza strutturale; un prompt presente su un solo motore è una presenza più fragile, legata a fonti specifiche o a una sintesi non replicata altrove. Questa lettura aiuta a stabilire priorità: un prompt rilevante per il business e presente su un solo motore merita un controllo su fonti, contenuti e competitor di quel motore.

I prompt in cui compari e i prompt gap chiudono il blocco. La prima vista elenca le domande presidiate dal brand, con posizione, motore e pagina menzionata. La seconda, i prompt gap, evidenzia le domande in cui i competitor ottengono citazioni e il brand è ancora assente: ogni gap è un’area in cui l’AI parla del tuo mercato senza nominarti, e diventa il punto di partenza più diretto per il lavoro editoriale. Un gap può indicare un contenuto che non hai sul sito, oppure un contenuto che esiste ma non viene recuperato perché non abbastanza forte o perché il brand non emerge nei punti che il motore tende a estrarre. In entrambi i casi la lista dei gap si trasforma in un piano di lavoro: pagine da costruire, contenuti da rafforzare, segnali da consolidare.

Il sommario esecutivo

AI Prompt Tracker ti permette di visualizzare un sommario esecutivo generato con AI, pensato per trasformare i dati del monitoraggio in una lettura discorsiva e condivisibile, orientata all’azione. Il report sintetizza le informazioni principali sul rendimento dei prompt, sulla distribuzione per motore, sui KPI, sui competitor, sugli aspetti più discussi, sul tono e sulle aree che meritano attenzione. Dedica particolare attenzione ai prompt gap, indicando i contenuti da aggiornare o creare per modificare la percezione del brand nelle risposte e suggerendo le azioni da pianificare nelle settimane successive.

Questa funzione è utile quando devi portare il dato fuori dalla dashboard. Il report è esportabile nei formati Word e PDF, e può essere usato come base per un report interno, una valutazione per il cliente, un aggiornamento periodico o una revisione della strategia SEO for AI. Il documento aiuta a spiegare non solo se il brand compare nelle risposte, ma quale immagine emerge dal monitoraggio e quali interventi hanno più senso.

La generazione del sommario esecutivo utilizza credito AI. Puoi controllare credito residuo, consumi e operazioni effettuate dalla AI Dashboard del tuo profilo.

Come leggere i dati senza fermarsi al singolo numero

AI Prompt Tracker dà il meglio quando i dati vengono letti insieme. Un singolo indicatore può suggerire una direzione, ma la valutazione utile nasce dall’incrocio tra fonti, menzioni, raccomandazioni, tono, posizionamento, competitor e andamento.

Una situazione con Citation Rate alto e Mention Rate basso indica che il sito contribuisce alle risposte, ma il brand entra poco nel testo visibile all’utente. Un buon Mention Rate con poche raccomandazioni mostra una presenza riconosciuta, ancora distante dalla preferenza esplicita. Un Sentiment Score positivo con Defensive Ratio basso può segnalare che il brand viene apprezzato, ma spesso come alternativa a limiti altrui. Un Positioning Index stabile su ruoli coerenti indica che i motori AI stanno interpretando il brand in modo riconoscibile.

Il monitoraggio va letto su un insieme di prompt, con continuità. Le risposte AI possono variare da una scansione all’altra, ma i trend diventano più chiari quando lavori su un portafoglio di domande ben scelto e osservi le scansioni nel tempo. Per questo conviene monitorare prompt realmente legati al business, distribuendoli tra intenti informativi, comparativi e decisionali.

Quando usare AI Prompt Tracker

AI Prompt Tracker è utile quando vuoi controllare se il brand presidia le domande che contano nel percorso di scelta degli utenti. Puoi usarlo per monitorare prompt commerciali, confronti con competitor, domande su alternative, richieste legate a prodotti o servizi, query conversazionali ad alto valore e temi su cui vuoi diventare una risposta riconoscibile.

Lo strumento ti aiuta quando stai costruendo una strategia SEO for AI e vuoi trasformare i prompt in un sistema di monitoraggio stabile; quando hai già contenuti pubblicati e vuoi capire se quelle pagine entrano nelle fonti e se il brand viene nominato nella risposta; quando lavori sul posizionamento del brand e devi verificare se i motori AI lo descrivono nel modo giusto; quando vuoi confrontarti con i competitor e capire chi compare negli stessi prompt, con quale frequenza e con quale ruolo.

Il risultato è una lettura più concreta della visibilità AI. Non osservi solo la presenza del dominio, ma il modo in cui il brand viene usato dentro la risposta: fonte, nome citato, scelta consigliata, alternativa, leader, specialista, voce marginale o riferimento competitivo.

Con AI Prompt Tracker trasformi i prompt monitorati in priorità di lavoro sul progetto. Una menzione debole può indicare un contenuto da rafforzare, una raccomandazione assente può suggerire un problema di posizionamento, una co-citazione ricorrente può far emergere competitor da analizzare meglio, una copertura fan-out bassa può mostrare sotto-temi ancora scoperti. La lettura dei dati serve proprio a questo: capire come il brand entra nelle risposte AI e riportare l’analisi su contenuti, fonti, competitor e segnali che possono rendere la presenza più stabile nel tempo.

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SEO: ottimizzazione tecnica e on-page

L’area SEO è suddivisa in quattro strumenti fondamentali: SEO OnPage, SEO Checklist, SEO Spider e Core Web Vitals.

Questa sezione è il tuo punto di riferimento per controllare, analizzare e migliorare tutti gli aspetti tecnici e on-page del sito. Qui trovi indicazioni puntuali per ottimizzare le pagine che contano davvero, risolvendo problemi critici e sfruttando ogni insight per affinare testi, struttura, segnali semantici e performance reali per gli utenti.

In sintesi:

  • SEO OnPage ti guida a far combaciare intent, contenuti e segnali on-page delle pagine chiave.
  • SEO Checklist è il controllo qualità del progetto, con spiegazioni e link diretti all’azione.
  • SEO Spider è la diagnosi tecnica completa, con filtri smart e (nei piani idonei) un audit scaricabile.

Core Web Vitals misura l’esperienza utente reale e ti dice dove migliorare performance e UX.

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SEO OnPage

È la vista pensata per ottimizzare davvero le pagine che contano. Ti permette di approfondire ogni keyword che stai monitorando e associarla a un URL specifico, per ricevere un’analisi dettagliata e suggerimenti pratici su come migliorarne il rendimento.

La schermata principale si presenta con una tabella che elenca le tue keyword di progetto. Puoi filtrare questa lista attraverso le quattro tab in alto:

  • Tutte le keyword: mostra l’elenco completo delle parole chiave che hai inserito nel progetto.
  • Keyword già configurate: filtra solo le parole chiave a cui hai già associato un URL specifico.
  • Keyword con problemi: ti segnala i casi in cui una pagina diversa da quella che hai configurato si sta posizionando per la keyword, un possibile segnale di cannibalizzazione o di una strategia da rivedere.
  • Keyword da configurare: elenca le parole chiave a cui non hai ancora associato una pagina, permettendoti di completare il lavoro.

Una volta selezionata una riga dalla tabella, sulla parte destra dello schermo si aprirà un pannello di analisi dedicato a quella coppia keyword-URL. Qui troverai un punteggio di ottimizzazione complessivo e un’analisi dettagliata basata su tre fattori principali: Title, Description e Search Intent.

Il pannello è a sua volta navigabile tramite diverse tab:

  • Suggerimenti: è la sezione più importante. Ti fornisce una vera e propria checklist di ottimizzazioni SEO da applicare, come la presenza della keyword nel Title e negli H1, la corretta lunghezza dei meta tag e molto altro.
  • Analisi Pagina: ti offre una sintesi tecnica della pagina, mostrandoti i tag utilizzati, l’elenco completo degli heading (H1, H2, H3…) e la formattazione del testo.
  • Keyword e Keyword nel testo: ti mostra quali termini sono posizionati e quali termini realmente usati nel contenuto, così da verificare copertura e coerenza con l’intento.
  • Backlink: se ci sono link in ingresso verso lo specifico URL, qui leggi le informazioni chiave come data, URL sorgente, anchor e tipologia di attributo (follow/nofollow).

Usa questa sezione per allineare ogni URL all’intento di ricerca che Google premia, risolvere mismatch (keyword che si posizionano con pagine diverse da quelle configurate) e dare priorità agli interventi su title/description/contenuto che spostano il ranking.

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SEO Checklist

Questo strumento è una lista di controllo interattiva che ti guida passo dopo passo nello sviluppo e nella gestione del tuo progetto SEO. È pensata per assicurarti di non trascurare nessuna delle attività operative essenziali, dalle configurazioni tecniche di base fino agli aspetti editoriali.

La checklist è organizzata per categorie, come “Elementi di base”, “Web Performance”, “SEO Tecnica” e così via, per permetterti di lavorare in modo ordinato. Per ogni voce dell’elenco hai a disposizione un pulsante “Info” che ti spiega l’importanza di quell’attività e un secondo pulsante operativo che ti porta all’azione: può aprire una sezione di SEOZoom per farti intervenire subito oppure la pagina esterna utile (come per la configurazione di Google Analytics o Search Console).

È uno strumento utile per avere sempre sotto controllo lo stato dei lavori ed evitare dimenticanze critiche nei prerequisiti fondamentali, soprattutto all’inizio di un nuovo progetto.

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SEO Spider (Progetto)

È lo scanner tecnico del sito, che scansiona il sito web per link interni imitando il percorso di un crawler di Google. La sua funzione è di analizzare in profondità la struttura del sito e identificare anomalie, errori nel codice e nell’uso di tag importanti per la SEO che potrebbero limitare le performance del tuo progetto.

Puoi avviare la scansione dal progetto o dalla sezione dedicata, decidendo cortesia (frequenza di richieste), profondità (click dalla home) e pagine massime da analizzare; nei piani Business/Corporate puoi anche abilitare il rendering JavaScript (utile per siti in React, Angular e così via). Mentre lo spider lavora vedi lo stato in tempo reale; a fine analisi puoi esplorare la lista degli errori/avvisi o la mappa ad albero (Crawl Tree) per capire la gerarchia interna. 

Al termine del processo visualizzi una dashboard con un elenco completo di tutti gli URL analizzati e, sulla destra, un pannello riassuntivo che raggruppa le problematiche rilevate. Per semplificare l’analisi, puoi usare i filtri “ERRORI” (le criticità più importanti da risolvere con urgenza) e “WARNING” (avvisi su aspetti che, seppur non bloccanti, andrebbero migliorati). Cliccando su un errore specifico (ad esempio, “Title duplicati” o “Immagini senza attributo ALT”), la tabella si filtrerà mostrandoti solo gli URL che presentano quel problema, per intervenire in modo chirurgico.

Nei piani di abbonamento superiore, dopo la scansione puoi scaricare un SEO Audit autogenerato con la sintesi dei problemi riscontrati e suggerimenti di correzione, utile per priorità operative e per la condivisione con team e stakeholder. 

Usa il SEO Spider dopo rilasci, migrazioni, refactoring o modifiche a template e navigazione, per verificare che non ci siano “scorie” che possono sprecare crawl budget o ostacolare indicizzazione e ranking, oppure per diagnosi approfondite su errori tecnici che bloccano l’indicizzazione o degradano la qualità del sito.

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Core Web Vitals

Questa tab ti permette di monitorare i Core Web Vitals ufficiali di Google — velocità percepita (LCP), stabilità visiva (CLS) e reattività (INP) — sulle pagine in versione desktop e mobile, così capisci se l’esperienza reale degli utenti con il tuo sito è in linea con gli standard e dove intervenire. 

I dati sono forniti direttamente da Google tramite lo strumento Lighthouse.

