Osservatorio

La sezione Osservatorio di SEOZoom raccoglie tutti gli strumenti dedicati al monitoraggio dell’evoluzione delle SERP e dell’ecosistema Google, offrendo una lettura aggiornata e comparativa di come la visibilità viene distribuita tra risultati organici, feature, risposte AI, notizie e contenuti social.

È il punto di riferimento per osservare i cambiamenti strutturali delle pagine di ricerca, verificare se ci sono update di Google in corso, individuare i settori più esposti alle trasformazioni e leggere i movimenti dei domini nel loro contesto reale.

Qui non analizzi singoli dati isolati, ma metti in relazione più segnali per capire come e perché una SERP cambia comportamento. L’Osservatorio ti aiuta a interpretare le oscillazioni del ranking, la comparsa di nuovi formati, la selezione delle fonti da parte dell’Intelligenza Artificiale e il peso crescente di News e social network nei risultati di Google. Tutti i report si basano sulle analisi continue del database SEOZoom, alimentato ogni giorno da milioni di keyword, URL e domini.

In questa area trovi diversi strumenti, organizzati per livelli di analisi.

L’Osservatorio Volatilità ti consente di monitorare l’intensità dei movimenti delle SERP, osservare la distribuzione delle SERP Feature e collegare questi dati alle classifiche dei siti più visibili e ai report Winner & Loser.

Gli Studi di Settore permettono invece di approfondire l’impatto delle AI Overview, l’attività delle testate su Google News, la presenza dei social network e l’evoluzione delle feature nei diversi ambiti tematici individuati da Google.

Completano la sezione l’area Whitepaper, che raccoglie analisi e studi basati sui dati dell’Osservatorio, e lo strumento Analizza sito web, che ti permette di lanciare un audit rapido per capire in quali settori Google colloca un dominio e come distribuisce la sua visibilità.

L’Osservatorio SEOZoom è ospitato su un sito pubblico separato dalla piattaforma – https://observatory.seozoom.com/. Puoi accedervi liberamente, anche se non hai fatto login al tuo account SEOZoom. Per impostazione predefinita, le informazioni base sono visibili a tutti – le tabelle mostrano una vista sintetica dei dati, sufficiente per comprendere le dinamiche generali del settore – mentre l’accesso completo alle informazioni e agli approfondimenti richiede l’autenticazione tramite login SEOZoom oppure via account Google o Facebook.

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Osservatorio Volatilità

L’Osservatorio Volatilità è il punto da cui partire quando vuoi capire quanto e come stanno cambiando i risultati di Google, prima ancora di chiederti se il tuo sito stia andando meglio o peggio. Qui non osservi singoli domini, ma il comportamento complessivo della SERP: il contesto in cui tutti i siti si muovono.

A differenza delle analisi focalizzate su ranking e traffico, questa sezione ti aiuta a leggere l’intensità dei movimenti e la loro distribuzione nel tempo e nei settori. Serve a rispondere a una domanda semplice, ma spesso sottovalutata: quello che sto vedendo è un caso isolato o fa parte di una dinamica più ampia?

L’Osservatorio Volatilità lavora sempre su due livelli:

  • una vista aggregata, che ti restituisce il quadro generale;
  • una vista per settore, che ti consente di capire dove si concentrano davvero i movimenti.

Tutti i dati dell’Osservatorio Volatilità possono essere letti per settore – come per le altre aree della piattaforma, i settori non sono definiti da SEOZoom, ma derivano direttamente dalla classificazione utilizzata da Google, che associa le query e i domini a specifiche aree tematiche in base ai contesti di ricerca in cui compaiono.

Questo significa che:

  • un dominio può appartenere a più settori;
  • la stessa SERP può comportarsi in modo diverso a seconda dell’ambito tematico;
  • una fase di forte instabilità può colpire un settore in modo selettivo, lasciandone altri quasi invariati.

La possibilità di passare dalla vista “tutti i settori” alla vista settoriale serve proprio a questo: capire dove Google sta intervenendo davvero, evitando letture generaliste che rischiano di essere fuorvianti.

Questa sezione è particolarmente utile in tre situazioni ricorrenti.

La prima è durante o subito dopo un update di Google. Un aumento improvviso della volatilità, soprattutto se concentrato in determinati settori, è uno dei segnali più affidabili dell’avvio di un aggiornamento algoritmico, anche quando non è ancora stato confermato ufficialmente.

La seconda è quando osservi variazioni anomale di traffico o visibilità nei tuoi progetti senza evidenti cambiamenti di ranking. In questi casi, la volatilità e l’analisi delle SERP Feature aiutano a capire se Google sta modificando la struttura della pagina dei risultati, redistribuendo lo spazio tra formati diversi.

La terza è nell’analisi comparativa di settore. Confrontare il comportamento del tuo settore con quello generale ti permette di capire se stai subendo una dinamica di mercato o se il problema riguarda solo il tuo sito.

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Volatilità SERP

Il grafico principale mostra l’andamento della volatilità complessiva di Google, calcolata sull’insieme dei settori monitorati. È il punto di riferimento per capire se la SERP, nel periodo osservato, si sta muovendo in modo regolare oppure sta attraversando una fase più instabile.