La dashboard ti mostra un grafico con le performance nel tempo e un dettaglio dei singoli parametri, evidenziando le aree di miglioramento. Una funzione molto utile è la possibilità di monitorare la homepage e fino a cinque diverse tipologie di pagina (definite “template”). Puoi aggiungere, ad esempio, l’URL di una pagina categoria, di una scheda prodotto o di un articolo del blog, per analizzare in modo specifico le performance dei diversi layout del tuo sito e identificare problemi mirati. Per ogni pagina trovi anche una lettura di PageSpeed/Lighthouse con suggerimenti pratici per ottimizzare caricamento, interattività e stabilità. 

Usa questa sezione per misurare l’impatto reale delle ottimizzazioni di performance e per capire a che tipo di interventi lato front-end, immagini, cache, terze parti e script pesanti è opportuno dare priorità.

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Keyword: tutte le analisi sulle parole chiave del tuo progetto

Questa è una delle sezioni più ricche e strategiche del progetto. Qui puoi analizzare in profondità tutte le parole chiave per cui il tuo sito è posizionato, monitorare quelle più importanti, scoprire nuove opportunità e pianificare le tue attività editoriali sulla base di dati concreti e sempre aggiornati.

In pratica, puoi seguire la vita completa delle tue keyword, dalla scoperta al posizionamento, fino alla loro evoluzione nei nuovi contesti di ricerca generativa.

Ogni strumento è pensato per rispondere a un’esigenza specifica — monitorare, pianificare, confrontare, espandere — ma tutti concorrono a un obiettivo comune: farti costruire una presenza organica solida, coerente e duratura.

È l’area in cui SEOZoom ti mostra dove stai crescendo, dove stai perdendo posizioni, e dove puoi intervenire per conquistare nuovo traffico organico e visibilità, anche nelle AI Overview.

Ogni strumento risponde a un obiettivo preciso – monitoraggio, ricerca, ottimizzazione o strategia – e ti aiuta a rispondere alla domanda “Come posso migliorare la mia visibilità organica e diventare più rilevante per Google e per gli utenti?”.

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Keyword monitorate

Qui hai il controllo totale sulle parole chiave che hai deciso di tracciare in modo prioritario per il tuo progetto. I dati vengono aggiornati ogni 24 ore, offrendoti una visione sempre attuale su posizionamenti, volumi e variazioni.

La vista principale riunisce tutte le metriche operative: posizione attuale, variazione, traffico stimato, visibilità e URL corrispondente. Grazie ai grafici dinamici puoi individuare trend e anomalie a colpo d’occhio, confrontando performance passate e presenti.

Ogni keyword è collegata alla pagina effettivamente posizionata, così puoi controllare rapidamente se l’URL che Google premia coincide con quella configurata nel progetto. In caso contrario, puoi intervenire direttamente dalla scheda per correggere il target o rivedere l’intento della pagina.

A sinistra vedi subito una tabella con l’elenco delle tue keyword. Per ognuna, puoi vedere a colpo d’occhio le informazioni più importanti: il volume di ricerca stimato, la posizione attuale in SERP e la variazione rispetto alla scansione precedente. Se vuoi un’analisi più approfondita, puoi espandere la visualizzazione della tabella per scoprire dati aggiuntivi come l’URL posizionato, la posizione media (calcolata sugli ultimi due mesi), le feature di Google presenti in SERP per quella query e il CPC medio. In alto, hai a disposizione dei filtri per perfezionare la tua analisi: puoi scegliere di visualizzare le keyword in base al loro andamento (ad esempio, solo quelle in salita o quelle uscite dalla top 10), per i tag che hai assegnato o per un intervallo di tempo personalizzato.

Quando selezioni una keyword dalla tabella, la parte destra della schermata si anima, mostrandoti un grafico dettagliato con l’andamento del posizionamento di quella parola chiave nel tempo. Puoi anche cliccare sulla tab “SERP feature” per visualizzare una ricostruzione della pagina dei risultati di Google, con l’anteprima degli snippet dei tuoi competitor. Infine, hai a disposizione anche una tab “Confronta con i competitor”, che mette in relazione il posizionamento del tuo sito per le keyword monitorate con quello dei concorrenti che hai impostato nel progetto, per rapide valutazioni strategiche.

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Keyword Research

È l’area in cui trasformi la ricerca di parole chiave in mappa strategica di lavoro pronta da usare, senza uscire dal progetto.

Nella parte superiore trovi un riepilogo immediato delle metriche principali dei termini che già fanno parte della tua lista:

  • Numero totale di keyword,
  • Volume complessivo di ricerca mensile,
  • CPC medio e totale,
  • Distribuzione degli intenti di ricerca (informational, navigational, transactional, commercial),
  • Andamento dei volumi nel tempo, rappresentato da un grafico mensile che ti aiuta a individuare stagionalità e fluttuazioni.

Questa prima sezione funziona come una fotografia istantanea della tua base keyword: mostra la dimensione reale del progetto e la composizione delle query in base all’intento, permettendoti di capire a colpo d’occhio se la tua strategia è bilanciata o troppo concentrata su una sola tipologia di ricerca (ad esempio, informativa o commerciale).

Nella parte centrale della schermata puoi utilizzare la ricerca per individuare nuove parole chiave specifiche, applicando filtri di inclusione ed esclusione per ottenere un elenco pulito e coerente con i tuoi obiettivi. Una volta generati i risultati, puoi selezionare le keyword di tuo interesse e aggiungerle alla tabella del progetto, in modo da analizzarle, monitorarle e inserirle nelle strategie successive.

Tutte le keyword così raccolte le ritrovi elencate nella tabella principale della sezione, che offre una panoramica completa di tutti i dati essenziali per valutare il potenziale di ciascun termine:

  • Volume di ricerca mensile
  • Costo per click (CPC)
  • Trend storico
  • Intento di ricerca
  • Feature in SERP (ad esempio video, FAQ, local pack, featured snippet, AI Overview)
  • Posizione media o visibilità stimata.

In alto, la barra di ricerca interna ti consente di filtrare le keyword già presenti nella lista e di individuare rapidamente termini specifici o categorie tematiche che ti interessano.

La funzione “Suggerisci Piano Editoriale”

La vera forza di questa sezione è però la funzione “Suggerisci Piano Editoriale”, pensata per aiutarti a costruire un piano di contenuti coerente, concreto e privo di ridondanze.

Quando clicchi sul pulsante, SEOZoom analizza l’insieme delle keyword presenti nella tua lista e le raggruppa automaticamente per similitudine semantica e intento di ricerca, restituendo una proposta di piano editoriale “razionalizzato”.
Il sistema individua cioè le parole chiave che condividono lo stesso intento e le unisce sotto un’unica keyword principale, seguita da eventuali keyword secondarie fortemente correlate.

L’obiettivo è semplice ma strategico: evitare la cannibalizzazione dei contenuti e aiutarti a concentrare gli sforzi su articoli davvero necessari.
Invece di creare più pagine su varianti minime della stessa query, SEOZoom ti indica quali temi possono essere accorpati in un unico articolo completo e ben strutturato.

 Per ogni cluster tematico, viene mostrato:

  • il volume di ricerca totale (dato cumulativo delle keyword raggruppate)
  • il livello di affinità semantica tra i termini
  • un link diretto per approfondire l’intento di ricerca con gli strumenti di analisi correlati.

Il risultato è un piano editoriale guidato dai dati, che traduce l’analisi keyword in azioni editoriali concrete: quali articoli scrivere, come strutturarli e quali topic trattare all’interno dello stesso contenuto per massimizzarne la copertura.

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Keyword Studio

Keyword Studio è un ambiente di lavoro interattivo per esplorare, filtrare e analizzare in profondità l’intero patrimonio di keyword per cui il tuo dominio è visibile su Google, organizzate in prospettive strategiche – performance consolidate, trend emergenti, potenzialità ancora inespresse e visibilità del brand.

Come leggere e personalizzare la tabella dei dati

Prima di esplorare le diverse viste, è importante capire come leggere e personalizzare la tabella dei dati, che è comune a quasi tutte le tab.

Le colonne standard: di base, per ogni keyword la tabella ti mostra una serie di metriche fondamentali:

  • Keyword: la parola chiave analizzata.
  • Pos: la posizione attuale del tuo URL nella SERP di Google.
  • Var: la variazione di posizionamento rispetto alla scansione precedente.
  • Volume: il volume di ricerca medio mensile della keyword.
  • Traffico Stimato: una stima del traffico che quella keyword porta alla tua pagina, calcolata in base a posizione e volume.
  • Intent: l’intento di ricerca principale (Informativo, Navigazionale, Commerciale, Transazionale) che Google associa a quella query.
  • Feature: indica con un’icona se nella SERP sono presenti funzionalità speciali (video, immagini, box “Le persone chiedono anche”, etc.).
  • CPC: il costo per clic medio stimato per quella parola chiave in Google Ads.
  • URL: l’indirizzo della pagina del tuo sito che si posiziona per quella keyword.
  • Trend: un piccolo grafico che mostra l’andamento stagionale della keyword.
  • KD (Keyword Difficulty): una stima della difficoltà di posizionamento per quella keyword.
  • KO (Keyword Opportunity): una stima delle opportunità di posizionamento in base al livello di ottimizzazione dei competitor in TOP10.

Puoi personalizzare la visualizzazione e modificare la tabella in base alle tue esigenze:

  • Vista URL / Vista Keyword: in alto a destra trovi il pulsante “Vista URL”. Cliccandolo, la tabella smette di essere un elenco di keyword e raggruppa tutte le parole chiave sotto gli URL che le posizionano. Questa vista è utilissima per capire quali pagine del tuo sito sono più performanti e per quali cluster di keyword competono.
  • Altre Colonne: accanto a “Vista URL”, il pulsante “Altre Colonne” ti permette di aggiungere alla tabella campi dati aggiuntivi, come i volumi di ricerca dei singoli mesi, il Title Match (quanti competitor usano la keyword esatta nel title) o la Posizione Media.

Filtrare i dati. La vera potenza di Keyword Studio risiede nei suoi sistemi di filtro:

  • Filtri rapidi: la barra sopra la tabella ti permette di applicare filtri veloci per parola chiave, posizione, volume di ricerca, KD e intento.
  • Filtri avanzati: il pulsante “Filtri avanzati” apre un costruttore di query che ti permette di combinare più condizioni con la logica booleana. Puoi creare filtri complessi come: (Keyword CONTIENE “ricetta” E KD è MINORE DI 30) O (Intent è UGUALE A “Transazionale”).
  • Filtra con l’AI: il pulsante “Filtra con l’AI” è il modo più semplice e veloce per interrogare i tuoi dati. Ti basta scrivere o dettare una richiesta in linguaggio naturale, ad esempio: “mostrami le keyword con volume superiore a 1000 e KD inferiore a 30 che si posizionano in prima pagina” e la piattaforma applicherà il filtro per te.
Le tab di analisi di Keyword Studio

Lo strumento è organizzato in diverse tab, ognuna pensata per offrirti una prospettiva diversa.

Posizionate, Aumenti/Cali di traffico, Potenziali e le altre ti permettono di segmentare le tue keyword in base al loro rendimento (le migliori, quelle in crescita o in calo, quelle con potenziale in seconda e terza pagina) e alle caratteristiche della SERP (presenza di Risultati Zero o altre Feature). La struttura della tabella e le opzioni di filtro sono quelle descritte sopra.