I livelli Basso, Medio e Alto indicano l’intensità dei cambiamenti rilevati:

  • un livello basso segnala movimenti contenuti, compatibili con l’attività ordinaria di Google;
  • un livello medio indica una fase più dinamica, in cui i risultati cambiano con maggiore frequenza;
  • un livello alto evidenzia un periodo di forte rimescolamento, spesso associato a test estesi o aggiornamenti in corso.

La colonna laterale ti permette di selezionare un settore specifico. Quando lo fai, il grafico ricostruisce la volatilità partendo solo dalle query e dagli URL di quel settore. In questo modo puoi confrontare il comportamento complessivo di Google con quello di un singolo ambito tematico e capire se i movimenti che stai osservando sono diffusi o concentrati.

Questa lettura è fondamentale per evitare interpretazioni distorte: una SERP stabile a livello generale può nascondere forti oscillazioni verticali, così come una fase turbolenta può colpire solo alcuni settori e lasciarne altri quasi invariati.

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Analisi delle SERP feature

Oggi la visibilità su Google non dipende solo dalle posizioni, ma anche da come è costruita la pagina dei risultati. Per questo, nella parte inferiore della schermata trovi l’analisi delle SERP Feature, che completa la lettura della volatilità spostando l’attenzione sulla struttura della pagina, per monitorare la presenza e l’evoluzione di elementi come AI Overview, featured snippet, risposte dirette o caroselli multimediali.

Un aumento o una diminuzione di queste feature può spiegare perché, a parità di ranking, un sito perda o guadagni visibilità. In molti casi, Google non “penalizza” un dominio, ma riduce lo spazio disponibile per i risultati organici tradizionali, privilegiando altri formati.

Osservare l’andamento delle singole feature nel tempo ti permette di collegare i movimenti strutturali della SERP alle variazioni di performance, offrendo una lettura più completa rispetto alla sola posizione media.

Per ogni feature leggi la variazione rispetto alla rilevazione precedente, così da capire subito se la sua presenza sta aumentando o diminuendo. Questo dato ti permette di cogliere cambiamenti che non sempre si riflettono immediatamente nei ranking, ma che incidono in modo diretto sulla visibilità complessiva.

Puoi monitorare queste funzionalità:

1)      Related Searches. Box con suggerimenti di ricerca correlati alla query.

2)      Video Carousel. Selezione di video pertinenti mostrati in un blocco orizzontale.

3)      Popular Products. Vetrina visiva di prodotti mostrata per le ricerche d’acquisto.

4)      Sitelinks. Collegamenti diretti alle sezioni interne di un sito, sotto il risultato principale.

5)      Local Pack. Mappa e scheda con orari e recensioni delle attività locali.

6)      Direct Answer. Risposta immediata a calcoli o conversioni fornita direttamente da Google.

7)      Flights. Strumento integrato per cercare e confrontare voli aerei.

8)      Recipes. Risultati arricchiti per ricette con foto, voto e tempi di preparazione.

9)      Jobs. Riquadro che raccoglie offerte di lavoro da diverse fonti.

10)   Knowledge Panel. Scheda riassuntiva con i dati essenziali di un brand o persona famosa.

11)   FAQ. Lista di domande e risposte a tendina integrate nel risultato di ricerca.

12)   Image Pack. Blocco di immagini inserito direttamente tra i risultati testuali.

13)   Shopping Ads. Annunci pubblicitari di prodotti con foto e prezzo ben visibili.

14)   Misspelled. Suggerimento automatico (“Forse cercavi…”) quando la ricerca contiene un errore di battitura.

15)   AI Overview. Sintesi della risposta generata dall’Intelligenza Artificiale di Google.

16)   Below Fold. Segnala che i risultati organici sono visibili solo scorrendo la pagina.

17)   Zero Results. Risposta diretta così completa che spesso non serve aprire nessun sito.

18)   Shopping Carousel. Carosello scorrevole di prodotti per lo shopping.

19)   Ads Top. Annunci pubblicitari mostrati nella parte superiore della pagina di ricerca.

20)   Ads Bottom. Annunci pubblicitari visualizzati al termine della pagina dei risultati.

21)   Top Stories (newsCarousel). Box di notizie recenti e rilevanti provenienti da fonti giornalistiche.

22)   Carousel. Sequenza orizzontale di risultati scorrevoli appartenenti allo stesso tema.

23)   Image. Singola immagine o blocco visivo messo in evidenza tra i risultati testuali.

24)   Expandable Carousel. Carosello che permette di espandere i risultati per approfondire l’argomento.

25)   Instant Answer. Riquadro interattivo che fornisce una risposta rapida e diretta.

26)   See Results About. Box che propone risultati alternativi quando esistono termini o soggetti simili.

27)   Featured Snippet. Paragrafo estratto da un sito che Google evidenzia come risposta rapida.

28)   App Bar. Riquadro dedicato ad applicazioni pertinenti alla ricerca, con link ai download.