La tabella di AI Overview ha invece una vista differente, perché essere presenti in un AI Overview non equivale a un posizionamento organico classico. In particolare, qui trovi metriche nuove, diverse e specifiche:

  • AI Rank: è la posizione “simulata” della menzione al tuo sito all’interno della risposta generata dall’AI di Google. Un valore basso (come 1) indica che il tuo sito viene citato per primo.
  • Menzioni: indica il numero totale di volte in cui il tuo dominio è stato citato come fonte per generare la risposta a quella query.
  • Prima Menzione: specifica quante di quelle menzioni ti vedono come prima fonte citata, una posizione di massima autorevolezza e visibilità.
  • Traffico Stimato: è una stima del traffico generato specificamente da questa visibilità all’interno del box AI, un dato separato e aggiuntivo rispetto al classico traffico organico.

Nel dettaglio, le tab di Keyword Studio sono:

  • Posizionate: qui trovi le keyword più influenti del dominio, quelle che si trovano nelle prime dieci posizioni su Google e che rappresentano il cuore della tua visibilità attuale.
  • AI Overview: questa tab ti mostra per quali keyword del tuo progetto sei presente all’interno delle risposte generate dall’AI di Google, un’informazione cruciale per capire la tua visibilità nei nuovi motori di ricerca.
  • Aumenti e Cali di traffico: queste due sezioni speculari ti segnalano le keyword che sono recentemente entrate o uscite dalla top 10, permettendoti di identificare rapidamente i trend positivi da consolidare e le criticità su cui intervenire.
  • Potenziali: una delle sezioni più strategiche. Raccoglie tutte le parole chiave posizionate in seconda e terza pagina su Google. Si tratta di contenuti che hanno un enorme potenziale: con un’attività di ottimizzazione mirata, potresti portarli in prima pagina e ottenere un aumento significativo di traffico organico .
  • Risultati Zero e SERP Features: questi strumenti ti aiutano a capire come si presenta la SERP. Il primo elenca le keyword per cui hai conquistato un featured snippet (la “posizione zero”); il secondo ti mostra tutte le parole chiave che attivano elementi speciali nella pagina di Google, come video, immagini, box di domande e così via, aiutandoti a capire quali sono le reali opportunità di visibilità oltre i classici link blu .
  • Keyword Branded: qui puoi monitorare tutte le parole chiave che contengono il nome del tuo brand, dei tuoi prodotti o delle persone che hai definito nelle impostazioni del progetto.
  • Tutte: ti fornisce l’elenco completo di tutte le parole chiave per cui il dominio è posizionato nelle prime cinque pagine di Google, incluse quelle che non hai inserito nel monitoraggio.
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Piano Trimestrale

Questo strumento di pianificazione operativa ti permette di giocare d’anticipo. Analizza la stagionalità delle keyword del tuo settore e ti mostra quali parole chiave avranno tendenzialmente un aumento di volume di ricerca nei tre mesi successivi.

La tabella principale ti presenta un elenco di keyword pertinenti per il tuo sito, indicando non solo il volume medio, ma anche il volume di ricerca atteso per i prossimi tre mesi. Puoi usare il filtro in alto per concentrarti su keyword con uno specifico range di volume, oppure puoi trascinare la colonna “URL” nell’area in alto della tabella per raggruppare i risultati per pagina e capire quali contenuti del tuo sito necessitano di un’ottimizzazione in vista della loro stagione di picco.

È lo strumento ideale per pianificare il calendario editoriale e le attività di ottimizzazione, lavorando in anticipo sui contenuti giusti al momento giusto.

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Content Gap & AI Gap

Questa (doppia) tab ti permette di trovare nuovi e utili spunti per i tuoi contenuti in modo semplice e strategico, partendo da una classica analisi competitor. 

Nella prima schermata, basata sul posizionamento su Google classico, SEOZoom confronta automaticamente i domini concorrenti che hai impostato nel progetto e ti mostra tutte le parole chiave per cui loro sono posizionati in SERP, ma che al tuo sito mancano. In questo modo, puoi scoprire quali argomenti stanno portando traffico ai tuoi competitor e che tu non stai ancora presidiando.

La tabella principale ti mostra l’elenco di queste parole chiave “mancanti”, complete di dati essenziali come l’intento di ricerca, i valori di KD e KO, il CPC e il volume di ricerca. Quando clicchi su una keyword che ti interessa, lo strumento ti offre un aiuto in più: nella tabella a destra, verifica se sul tuo sito esistono già pagine che trattano argomenti simili. Questa funzione è preziosissima, perché ti aiuta a decidere se creare un contenuto completamente nuovo o se, invece, è più strategico ottimizzare e arricchire una pagina già esistente per intercettare anche la nuova parola chiave.

A questa analisi tradizionale si affianca il Content Gap AI Overview, che estende il concetto di “gap” al mondo dell’intelligenza artificiale. Questo filtro avanzato ti mostra infatti tutte le keyword per cui i tuoi competitor compaiono nei risultati AI Overview di Google, mentre il tuo sito è assente. È una funzione strategica per non perdere visibilità GEO (Generative Engine Optimization) e per individuare le aree tematiche dove i tuoi concorrenti sono già considerati rilevanti e autorevoli dai motori generativi di Google, dandoti la possibilità di lavorare in modo mirato per colmare questo divario.

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Opportunity Finder

Opportunity Finder è uno strumento avanzato per trovare nuove keyword di crescita, al di fuori di quelle già conosci e monitori.

SEOZoom analizza migliaia di query correlate al settore del sito a progetto e seleziona quelle che presentano il miglior equilibrio tra volume, pertinenza semantica e soprattutto concorrenza: il sistema, infatti, ti segnala argomenti e cluster di keyword dove sono assenti brand “imbattibili”, proponendo keyword realisticamente raggiungibili e in linea con la tua nicchia.

È lo strumento perfetto se vuoi espandere la copertura del sito, intercettando nuovi segmenti di pubblico o esplorando micro-topic che possono generare traffico qualificato. Invece di scontrarti direttamente con siti troppo grandi e autorevoli, trovi insight per contenuti su cui hai reali possibilità di posizionarti e ottenere traffico qualificato.

Dal punto di vista tecnico, SEOZoom analizza i competitor che hai impostato a progetto e va alla ricerca di tutti quei topic per i quali essi non hanno contenuti ben posizionati, indicandoti i cluster di keyword dove la loro quota di traffico complessiva è minima (compresa tra l’1% e il 10%).

L’interfaccia è divisa in due parti. La tabella a sinistra elenca le parole chiave principali di ogni “cluster di opportunità” individuato, mostrandoti subito il numero totale di keyword che ne fanno parte, il volume di ricerca totale che potresti raggiungere e la bassa quota di mercato attualmente detenuta dai tuoi concorrenti. Selezionando un cluster che ritieni interessante, la tabella di destra si popola con l’elenco completo di tutte le parole chiave che lo compongono, fornendoti per ognuna i dati di volume e stagionalità. Questo elenco diventa la traccia perfetta per progettare un nuovo contenuto completo e competitivo, con alte probabilità di successo.

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Keyword stagionali

Le ricerche degli utenti non sono statiche, e SEOZoom lo sa.

Questa sezione analizza l’andamento ciclico delle keyword  per cui il tuo sito è già posizionato e ti mostra quando conviene agire su ciascun tema. Grazie ai dati storici, puoi identificare i picchi di interesse degli utenti mese per mese e pianificare in anticipo la pubblicazione o l’aggiornamento dei contenuti.

Utilizzando il selettore orizzontale in alto puoi scegliere il mese che intendi analizzare. La tabella si popolerà con tutte le parole chiave che in quel mese specifico registrano un incremento di volume di ricerca significativo rispetto alla loro media annuale. La dashboard superiore ti fornisce una sintesi immediata del potenziale:

  • Traffico potenziale mese: una stima del traffico che potresti ottenere se le keyword elencate, non ancora in prima pagina, raggiungessero le prime posizioni.
  • Traffico attuale: il traffico che stai già ottenendo dalle keyword stagionali che si trovano in top 10.
  • Risultati ottenuti: una barra di progressione che mette a confronto il traffico attuale con quello potenziale.
  • Incremento: un selettore per filtrare le keyword in base all’intensità della loro variazione stagionale.

Per ogni parola chiave, la tabella ti mostra il volume medio, il volume specifico nel mese analizzato, la variazione di posizionamento e l’URL corrispondente. Per un’analisi ancora più efficace, puoi trascinare l’intestazione della colonna “URL” nell’area superiore della tabella: in questo modo, i risultati verranno raggruppati per pagina, mostrandoti chiaramente quali sono i contenuti del tuo sito con il più alto potenziale stagionale su cui ti conviene iniziare a lavorare subito.

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Long Tail

In questa sezione puoi approfondire l’analisi delle parole chiave a coda lunga, ovvero quelle query più specifiche e solitamente composte da tre o più termini, per cui il tuo sito web è posizionato. Spesso, queste keyword hanno volumi di ricerca inferiori rispetto a quelle più generiche, ma intercettano un intento dell’utente molto più preciso e, di conseguenza, possono portare un traffico più qualificato e maggiori conversioni. Sono le query che, classicamente, esprimono intenzioni precise — informarsi, comparare, acquistare — e che rappresentano una base perfetta per contenuti verticali o articoli di approfondimento.

Lo strumento ti presenta una tabella con l’elenco di tutte le keyword long tail individuate, corredate delle metriche standard come posizione, volume di ricerca e l’URL che si posiziona. Per affinare la tua analisi, puoi utilizzare la barra laterale per impostare un filtro basato sul volume di ricerca, concentrandoti ad esempio sulle parole chiave che, pur essendo specifiche, mantengono un volume interessante. Come in altre sezioni, anche qui puoi trascinare la colonna URL nell’area superiore della tabella per raggruppare i risultati per pagina e sviluppare una strategia di ottimizzazione vincente su parole chiave ad alto potenziale.

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Distribuzione

È un riassunto visivo, chiaro e immediato, dello stato di salute SEO del sito a progetto. Mostra la suddivisione delle keyword in base alla posizione nelle SERP di Google e mette a confronto i dati con il periodo precedente, per farti capire in un colpo d’occhio come si sta muovendo il sito.

La schermata si compone di diversi grafici:

  • Un grafico a barre mostra il numero esatto di keyword posizionate in ogni pagina di Google. I risultati della prima pagina sono ulteriormente dettagliati per fasce di posizionamento (posizioni 1-3, 4-6 e 7-10), per darti un’idea precisa di quante delle tue keyword sono davvero nelle posizioni che contano.
  • Un grafico a torta ripropone gli stessi dati in termini percentuali, per un colpo d’occhio ancora più rapido.
  • Un grafico lineare storico, nella parte inferiore della pagina, ti permette di analizzare come è cambiata la distribuzione delle tue keyword nel tempo. Le linee di colori diversi rappresentano le varie pagine di Google, consentendoti di capire se le tue strategie SEO stanno portando a un miglioramento complessivo, con uno spostamento delle parole chiave verso le prime pagine. Puoi anche usare la linea temporale per selezionare una data specifica e vedere come era la situazione in un determinato momento del passato.

È una vista strategica, utile per capire dove concentrare gli sforzi tra pagine che meritano rinforzo, contenuti che consolidano la presenza e aree che stanno soffrendo.

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Keyword di Settore

Questa sezione ti aiuta a capire come Google interpreta e categorizza tematicamente il tuo sito, analizzando automaticamente l’insieme delle keyword per cui risulti posizionato e mostrandoti il livello di autorevolezza che hai raggiunto in ogni specifica nicchia.

Non si tratta, quindi, di una categorizzazione “inventata” o arbitrariamente definita da SEOZoom: i settori derivano direttamente dai sistemi di classificazione utilizzati da Google per organizzare le query e gli argomenti nel suo indice. Ogni parola chiave viene ricondotta a una o più categorie tematiche (oltre 3.000 sottocategorie suddivise in 22 macro-settori), in base alle logiche semantiche e di contesto che il motore di ricerca impiega per raggruppare le SERP.

L’interfaccia è divisa in tre parti. Sulla sinistra, trovi un menù navigabile con tutti i settori in cui il tuo sito ha una presenza. Selezionandone uno, la dashboard in alto si aggiorna mostrandoti quattro dati chiave relativi a quel settore: la tua posizione nella classifica generale di SEOZoom per quella nicchia, la tua Topical Zoom Authority (TZA), il volume di ricerca totale e il numero di keyword posizionate. La tabella principale sulla destra, infine, ti elenca tutte le parole chiave che appartengono al settore selezionato, con le relative metriche SEO.

Questo strumento è fondamentale per verificare se la percezione di Google è allineata alla tua strategia editoriale e per decidere in quali aree tematiche rafforzare la tua presenza.

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Google FAQ

Stai davvero rispondendo a quello che le persone cercano? SEOZoom ti aiuta a verificarlo, raccogliendo tutte le domande che compaiono nei box “Le persone chiedono anche” (“People Also Ask”) di Google per ogni parola chiave per cui il tuo sito si posiziona nella top 10.

Il risultato è un elenco dettagliato delle problematiche comuni e delle domande frequenti che gli utenti si pongono riguardo ai temi che tratti, che diventano insight sulle reali esigenze del tuo pubblico.

Puoi usare queste informazioni per arricchire e migliorare i tuoi contenuti, creare sezioni FAQ dedicate o strutturare i tuoi articoli in modo che rispondano direttamente ai dubbi degli utenti, aumentando così le probabilità di fornire risposte esaurienti, intercettare nuove ricerche e di essere considerato una fonte autorevole da Google e dalle risposte dei motori AI.

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Pagine: analizza il rendimento di ogni URL

Questa sezione del progetto ti offre una serie di strumenti per valutare il rendimento di ogni singolo URL, per leggere il sito non più come insieme di keyword isolate, ma come raccolta di pagine. 

È qui che capisci quali contenuti portano traffico, quali hanno il maggior potenziale di crescita, quali stanno calando e quali meritano interventi mirati.

Controlla regolarmente queste informazioni, in particolare dopo ogni aggiornamento di Google, per capire quali URL hanno risentito di variazioni, in fase di pianificazione, per individuare i contenuti da rafforzare, o anche solo come base per decidere se consolidare o espandere cluster tematici.

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Competitor: Confrontati con i concorrenti diretti del progetto.

Per avere successo online è fondamentale conoscere i propri avversari. La sezione Competitor del progetto è il tuo campo di battaglia strategico, dove puoi analizzare e confrontare i tuoi dati con quelli della concorrenza che hai precedentemente impostato. Qui scopri chi sta vincendo su Google per le keyword che ti interessano, quali sono i loro punti di forza e dove puoi trovare spazi per superarli.

Appena entrato, la parte superiore della schermata ti presenta l’elenco dei competitor che hai aggiunto al progetto. Per ognuno visualizzi una scheda riassuntiva con i dati principali come il traffico stimato e il totale delle keyword posizionate. Da qui hai due azioni principali: puoi cliccare sul pulsante “Modifica Competitor” per aggiungere o rimuovere concorrenti dalla lista, oppure cliccare direttamente sulla scheda di un singolo competitor per avviare l’analisi di dettaglio sottostante.

L’area di analisi si articola in due tab principali: Riepilogo generale e Dettaglio Competitor.

Riepilogo generale

Questa schermata ti offre una panoramica visuale e immediata del confronto tra il tuo sito e i competitor che hai selezionato (o che SEOZoom ti ha indicato come competitor organici). È pensata per darti un colpo d’occhio sulle performance generali attraverso una serie di grafici.

  • Andamento sito: il primo grafico che noterai mette a confronto l’andamento del traffico stimato nel tempo. La linea del tuo sito è paragonata a quelle dei tuoi concorrenti, permettendoti di vedere a colpo d’occhio chi sta crescendo, chi è stabile e chi è in calo.
  • Distribuzione keyword: scorrendo la pagina, un grafico a barre ti mostra la competizione sulla distribuzione delle parole chiave. Puoi vedere, per ogni sito, quante keyword sono posizionate in prima, seconda, terza pagina e così via.

Stima principali competitor: infine, un grafico a bolle mette in relazione il traffico stimato (asse verticale) con il numero totale di keyword posizionate (asse orizzontale). La dimensione di ogni bolla è proporzionale al traffico del sito rappresentato, offrendoti una mappa visiva del panorama competitivo.

Dettaglio Competitor

Se il riepilogo ti dà la visione d’insieme, questa è la sezione dove puoi immergerti nei dettagli dell’analisi. Per iniziare, seleziona un concorrente dalla lista sulla sinistra: la tabella principale sulla destra si popolerà con i dati del confronto tra il tuo sito e quello del competitor scelto. L’analisi è suddivisa in cinque diverse viste, selezionabili tramite le tab in alto.

  • Content GAP: vuoi scoprire quali argomenti i tuoi competitor trattano e tu no? Questa tab risponde esattamente a questa domanda, elencando le parole chiave di buon volume per cui il concorrente è posizionato ma il tuo sito non compare affatto in SERP. È una fonte inestimabile di idee per nuovi contenuti.
  • Keyword in comune: per capire dove la battaglia è più accesa, puoi passare a “Keyword in comune”. Qui trovi tutte le parole chiave per cui entrambi i domini sono posizionati, con l’indicazione del ranking di ciascuno, per un confronto diretto.
  • Keyword su cui stai perdendo e Keyword su cui stai vincendo: queste due tab ti offrono una visione immediata dei tuoi punti di forza e di debolezza. La prima ti mostra le parole chiave per cui il competitor si sta posizionando meglio di te, mentre la seconda evidenzia le SERP in cui sei tu ad avere la meglio.
  • Competizione in TOP10: per un’analisi testa a testa, questa tab filtra solo le keyword per cui entrambi i siti sono in diretta competizione nella prima pagina di Google, il terreno di scontro più importante.

Da ognuna di queste viste, puoi usare l’hamburger menù alla fine di ogni riga per lanciare analisi più approfondite sulla singola keyword o sull’URL posizionato.

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Rendimento Pagine

Questa è la tua dashboard strategica per l’efficacia dei contenuti. Ti offre un’analisi completa che misura quanto ogni pagina contribuisce alla visibilità organica del sito, aiutandoti a identificare subito i contenuti che performano bene, quelli sottoutilizzati e quelli che, di fatto, sprecano risorse senza portare risultati.

La parte alta della schermata ti fornisce una sintesi immediata su tre aspetti chiave:

  • Crawl budget sprecato. Indica la percentuale di pagine del sito che hanno un rendimento molto basso (generano pochissimo o zero traffico) e che quindi consumano inutilmente le risorse che Google dedica alla scansione del tuo sito.
  • Migliora le tue pagine. Ti mostra quante sono le pagine con un buon potenziale di crescita (quelle con molte keyword in seconda pagina su Google) e la stima di quanto potrebbe aumentare il traffico del sito se venissero ottimizzate.
  • Obiettivo raggiungibile. Quantifica in termini di visite potenziali il risultato che potresti ottenere lavorando sui contenuti da migliorare.

Il cuore dello strumento è la tabella che suddivide le pagine del tuo sito in fasce di rendimento, basate sul traffico mensile stimato. Per ogni fascia puoi vedere quante pagine ne fanno parte, il loro contributo totale al traffico del sito e quante risorse di crawl budget impegnano. Cliccando su una di queste fasce, la tabella si espande mostrandoti l’elenco di tutti gli URL che ne fanno parte.

Selezionando un singolo URL dall’elenco si apre sulla destra un pannello di analisi dettagliata. Qui trovi un grafico con l’andamento del traffico di quella pagina nel tempo, il suo valore di PZA (Page Zoom Authority), il volume di traffico attuale e potenziale e un’analisi completa di tutte le parole chiave per cui è posizionata, suddivise nelle tab Tutte le keyword, TOP10, Potenziali e Lontane. È lo strumento perfetto per capire dove stai solo sprecando risorse e dove, invece, hai margine per intervenire e migliorare i risultati.

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Pagine con potenziale

Questa sezione è un acceleratore per la tua strategia SEO: individua e raggruppa tutte le pagine del tuo sito che hanno il più alto potenziale di crescita, ovvero quelle che possiedono già un buon numero di parole chiave posizionate nella seconda e terza pagina di Google. Si tratta di contenuti che Google considera già pertinenti, ma a cui manca una piccola spinta per fare il salto in prima pagina e iniziare a generare traffico significativo.

L’interfaccia ti mostra sulla sinistra l’elenco di queste pagine, ordinate per potenziale di traffico. Selezionandone una, il pannello di destra ti mostrerà l’analisi di dettaglio, con un focus particolare sulla tab “Potenziali”. Qui vedrai esattamente quali sono le parole chiave su cui lavorare per migliorare il posizionamento della pagina. Intervenire su questi contenuti con attività di ottimizzazione (ad esempio, migliorando il testo, aggiungendo link interni o ottenendo qualche backlink) è una delle attività a più alto ritorno sull’investimento che puoi fare, perché ti permette di ottenere risultati tangibili in tempi relativamente brevi.

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Pagine Principali

Qui trovi le pagine che, al momento attuale, generano il maggior volume di traffico e possiedono il più alto numero di keyword posizionate in top 10. Sono le tue risorse più preziose, da controllare e curare con la massima attenzione perché un eventuale calo di rendimento può avere un impatto negativo significativo sul traffico complessivo del tuo sito.

Come per le altre sezioni, puoi selezionare ogni URL per visualizzarne l’analisi di dettaglio, con il grafico sull’andamento del traffico e l’elenco completo delle parole chiave che ne determinano il successo.

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Pagine con più keyword

Questa sezione ti offre una prospettiva diversa rispetto alle “Pagine Principali”: qui l’elenco non è ordinato per traffico, ma per la quantità di keyword per cui ogni URL si posiziona nelle prime 5 pagine di Google. È la vista fondamentale per individuare la tua copertura semantica: scopri quali sono i contenuti che Google ritiene rilevanti per il ventaglio più ampio di query, indipendentemente da quante visite portano oggi.

L’interfaccia è divisa in due aree interattive per garantirti velocità di analisi:

  • La tabella di sinistra riporta la lista completa degli URL ordinata per numero di keyword totali. Per ogni pagina vedi subito il Traffico stimato, il totale delle Keyword e le Menzioni AI.
  • Il pannello di destra ti porta al dettaglio: cliccando su una qualsiasi riga della tabella a sinistra, attivi il Rendimento pagina specifico di quell’URL. Potrai analizzare immediatamente il grafico dell’andamento nel tempo, il valore di PZA (l’autorevolezza della pagina) e la tabella dettagliata con tutte le singole keyword per cui quella specifica pagina si posiziona, complete di metriche di opportunità (KD, KO). Inoltre, accedi anche all’Analisi SEO per quell’URL, che ti dà le indicazioni pratiche per ulteriori ottimizzazioni.

Usa questi dati per trovare le opportunità di ottimizzazione immediate. Se vedi una pagina con centinaia di keyword posizionate ma traffico basso, hai trovato un contenuto che Google considera molto pertinente per il topic (copre molte query), ma che probabilmente è fermo in 3ª o 4ª pagina. Lavorare su questi URL ti garantisce spesso il ROI più alto.

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Pagine con trend positivo e con trend negativo

Queste due sezioni speculari ti permettono di avere il polso della situazione sull’andamento recente del tuo sito.

  • Trend positivo raggruppa tutte le pagine che nell’ultimo periodo hanno registrato un aumento di traffico, evidenziando le keyword che sono salite nel ranking.
  • Trend negativo ti mostra invece le pagine che hanno avuto un calo di traffico, indicando quali parole chiave hanno perso posizioni.

Questi strumenti sono un sistema di allerta prezioso. Analizzando le pagine in trend negativo puoi intervenire tempestivamente per correggere eventuali problemi prima che la perdita di traffico diventi più grave. Allo stesso modo, analizzando quelle in trend positivo puoi capire quali strategie stanno funzionando e replicarle su altre aree del sito.

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Nuove Pagine

Questa sezione è un radar per i nuovi contenuti: ti mostra un elenco di tutte le pagine del tuo sito a progetto che sono state recentemente scoperte da SEOZoom e che hanno iniziato a posizionarsi in SERP per la prima volta.

L’interfaccia è una tabella semplice che elenca gli URL delle nuove pagine e la data in cui sono state rilevate. Sebbene sia essenziale, questo strumento ha un grande valore strategico per due motivi principali. In primo luogo, analizzando il tuo sito puoi verificare in quanto tempo i nuovi contenuti che pubblichi vengono indicizzati e iniziano a ottenere visibilità su Google. In secondo luogo, e forse ancora più importante, puoi usare questa funzione per monitorare la strategia editoriale dei tuoi competitor (se li hai inseriti in un progetto dedicato). Potrai così scoprire quasi in tempo reale quali nuovi argomenti stanno trattando, dandoti un vantaggio competitivo per rispondere prontamente con i tuoi contenuti.

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Cannibalizzazione

“Non metterti i bastoni tra le ruote!”. Questo è lo scopo dello strumento di analisi della cannibalizzazione, il fenomeno che si verifica quando più pagine dello stesso sito finiscono per competere tra loro per le stesse parole chiave, confondendo Google e danneggiandosi a vicenda. Il motore di ricerca potrebbe non capire quale sia la pagina più importante per una certa query e, di conseguenza, far fluttuare entrambe le pagine nel ranking o posizionare quella meno rilevante.

Lo strumento scansiona il tuo progetto e ti mostra tutti i casi di potenziale sovrapposizione. La tabella elenca le pagine in conflitto e, per ognuna, una percentuale di “duplicazione” che indica quanto è forte la loro concorrenza interna. Cliccando sul pulsante “Duplicati” puoi vedere nel dettaglio quali sono le keyword contese e quali sono gli altri URL del tuo sito che competono per esse. È importante chiarire che non si tratta di “contenuto duplicato” (testo copiato), ma di una “duplicazione di intento”.

Questa analisi è il punto di partenza per decidere come intervenire: potresti unificare i contenuti in un’unica pagina più completa, differenziare meglio gli argomenti trattati o usare degli accorgimenti tecnici per segnalare a Google la tua pagina preferita.

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Pagine Monitorate

Le ottimizzazioni che fai portano davvero dei risultati? Qui lo puoi scoprire.

Inserisci manualmente gli URL o intere sezioni del sito su cui stai lavorando attivamente e ne tieni traccia nel tempo, così da seguire gli effetti delle tue modifiche e verificare se portano a miglioramenti reali.

Per ogni URL che aggiungi puoi eseguire diverse azioni strategiche:

  • Salvare lo stato attuale: puoi creare una sorta di “fotografia” della pagina in un dato momento. Questo è utilissimo per fare analisi “prima e dopo” un intervento di ottimizzazione.
  • Aggiungere note: per ogni salvataggio, puoi annotare le modifiche che hai apportato (esempio: “aggiornato il paragrafo X”, “aggiunti 3 link interni”, “modificato il title”).
  • Confrontare i dati nel tempo: lo strumento ti mostrerà l’evoluzione delle performance della pagina, permettendoti di correlare i cambiamenti nel ranking e nel traffico alle azioni che hai annotato.
  • Scaricare le versioni HTML: puoi scaricare il codice HTML delle diverse versioni che hai salvato, una funzione molto utile per analisi tecniche più approfondite o per un backup di sicurezza.

È il modo più efficace per seguire l’evoluzione dei tuoi contenuti chiave, verificare l’impatto del tuo lavoro e tenere sotto controllo le aree più strategiche del sito.

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Sezioni

Se il tuo sito ha aree tematiche ben distinte – come un blog, un ecommerce o aree in lingue diverse – lo strumento Sezioni ti permette di analizzarle separatamente, come se fossero dei “micro-progetti” all’interno del progetto principale.

Per creare una sezione ti basta inserire un percorso (in gergo “path”), come ad esempio /blog/ o /negozio/, e SEOZoom raccoglierà e ti mostrerà dati dedicati esclusivamente agli URL che si trovano all’interno di quel percorso. Per ogni sezione creata avrai a disposizione una dashboard personalizzata con dati su traffico, parole chiave, rendimento delle singole pagine, pagine con potenziale e pagine che non rendono. In questo modo puoi capire subito cosa funziona, cosa migliorare e dove intervenire per far crescere ogni singola parte del tuo progetto in modo indipendente e mirato.

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URL Inspector

URL Inspector è uno degli strumenti più potenti e avanzati della piattaforma, pensato per utenti esperti che necessitano di un’analisi chirurgica dei propri contenuti. Per via della sua complessità, è disponibile a partire dai piani Professional.

Il suo scopo è unico: ti rivela qual è la parola chiave principale per cui Google considera rilevante ogni tuo URL e ti permette di verificare se hai effettivamente ottimizzato la pagina per quella specifica query che attira traffico. Spesso, infatti, una pagina si posiziona e riceve visite per una keyword che non era quella che avevamo in mente durante la stesura.

Dopo una scansione approfondita di tutte le pagine del progetto, lo strumento ti mostra per ogni URL qual è la sua “main keyword” secondo l’algoritmo di SEOZoom. Analizza quindi la presenza di questa parola chiave nei punti strategici della pagina (URL stesso, title, heading) e valuta la coerenza tra la struttura, il contenuto e l’intento della query. Il risultato non è solo un dato, ma un’indicazione operativa: l’algoritmo ti suggerisce se è il caso di migliorare la pagina per allinearla meglio alla sua keyword principale, o se invece conviene creare un nuovo contenuto più specifico per intercettare meglio quella query, evitando così di avere una pagina troppo generica.

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Opportunità Social

Qui è dove la SEO incontra il mondo dei social media, che ormai hanno un peso crescente anche su Google.

La funzione analizza le SERP di Google per le keyword del tuo settore e ti mostra dove i contenuti provenienti da piattaforme social (come YouTube, Instagram, TikTok, Facebook, LinkedIn, Reddit e così via) si stanno posizionando nella top 10. Ti svela quindi preziose opportunità per diversificare la tua strategia e creare contenuti multimediali per competere in SERP dove un classico articolo di testo potrebbe non essere la scelta vincente.

L’analisi si basa sui competitor che hai impostato nel progetto, rendendo i risultati estremamente pertinenti per il tuo ambito di attività. La tabella principale elenca le parole chiave e indica quale piattaforma social sta ottenendo visibilità. Puoi usare la colonna di sinistra per filtrare l’analisi in base al social media che ti interessa di più, così da poterti concentrare su un canale o un tipo di contenuto specifico. È un supporto strategico indispensabile per dare forza alla tua presenza multicanale e rendere il tuo brand visibile in ogni touchpoint utile.

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ADS: Analizza le campagne Google Ads del tuo sito.

Oltre all’analisi organica, oggi è essenziale capire come un sito si muove nel mondo della pubblicità a pagamento. La sezione ADS ti offre proprio questa visione, permettendoti di monitorare la strategia pubblicitaria attiva sul dominio del tuo progetto.

L’area è suddivisa in due tab: Annunci e Scopri strategia di marketing.

La tab Annunci

In questa prima schermata trovi una galleria completa di tutte le campagne Google Ads, sia attive che passate, che SEOZoom ha rilevato per il sito a progetto. Gli annunci sono ordinati in ordine cronologico e puoi filtrarli per visualizzare solo quelli testuali o solo le creatività visive (immagini).

Questa visualizzazione ti permette di analizzare a colpo d’occhio i messaggi promozionali, il tono di voce, le call to action e le landing page utilizzate, per comprendere l’approccio creativo e commerciale del sito.

La tab Scopri strategia di marketing

Questo è uno strumento di analisi avanzata che, su tua richiesta, utilizza l’intelligenza artificiale per andare oltre la semplice visualizzazione degli annunci e ricostruire l’intera strategia di marketing che li sorregge.

Cliccando su “Avvia analisi” (l’operazione ha un piccolo costo in crediti AI), la piattaforma analizza tutti gli annunci, inclusi i testi contenuti nelle immagini, e produce un report strategico dettagliato che include:

  • Obiettivi e contesto. Una valutazione degli obiettivi presunti delle campagne (esempio brand awareness, lead generation, vendite).
  • Target audience. Un’identificazione del pubblico a cui si rivolgono gli annunci.
  • Value Proposition e Messaggi Chiave. L’analisi della proposta di valore e delle leve persuasive utilizzate.
  • Analisi SWOT. Un’analisi strategica che evidenzia punti di forza, debolezza, opportunità e minacce della strategia pubblicitaria.

Suggerimenti per il miglioramento. Una serie di consigli pratici e azionabili per ottimizzare le campagne esistenti.

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Analytics: i dati di Google Analytics integrati in SEOZoom

Se vuoi una visione più ampia e analitica dei risultati, puoi leggere i dati del tuo account Google Analytics all’interno di SEOZoom. Così porti nel tuo Progetto i dati reali raccolti da Google Analytics, suddivisi in dashboard pensate per leggere traffico, canali, contenuti, conversioni, ecommerce e percorsi di acquisto.

Per usare questa sezione devi collegare il Progetto a una proprietà Google Analytics dalla voce Integrazioni. Dopo il collegamento, SEOZoom recupera i dati disponibili in GA4 e li distribuisce in viste orientate al lavoro SEO, editoriale e marketing.

Il vantaggio pratico è nella struttura delle dashboard. Molti dati presenti in questa sezione esistono anche in Google Analytics, ma richiedono spesso filtri, dimensioni, report personalizzati e incroci manuali. In SEOZoom vengono già organizzati per rispondere a domande operative: quali pagine portano traffico utile, quali canali generano conversioni, quali contenuti stanno perdendo visite, quali campagne paid producono revenue, dove si interrompe il funnel ecommerce, che qualità hanno gli utenti arrivati dai motori AI.

In alto trovi sempre i filtri principali per scegliere periodo, granularità e confronto. Puoi quindi leggere i dati del periodo selezionato, confrontarli con un intervallo precedente e individuare variazioni su traffico, conversioni, engagement e revenue.

La sezione è divisa in queste aree:

  • SEO
  • Landing pages
  • Exit pages
  • AI
  • Social
  • Content
  • PPC
  • E-commerce
  • Funnel

Ogni area usa i dati Analytics con una prospettiva diversa, così puoi passare dalla lettura del traffico organico alla valutazione dei canali, dei contenuti, delle campagne e dei percorsi di conversione.

SEO

La dashboard SEO concentra i dati del traffico organico proveniente dai motori di ricerca.

Nella parte alta trovi le metriche principali del periodo selezionato, tra cui sessioni, utenti, sessioni attive, bounce rate, pagine per sessione e conversioni. Questi dati permettono di leggere la qualità del traffico organico, oltre al suo volume: un aumento delle sessioni ha un peso diverso se cresce anche l’engagement, se le conversioni restano stabili o se gli utenti abbandonano più rapidamente il sito.

Il grafico Trend traffico organico mostra l’andamento nel tempo e il confronto con il periodo precedente. Il grafico Sorgenti organic distribuisce invece il traffico tra Google, Bing e altri motori di ricerca.

Le tabelle Top landing pages e Top exit pages aiutano a capire quali pagine attirano più ingressi organici e da quali URL gli utenti tendono a terminare la sessione. Nella parte finale trovi dati su dispositivi, Paesi, nuovi utenti, utenti di ritorno e conversioni.

Questa vista serve a capire se la SEO sta portando visite, ma soprattutto se quelle visite producono interazione e contribuiscono agli obiettivi configurati in Analytics.

Landing pages

La tab Landing pages mostra le pagine da cui iniziano le sessioni degli utenti.

Puoi analizzare tutte le sorgenti oppure filtrare la tabella per canali specifici: organico Google, diretto, referral, chatbot AI, social media e paid. Questo permette di confrontare il rendimento della stessa pagina in base al canale di ingresso.

Una landing può ricevere molte visite da organico, convertire meglio da traffico diretto e generare scarso engagement da social. La vista aiuta quindi a distinguere il rendimento della pagina dalla qualità del canale che porta l’utente su quell’URL.

Per ogni landing page trovi sessioni, utenti, engagement, bounce, durata media e conversioni. Puoi cercare uno specifico percorso pagina e scaricare i dati in XLSX o CSV.

Questa tab è utile quando devi individuare le pagine che attirano traffico qualificato, capire quali sorgenti alimentano determinati URL e scegliere dove intervenire su contenuto, promessa, call to action o coerenza tra canale e pagina di atterraggio.

Exit pages

La tab Exit pages mostra le pagine da cui gli utenti terminano la sessione.

GA4 non espone una metrica nativa “exits” come nelle versioni precedenti di Analytics. Per questo SEOZoom usa una stima, indicata nella colonna Exits (stima), calcolata come proxy a partire dai dati disponibili.

La tabella mostra, per ogni URL, exits stimate, views, sessioni e bounce rate. Il dato va letto in relazione alla funzione della pagina: molte uscite possono essere normali su una pagina di conferma, su un contenuto informativo completo o su una pagina di servizio. Diventano invece un segnale da approfondire quando si combinano con bounce elevato, bassa durata, poche conversioni o interruzioni anomale nel percorso.

Questa vista aiuta a riconoscere i punti in cui la navigazione si chiude e a capire se l’uscita è coerente con il ruolo della pagina oppure se sta interrompendo un possibile percorso di conversione.

AI

La dashboard AI isola il traffico reale proveniente da motori e chatbot AI, come ChatGPT, Claude, Perplexity, Gemini e altri referral riconosciuti.

Questa sezione misura le visite effettive arrivate al sito dopo un passaggio da ambienti AI. Non misura le citazioni del brand nelle risposte generate, ma il traffico che quelle piattaforme portano davvero al sito.

Nella parte alta trovi sessioni da AI, quota sul totale, engagement rate, sessioni coinvolte e conversioni. Il grafico Share motore AI mostra quali piattaforme generano più traffico, mentre il grafico Trend sessioni per motore permette di seguire l’evoluzione nel tempo.

Il box AI vs SEO confronta gli utenti arrivati dai motori AI con quelli provenienti dalla SEO tradizionale. Puoi verificare se il traffico AI mostra maggiore coinvolgimento, più pagine viste, una durata superiore o un tasso di conversione diverso. È una lettura utile perché l’utente che arriva da un chatbot ha spesso già ricevuto una prima selezione dell’informazione e può entrare sul sito con un’intenzione più qualificata.

La tabella Top landing page da AI mostra quali pagine ricevono visite dai motori AI e indica, tramite badge, quali piattaforme hanno generato il traffico. Il grafico di flusso ricostruisce la navigazione successiva degli utenti, aiutando a capire se la pagina suggerita dall’AI apre un percorso più profondo o si ferma alla prima visita.

Nella parte finale trovi device, Paesi, conversioni per motore e rapporto tra nuovi utenti e utenti di ritorno. Questa dashboard collega la nuova visibilità generativa al comportamento reale sul sito.

Social

La tab Social analizza il traffico proveniente dai social network.

La dashboard mostra sessioni da social, quota sul totale, engagement rate, sessioni coinvolte e conversioni. I grafici iniziali indicano la distribuzione delle visite per network e l’andamento delle sessioni nel tempo.

Il confronto Social vs SEO aiuta a distinguere traffico e valore. Un social può portare molte visite e poche conversioni, oppure generare meno sessioni ma utenti più coinvolti. La lettura comparativa permette di capire se il canale sta creando attenzione, navigazione o risultati concreti.

La tabella Top landing page da social mostra dove atterrano gli utenti provenienti dai social, con badge dedicati al network di origine. Il flusso di navigazione mostra come si muovono dopo l’ingresso.

La sezione richiama anche l’uso degli UTM. Per valutare singoli post, campagne o contenuti social, i link devono essere tracciati in modo coerente. Senza UTM, Analytics può riconoscere il network di provenienza, ma la lettura perde dettaglio sull’attività specifica che ha generato la visita.

Content

La dashboard Content legge il rendimento delle pagine e dei contenuti del sito.

In alto puoi filtrare gli URL per percorso e usare preset dedicati a specifiche sezioni, come blog, guide o altre aree del sito. Questa impostazione permette di analizzare porzioni diverse del progetto senza mescolare pagine con funzioni differenti.

La parte iniziale mostra pagine con visite, visite totali, engagement rate e tempo medio pagina. La tabella Top post per engagement evidenzia i contenuti che generano più coinvolgimento, mentre Top post per conversioni mostra le pagine che contribuiscono di più agli obiettivi configurati in Analytics.

La sezione Contenuti in calo segnala le pagine che stanno perdendo visite rispetto al periodo precedente. Può diventare una base di lavoro per aggiornamenti editoriali, revisioni SEO, controlli tecnici o interventi di internal linking.

Nella parte bassa trovi il flusso di navigazione interno, la distribuzione delle sorgenti di traffico, la performance per cluster di contenuto e i dati su device e sistema operativo. Questa tab aiuta a leggere i contenuti come asset misurabili: quali attirano utenti, quali trattengono attenzione, quali generano valore e quali stanno perdendo forza.

PPC

La tab PPC analizza traffico, conversioni e revenue delle campagne a pagamento tracciate in Analytics.

Nella parte alta trovi sessioni paid, utenti paid, conversioni, revenue, conversion rate e valore per sessione. Il grafico Trend traffico paid mette in relazione sessioni e conversioni, mentre i blocchi successivi mostrano la distribuzione per canale e per sorgente.

La tabella Top campagne paid elenca le campagne rilevate, con dati su sorgente, canale, sessioni, conversioni, conversion rate, revenue e valore per sessione. La precisione della lettura dipende dalla qualità del tracciamento: UTM coerenti, naming ordinato delle campagne e configurazioni GA4 corrette rendono il report più affidabile.

Il confronto Paid vs Organic aiuta a valutare il rendimento del traffico a pagamento rispetto all’organico in termini di engagement, pagine per sessione, durata media, conversion rate e valore generato.

La sezione Cannibalization analysis segnala possibili casi in cui il sito sta pagando traffico su ricerche o percorsi già coperti dall’organico. La Heatmap conversion rate mostra invece giorni e orari in cui le campagne generano più conversioni, così puoi leggere quando il traffico paid rende meglio e quando assorbe budget con minore ritorno.

Nella parte finale trovi le top landing page paid, la distribuzione geografica e il breakdown per device.

E-commerce

La dashboard E-commerce raccoglie le metriche di vendita disponibili in GA4.

Per funzionare in modo completo richiede una configurazione corretta degli eventi ecommerce, come view_item, add_to_cart, begin_checkout, add_payment_info e purchase. Quando alcuni eventi mancano o non vengono inviati correttamente, SEOZoom mostra avvisi nelle sezioni interessate.

Nella parte alta trovi revenue, ordini, valore medio ordine, conversion rate e visitatori unici. Il grafico Revenue trend giornaliero mostra l’andamento di entrate e ordini, mentre Revenue per sorgente indica quali canali contribuiscono al fatturato.

La tabella Top prodotti per revenue mostra prodotti, servizi o piani che generano più ricavi, con dati su visualizzazioni, aggiunte al carrello, acquisti e revenue, quando gli eventi necessari sono disponibili.

La sezione Checkout funnel ricostruisce il percorso di acquisto e mostra i passaggi tra visualizzazione prodotto, aggiunta al carrello, checkout, inserimento pagamento e acquisto. Il box Cart abandonment evidenzia la quota di utenti che interrompe il processo prima di completare l’ordine.

Più in basso trovi i referral monetizzati, cioè le sorgenti che generano revenue, e la sezione Viewed vs Purchased, disponibile quando l’evento view_item è configurato.

Questa dashboard serve a capire quanto vende il sito, quali canali generano entrate e dove il percorso ecommerce perde utenti.

Funnel

La tab Funnel ricostruisce i percorsi di conversione e il ruolo dei diversi touchpoint.

La dashboard parte da conversion rate, touch medi per conversione, conversioni totali e assist AI. Il suo obiettivo è leggere il contributo dei canali lungo il percorso dell’utente, distinguendo il primo contatto dal canale che chiude la conversione.

La sezione Attribution models confronta diversi modelli di assegnazione del valore, tra cui last click, first click e modello lineare. Il last click attribuisce il merito al canale finale prima della conversione, il first click valorizza il primo punto di contatto, il modello lineare distribuisce il valore tra più passaggi.

La tabella Top conversion paths mostra i percorsi più frequenti tra primo touch e ultimo touch, con conversioni, revenue e sessioni associate. Puoi così vedere se un canale apre il percorso e un altro lo chiude, oppure se alcune sorgenti lavorano soprattutto in fase di assistenza.

La sezione Revenue attribution distribuisce il fatturato tra le sorgenti secondo il modello disponibile, mentre AI assist conversions mostra quante conversioni hanno ricevuto un contributo da canali AI nel percorso.

Nella parte finale, Touchpoint distribution confronta primo touch e last touch per sorgente. Conversion lag indica quanti giorni passano tra il primo contatto e la conversione finale.

Questa vista aiuta a leggere il valore dei canali oltre l’ultimo clic. Un canale può generare poche conversioni dirette e avere comunque un ruolo decisivo nella scoperta, nel ritorno dell’utente o nella maturazione della scelta.

Configurazioni e dati disponibili

Le dashboard Analytics di SEOZoom lavorano sui dati raccolti nella proprietà Google Analytics collegata al Progetto. La completezza delle viste dipende quindi dalla qualità del tracciamento configurato sul sito.

Per ottenere report più completi è utile controllare:

  • conversioni e obiettivi in GA4;
  • eventi ecommerce;
  • data layer, quando necessario;
  • parametri UTM per social, paid, newsletter e campagne esterne;
  • proprietà e stream corretti;
  • eventuali sottodomini coinvolti nel percorso di acquisto o conversione.

 

Alcuni dati possono essere stimati o ricostruiti tramite proxy, come nel caso delle exit page, perché GA4 non espone sempre tutte le metriche in forma nativa. Quando esiste un limite tecnico, SEOZoom lo segnala direttamente nella dashboard.

La sezione Analytics va letta come una vista operativa sui dati GA4: SEOZoom organizza, confronta e rende più accessibili le informazioni raccolte da Analytics, mentre la qualità dell’analisi resta legata alla qualità del tracciamento configurato sul sito.

 

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Search Console: i dati reali di Google arricchiti da SEOZoom

La sezione Search Console porta nel Progetto SEOZoom i dati reali della proprietà Google Search Console collegata e li trasforma in un ambiente di analisi SEO avanzata.

Prima, l’integrazione con Search Console serviva soprattutto ad agevolare l’importazione delle keyword nel progetto. Ora diventa una sezione autonoma, pensata per leggere query, pagine, clic, impressioni, CTR e posizione media con una profondità maggiore rispetto alla vista nativa di Google.

Il punto centrale è l’arricchimento del dato. Search Console mostra ciò che accade tra il sito e Google, ma lascia molte informazioni separate: query, pagine, Paesi, dispositivi, tipi di ricerca, CTR, confronti temporali. SEOZoom riorganizza questi dati e li collega alle informazioni proprietarie della piattaforma, come volume di ricerca, stagionalità, intento, SERP feature, opportunità, cannibalizzazioni, anomalie CTR e, quando è collegato anche GA4, revenue attribuita alle keyword.

Per usare questa sezione devi collegare il Progetto a una proprietà Google Search Console dalla voce Integrazioni. Dopo il collegamento, SEOZoom recupera i dati disponibili e li distribuisce nelle diverse aree di analisi.

In alto trovi i filtri principali per scegliere periodo, granularità e confronto. In alcune viste sono presenti filtri aggiuntivi per Paese, device, keyword, URL, tipologia di query o search appearance.

La sezione è divisa in queste aree:

  • Panoramica
  • Esplora keyword
  • Performance Pagine
  • Opportunità
  • Search Intent
  • Paesi & Device
  • Confronto Periodi
  • Cannibalizzazioni
  • Revenue per Keyword
  • CTR Anomaly Detector

 

Ogni area parte dai dati Search Console e li interpreta con un taglio diverso: visione generale, analisi delle query, rendimento degli URL, opportunità operative, intenti, distribuzione geografica, confronto tra periodi, conflitti interni tra pagine, valore economico stimato e anomalie di CTR.

Panoramica

La Panoramica è la dashboard iniziale della sezione Search Console. Riassume lo stato del traffico organico rilevato da Google e mette subito in evidenza le aree che meritano analisi.

Nella parte alta trovi le metriche principali del periodo selezionato: impressioni, clic, CTR medio e posizione media. Subito sotto, la Distribuzione posizioni mostra quante keyword si trovano nelle principali fasce di ranking, ad esempio top 3, prima pagina, seconda pagina, posizioni più distanti e oltre. Questa vista aiuta a capire se il sito sta concentrando la visibilità nelle posizioni più utili o se ha molte query vicine a una soglia di crescita.

Il blocco Search Type distribuisce i dati tra Web, Immagini, Video, News e Discover, quando disponibili nella proprietà collegata. In questo modo puoi capire da quali superfici di Google arrivano impressioni e clic, senza limitarti alla sola ricerca web.

La dashboard prosegue con tabelle operative dedicate a pagine e keyword: Top pagine per click, Top keyword per click, Keyword che crescono, Keyword che calano, A un passo dalla prima pagina, Molte impressioni, pochi clic, Keyword nuove e Keyword in forte calo.

Questi blocchi servono a trasformare la panoramica in una lista di priorità. Una keyword vicina alla prima pagina può essere un’occasione di ottimizzazione. Una query con molte impressioni e pochi clic può indicare un problema di snippet, una SERP poco favorevole o una risposta già assorbita da altri elementi. Una keyword nuova può aprire una direzione editoriale non ancora presidiata.

Nella parte finale trovi la mappa delle Top pagine per keyword, il confronto tra dispositivi e i rich result attivati. Da qui puoi passare alle sezioni più specifiche, in particolare al CTR Anomaly Detector quando vuoi capire perché alcune posizioni generano meno clic del previsto.

Esplora keyword

Esplora keyword mostra l’elenco delle query che hanno generato clic e impressioni nel periodo selezionato.

Questa vista parte dai dati reali di Search Console e li arricchisce con informazioni SEOZoom quando disponibili. Accanto a clic, impressioni, CTR, posizione e variazione di posizione, puoi leggere volume di ricerca, stagionalità, intento e SERP feature.

Il valore della sezione sta proprio in questo incrocio. Una query con pochi clic può avere un volume interessante, una stagionalità in crescita o una SERP molto ricca. Una keyword con molte impressioni e CTR basso può diventare un intervento sul title, sulla description o sulla coerenza tra query e pagina. Una query già forte può invece mostrare segnali utili per consolidare un cluster.

In alto puoi filtrare le keyword per tipologia, brand, query in forma di domanda e search appearance. Questi filtri aiutano a isolare gruppi di query con funzioni diverse: ricerche branded, domande informative, keyword con feature specifiche o query da analizzare in modo più verticale.

La tabella mostra anche l’URL principale associato alla keyword. In questo modo puoi capire quale pagina Google sta premiando per quella query e verificare se coincide con l’intento della tua strategia. Se più query importanti convergono sullo stesso URL, la pagina può essere un asset da rafforzare. Se una query rilevante porta traffico a una pagina poco adatta, può emergere un problema di allineamento o un’opportunità per creare un contenuto più mirato.

Le tabelle possono essere esportate in XLSX o CSV, così da lavorare sui dati anche fuori dalla piattaforma.

Performance Pagine

Performance Pagine sposta l’analisi dalle query agli URL.

La tabella mostra tutte le pagine del sito tracciate da Google Search Console nel periodo selezionato, con clic, impressioni, CTR, posizione media, variazione di posizione, numero di keyword e top keyword associata alla pagina.

Questa vista serve a capire quali URL concentrano traffico reale, quali pagine hanno ampia copertura semantica e quali contenuti ricevono impressioni senza trasformarle in clic. È particolarmente utile quando vuoi leggere il rendimento del sito non come elenco di keyword isolate, ma come insieme di pagine che competono, attraggono traffico e presidiano cluster di ricerca.

Espandendo una riga puoi approfondire le keyword associate a quella pagina. In questo modo verifichi quali query stanno davvero portando visibilità e puoi distinguere tre casi molto diversi: una pagina che funziona per il topic previsto, una pagina che intercetta query inattese ma utili, una pagina che riceve impressioni su ricerche poco coerenti con il contenuto.

La ricerca per URL consente di isolare un percorso specifico, come una sezione del blog, una categoria ecommerce o una pagina commerciale. L’esportazione in XLSX o CSV permette di usare i dati in analisi esterne, report o fogli di lavoro condivisi.

Opportunità

La sezione Opportunità raccoglie le query e le pagine su cui SEOZoom individua margini di intervento a partire dai dati Search Console.

Qui il dato non viene mostrato solo come tabella, ma trasformato in card operative. Ogni opportunità riporta keyword, posizione, clic, CTR, volume, lift stimato e una breve diagnosi. I filtri in alto permettono di concentrarsi su casi specifici: A un passo dalla 1ª pagina, CTR sotto media, Quick wins, Content gap e Title da ottimizzare.

Una keyword a un passo dalla prima pagina può indicare un contenuto già rilevante, ma ancora poco forte per superare la soglia della top 10. Un CTR sotto media segnala invece una distanza tra visibilità e clic. Il contenuto viene mostrato, ma non convince abbastanza l’utente o viene penalizzato dalla forma della SERP. I quick wins sono opportunità più vicine all’intervento immediato, mentre i content gap segnalano aree in cui la pagina può risultare insufficiente rispetto alla domanda intercettata.

Da ogni card puoi avviare Genera piano, che produce un piano d’azione AI specializzato per l’opportunità selezionata. La generazione consuma crediti e analizza la situazione della keyword per proporre una diagnosi, varianti di title, meta description, trigger di comunicazione, suggerimenti di A/B test e attività operative ordinate. La generazione del piano d’azione AI è un’operazione a consumo che richiede un’elaborazione specifica da parte del modello AI. Ogni nuovo piano generato ha un costo di 5 crediti, scalati dal tuo credito AI.

Questa sezione è pensata per passare dal problema all’intervento. Non mostra solo una keyword con CTR basso o una posizione migliorabile: aiuta a capire quale azione può avere più senso, se lavorare sullo snippet, rafforzare il contenuto, cambiare angolo editoriale o monitorare il risultato dopo la modifica.

Search Intent

La tab Search Intent aiuta a leggere la composizione del traffico organico del sito partendo dalle keyword della proprietà Google Search Console.

Nella parte alta trovi la Distribuzione Search Intent, che raggruppa le keyword in base all’intento di ricerca — informativo, navigazionale, transazionale, commerciale e non determinato — e mostra per ogni gruppo clic, numero di keyword e impressioni. Questa vista è utile per capire che tipo di domanda intercetta oggi il sito e se la copertura è sbilanciata verso alcune aree del funnel.

Sotto la distribuzione è disponibile la sezione Topic Cluster, che permette di usare l’AI per raggruppare semanticamente le keyword del progetto.

Con il pulsante Genera cluster puoi avviare un’analisi sulle top 300 keyword del progetto: il sistema utilizza Gemini per organizzarle in 15-30 cluster semantici, con un tempo stimato di elaborazione di circa 30-60 secondi. Prima dell’avvio viene mostrato anche il costo in crediti dell’operazione.

Una volta completata la generazione, SEOZoom restituisce una serie di card, una per ogni cluster, che riportano:

  • nome del cluster;
  • breve descrizione del tema;
  • clic, impressioni, posizione media e volume complessivo;
  • keyword rappresentative del cluster;
  • numero totale di keyword contenute;
  • pulsante Vedi keyword per approfondire il dettaglio.

 

In alto vengono inoltre indicati il numero di cluster generati, il numero di keyword analizzate e il modello AI utilizzato.

La generazione dei cluster semantici AI è un’operazione a consumo che analizza le top keyword del progetto e le raggruppa in topic tramite AI. Ogni nuova generazione ha un costo di 15 crediti, scalati dal tuo credito AI.

Questa funzione è utile per trasformare l’elenco delle query in una lettura più strategica: non solo capire con quali intenti il sito riceve traffico, ma anche quali aree semantiche presidia davvero, dove esistono nuclei di contenuto forti e dove invece si aprono spazi per nuovi hub, articoli o ottimizzazioni editoriali.

In fondo alla sezione può comparire anche l’elenco delle keyword non clusterizzate, cioè query che non sono state raggruppate semanticamente con altre.

Paesi & Device

La sezione Paesi & Device mostra come si distribuisce il traffico Search Console per area geografica, dispositivo e tipo di ricerca.

La tabella Top paesi riporta clic, quota sul totale, impressioni, CTR e posizione media per Paese. Il box di concentrazione geografica evidenzia quanto traffico è concentrato nei Paesi principali. Questa lettura è utile per capire se il sito sta ricevendo traffico nel mercato corretto, se ci sono Paesi con molte impressioni e pochi clic o se alcune aree mostrano posizioni medie più deboli.

Il Device breakdown divide i dati tra desktop, mobile e tablet, mostrando clic, CTR, posizione media e impressioni. La differenza tra dispositivi può spiegare variazioni di CTR o performance: una query può rendere bene da desktop e molto meno da mobile, oppure avere posizione simile ma comportamento diverso in base alla forma della SERP.

Il blocco Search Type breakdown distribuisce clic e impressioni tra Web, Immagini, Video, News e Discover. Questa vista aiuta a capire se la visibilità del sito dipende quasi tutta dalla ricerca web o se esistono superfici aggiuntive da analizzare.

Confronto Periodi

Confronto Periodi permette di confrontare due intervalli temporali sui dati Search Console.

È una delle viste più utili per capire che cosa è cambiato davvero. Puoi selezionare Periodo A e Periodo B, usare preset di confronto, filtrare per keyword, URL, Paese e device, e leggere le variazioni aggregate di clic, impressioni, CTR, posizione media e keyword posizionate.

La sezione separa i risultati in quattro blocchi: Winner Keywords, Loser Keywords, Winner Pages e Loser Pages. In questo modo puoi vedere quali query e quali URL hanno guadagnato clic reali, e quali invece li hanno persi.

La differenza rispetto a una classica analisi di ranking è forte: qui non guardi solo traffico stimato o variazioni teoriche, ma il movimento misurato da Google Search Console. Se una pagina ha perso clic, puoi vedere se il calo dipende da minori impressioni, peggioramento di posizione, riduzione del CTR o combinazione di più fattori.

Questa vista funziona come una Time Machine basata sui dati reali GSC. È utile dopo aggiornamenti algoritmici, modifiche editoriali, migrazioni, interventi SEO o variazioni stagionali. La dashboard segnala anche eventuali limiti tecnici, come il conteggio keyword limitato a 5000 per periodo.

Cannibalizzazioni

La sezione Cannibalizzazioni individua le query per cui più pagine dello stesso sito competono nei dati Search Console.

La cannibalizzazione si verifica quando Google distribuisce visibilità tra più URL che presidiano la stessa keyword o lo stesso intento, invece di concentrare il segnale sulla pagina più adatta. Il risultato può essere una perdita di efficienza: le pagine si dividono impressioni, clic e autorevolezza, rendendo meno chiaro quale contenuto debba essere considerato principale.

La dashboard permette di impostare periodo, impressioni minime, numero minimo di pagine coinvolte e device. Dopo l’analisi, SEOZoom raggruppa i casi per severità alta, media e bassa.

La tabella mostra keyword, numero di pagine coinvolte, impressioni, clic, posizione media, severità e pagina principale. Aprendo un caso puoi analizzare gli URL in competizione e valutare se consolidare i contenuti, differenziare meglio l’intento, migliorare il linking interno o scegliere una pagina da rafforzare.

Il vantaggio rispetto a una lettura manuale di GSC è la sintesi del conflitto. Search Console mostra query e URL, ma non evidenzia sempre in modo immediato quando più pagine stanno competendo sullo stesso spazio. SEOZoom trasforma quel segnale in una lista di casi da valutare.

Revenue per Keyword

Revenue per Keyword incrocia i dati di Google Search Console con quelli di GA4 organico per stimare il valore economico attribuibile alle keyword.

Questa vista richiede sia Search Console sia Google Analytics collegati al Progetto. Il sistema identifica per ogni keyword GSC la landing page principale, recupera da GA4 il traffico organico atterrato su quella pagina e legge sessioni, conversioni e revenue disponibili. Il valore viene poi attribuito alla keyword in proporzione al peso dei clic sul totale della pagina.

Il punto tecnico è importante: il dato è un’attribuzione stimata, non una misurazione diretta assoluta “keyword → vendita”. Google non fornisce in modo nativo il percorso completo che collega ogni singola query organica alla revenue finale. SEOZoom costruisce quindi una lettura approssimata, utile per capire quali keyword sembrano contribuire di più al valore economico, ma da interpretare come modello di attribuzione.

La parte alta mostra revenue totale attribuita, conversioni totali, keyword analizzate e percentuale di match GA4. La dashboard segnala anche le keyword senza match, cioè i casi in cui la landing page non riceve traffico organico GA4 nel periodo o non può essere collegata correttamente.

La tabella riporta keyword, URL, clic GSC, impressioni, posizione, sessioni attribuite, conversioni attribuite, revenue attribuita ed euro per clic.

Questa sezione è utile quando vuoi superare la lettura del traffico come semplice volume. Due keyword possono portare clic simili, ma contribuire in modo diverso a conversioni e revenue. Revenue per Keyword aiuta a individuare query che meritano più attenzione perché sembrano più vicine al valore economico del progetto.

CTR Anomaly Detector

CTR Anomaly Detector individua le keyword in cui il CTR reale è molto più basso rispetto a quello atteso per la posizione media del sito.

La funzione costruisce una curva CTR baseline del tuo sito per posizione e confronta il rendimento atteso con quello reale. Se una keyword in posizione alta genera molti meno clic del previsto, viene segnalata come anomala.

La dashboard mostra keyword anomale, clic attesi, clic reali e clic persi stimati. Il grafico della curva CTR permette di vedere il comportamento medio del sito nelle diverse posizioni, mentre la tabella elenca le keyword ordinate per clic persi.

Per ogni keyword trovi posizione, impressioni, clic reali, CTR reale, clic attesi, CTR atteso, clic persi, severity, causa probabile e intento.

Le cause possibili includono AI Overview, featured snippet, box People Also Ask, video carousel, annunci dominanti o title/snippet poco efficace. Search Console, da sola, non distingue quale elemento della SERP abbia ridotto il CTR. Per questo SEOZoom indica cause probabili e invita a verificare manualmente la SERP attuale per la keyword analizzata.

Questa vista è utile quando una buona posizione non porta traffico. In alcuni casi il problema è lo snippet e ha senso lavorare su title e meta description. In altri, la SERP è occupata da elementi che assorbono attenzione e clic, come AI Overview o feature visive. La distinzione aiuta a scegliere se intervenire sulla pagina, cambiare approccio o rivalutare il potenziale reale della query.

Dati disponibili, arricchimenti e limiti

La sezione Search Console lavora sui dati disponibili nella proprietà Google Search Console collegata al Progetto. Le metriche principali, come clic, impressioni, CTR e posizione media, derivano da GSC.

Gli arricchimenti SEOZoom, come volume, stagionalità, intent e SERP feature, sono disponibili quando la keyword può essere collegata al database SEOZoom. Se una query non è presente nel database, alcune informazioni possono risultare assenti o non determinate.

Le viste che incrociano più fonti richiedono configurazioni aggiuntive. Revenue per Keyword, ad esempio, ha bisogno anche del collegamento con GA4 e lavora tramite attribuzione stimata. CTR Anomaly Detector calcola anomalie e cause probabili, ma la verifica finale richiede il controllo della SERP attuale.

In diverse sezioni puoi esportare i dati in XLSX o CSV, usare la ricerca interna e filtrare le informazioni per restringere l’analisi. La qualità della lettura dipende dalla proprietà collegata, dal periodo selezionato e dalla disponibilità dei dati nelle fonti usate.

Search Console resta la fonte del dato reale. SEOZoom aggiunge struttura, priorità e interpretazione operativa, così i dati raccolti da Google diventano più facili da collegare alle decisioni SEO.

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Blocco Note

Il blocco note è lo spazio in cui puoi annotare informazioni direttamente collegate al progetto e tenere traccia del tuo lavoro.

All’interno di questa sezione puoi scrivere e salvare qualsiasi tipo di appunto, aggiornamento o informazione che ritieni possa servirti durante le attività di ottimizzazione. La sua vera forza sta nell’integrazione con il resto della piattaforma: puoi infatti aggiungere una nota anche da altri strumenti, come ad esempio direttamente sul grafico dell’andamento del dominio nella Panoramica. Questa funzione ti permette di “segnare” sul grafico eventi importanti, come l’inizio di una campagna di link building, un’ottimizzazione massiva dei contenuti o la data di un aggiornamento di Google, per poter correlare in futuro le variazioni di traffico a eventi specifici.

Ogni nota rimane visibile e consultabile da chi apre il progetto, così il lavoro è condiviso con tutto il team. 

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Modifica: le impostazioni del tuo progetto

Quest’area è il pannello di controllo del tuo progetto, dove puoi modificare in qualsiasi momento tutte le configurazioni che hai impostato durante la fase di creazione.

  • Keyword: qui gestisci l’elenco delle parole chiave che hai deciso di monitorare ogni 24 ore. Puoi aggiungerne di nuove, rimuoverle, oppure organizzarle assegnando dei tag specifici. Da qui, inoltre, puoi usare SEOZoom come un semplice rank tracker: impostando una lingua, una nazione o una località specifica, otterrai solo il dato di posizionamento in quella SERP geolocalizzata, senza i volumi di ricerca.
  • Competitor e Brand: in queste sezioni puoi aggiornare rispettivamente la lista dei concorrenti da analizzare e l’elenco delle parole chiave legate al tuo brand, ai tuoi prodotti o alle persone chiave della tua azienda.

Utenti: se hai bisogno di condividere i dati del progetto con clienti o collaboratori, da qui puoi gestire gli accessi. Ti basta inserire nome e indirizzo email della persona a cui vuoi dare accesso: riceverà un invito per visualizzare i dati del singolo progetto, senza la possibilità di apportare modifiche.

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Integrazioni: potenzia l’analisi con strumenti esterni

La sezione Integrazioni collega il Progetto SEOZoom alle principali fonti esterne necessarie per leggere il rendimento reale del sito. Attraverso le connessioni con Google Analytics, Google Search Console e Looker Studio puoi arricchire l’analisi con dati di traffico, comportamento, query, pagine, conversioni e reportistica avanzata.

L’integrazione serve a ridurre la distanza tra ciò che SEOZoom misura e ciò che accade sul sito. I dati proprietari della piattaforma continuano a mostrare ranking, opportunità, competitor, intenti e segnali AI. Le fonti Google aggiungono clic reali, impressioni, sessioni, conversioni, revenue e percorsi utente. La lettura diventa più precisa perché le due prospettive lavorano nello stesso Progetto.

Le principali integrazioni disponibili sono:

  • Google Analytics. Da qui puoi leggere i dati GA4 organizzati in dashboard dedicate a SEO, landing page, exit page, traffico AI, social, contenuti, PPC, ecommerce e funnel. Questa integrazione permette di capire quali canali portano sessioni e conversioni, quali pagine generano engagement, dove gli utenti interrompono il percorso, quali campagne paid producono revenue e quale traffico reale arriva dai motori AI come ChatGPT, Claude, Perplexity e Gemini. La qualità delle dashboard dipende dalla configurazione della proprietà GA4, dagli eventi tracciati, dalle conversioni impostate e dagli eventuali parametri UTM usati nelle campagne.

 

  • Google Search Console. Questo collegamento abilita due funzioni molto utili. Innanzitutto, ti dà accesso alla sezione Search Console del Progetto, da cui puoi analizzare i dati reali raccolti da Google su query, pagine, clic, impressioni, CTR e posizione media. SEOZoom arricchisce questi dati con informazioni proprietarie quando disponibili, come volume di ricerca, stagionalità, intento e SERP feature. La sezione permette di lavorare su opportunità, quick wins, search intent, topic cluster, confronti tra periodi, cannibalizzazioni, revenue stimata per keyword e anomalie di CTR. L’integrazione consente poi di importare keyword già validate dalle impressioni reali del sito: così risparmi ore di lavoro e inizi a monitorare un paniere di parole chiave già validate, creando un progetto che parte da una base solida e riflette la visibilità organica che già possiedi. Da qui imposti anche lingue e varianti internazionali per il tracking che ti interessa, con una base reale già vicina alla domanda degli utenti che ti cercano.

 

In entrambi i casi, la connessione richiede l’autorizzazione con l’account Google e la selezione della proprietà corretta. Per GA4 devi scegliere la proprietà e lo stream web. Per Search Console è consigliabile usare la proprietà Dominio, così includi tutte le varianti del sito. Una volta collegata, l’integrazione resta attiva e aggiornata. Il collegamento è completamente sicuro e reversibile: puoi disconnettere l’account in qualsiasi momento, cliccando su “Scollega”.

 

  • Looker Studio: questa integrazione (disponibile per i piani superiori) ti consente di utilizzare i dati e le metriche di SEOZoom per creare grafici e report completamente personalizzati all’interno di Looker Studio (precedentemente Google Data Studio). Il processo di collegamento è un po’ più complicato – e c’è anche una guida dettagliata per accompagnarti passo dopo passo: devi copiare il token personale mostrato a schermo (se non ne hai uno attivo, puoi generarlo cliccando su “Rigenera”), cliccare su “CONNETTORE MULTI-API” per aprire il connettore ufficiale SEOZoom in Looker Studio e, quando richiesto, incollare il token copiato e selezionare i progetti SEOZoom da cui vuoi estrarre i dati. Puoi anche utilizzare il pulsante “LISTA CON TEMPLATE” per accedere ai modelli preconfigurati di SEOZoom, ideali se desideri partire da una dashboard già pronta.

 

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