29)   Featured Video. Video singolo messo in evidenza da Google come risposta principale per il tema.

30)   Twitter. Box che mostra tweet recenti legati alla ricerca o a un account rilevante.

31)   Travel Carousel. Carosello con destinazioni, voli o strutture collegati a ricerche di viaggio.

32)   Events. Elenco sintetico degli eventi rilevanti associati alla ricerca.

33)   News List. Serie di notizie recenti sul tema.

Cliccando su una singola feature accedi a un grafico dedicato che ne mostra l’andamento nel tempo. Qui puoi osservare se la variazione è episodica o se fa parte di una tendenza più stabile, e collegarla ai periodi di maggiore o minore volatilità della SERP.

Questa sezione è particolarmente utile quando noti variazioni di traffico o di esposizione senza evidenti cambi di posizione: spesso la spiegazione non è dove sei posizionato, ma quanto spazio Google sta riservando a determinati elementi nella pagina dei risultati.

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Classifica

La Classifica affianca la lettura della volatilità con una fotografia dei domini più visibili su Google, sia nella vista generale sia nella vista per singolo settore.

Oltre alla classifica “assoluta”, questa sezione consente di leggere la forza di un sito nel contesto tematico selezionato, secondo la categorizzazione utilizzata da Google.

Quando selezioni un settore, tutti i valori della tabella vengono ricalcolati esclusivamente su quel perimetro. Questo significa che i dati non rappresentano il totale del dominio, ma solo la sua presenza all’interno del settore analizzato, evitando confronti fuorvianti basati su dati aggregati.

La Classifica diventa così uno strumento di contesto: non serve a stabilire chi “vince” in assoluto, ma a capire chi è più esposto mentre la SERP si muove.

Nell’analisi settoriale puoi visualizzare:

  • Keyword – il numero di parole chiave per cui il dominio risulta posizionato nel settore selezionato. Non è un dato globale, ma la copertura semantica del sito in quello specifico ambito tematico.
  • Traffico – la stima delle visite ottenute dalle ricerche relative al settore visualizzato. Serve a capire quanto pesa quel settore sul traffico organico del dominio e a confrontare siti che competono sullo stesso mercato.
  •  Tematicità – quanto il dominio è specializzato sul settore selezionato. Un valore alto indica che una parte significativa della visibilità del sito è concentrata su quel tema, mentre valori più bassi segnalano una presenza marginale o trasversale.
  • Rilevanza – il livello di autorevolezza del dominio all’interno del settore analizzato. Non misura la forza complessiva del sito, ma quanto Google lo considera rilevante per quel contesto tematico specifico.

Grazie a queste metriche puoi confrontare domini molto diversi tra loro in modo corretto, distinguere i leader di settore dai siti generalisti, capire se un dominio cresce perché è specializzato o perché intercetta traffico trasversale.

La sezione Classifiche è quindi uno strumento di lettura del mercato: non mostra solo chi è “più grande”, ma chi è davvero forte in uno specifico settore, secondo i criteri di Google.

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Winner & Loser

La vista Winner & Loser chiude il cerchio mostrando quali domini hanno registrato le variazioni più significative nel periodo osservato. Qui la volatilità smette di essere un concetto astratto e diventa impatto concreto sui siti, soprattutto in seguito a update, fasi di test algoritmico o rimescolamenti settoriali.

I domini vengono suddivisi tra chi ha guadagnato e chi ha perso visibilità, permettendoti di collegare le fasi di instabilità a cambiamenti reali nel mercato.

Nella tabella trovi le metriche centrali per l’analisi:

Zoom Authority – la forza complessiva del dominio in SERP, confrontata tra due rilevazioni successive. L’aumento o la diminuzione della Zoom Authority segnala un cambiamento reale nell’equilibrio competitivo del sito.

Keyword posizionate – il numero di parole chiave per cui il dominio risulta posizionato nel database SEOZoom. La variazione di questo valore aiuta a capire se la crescita o il calo dipendono da un ampliamento o da una riduzione della copertura semantica.

Traffico stimato – la stima delle visite ottenute dalle ricerche organiche. La variazione di traffico permette di valutare l’impatto reale delle oscillazioni di ranking sulla visibilità effettiva del dominio.

È la sezione da consultare quando vuoi capire chi sta beneficiando dei movimenti in atto e chi, invece, ne sta subendo le conseguenze. A colpo d’occhio puoi verificare se un dominio sta crescendo perché consolida la propria autorevolezza, se il calo è legato a una perdita di keyword strategiche, se i movimenti sono coerenti con una fase di volatilità generale o riguardano solo specifici siti.

Usata insieme alla Volatilità SERP e all’analisi delle feature, questa vista ti aiuta a distinguere tra oscillazioni fisiologiche e cambiamenti strutturali, e a leggere la SERP come un ecosistema in evoluzione, non come una semplice lista di posizioni.

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Studi di Settore

La sezione Studi di settore serve per capire come cambia la visibilità all’interno di uno specifico contesto tematico, andando oltre la lettura generale della SERP. Qui non osservi Google “in astratto”, ma come Google distribuisce spazio, fonti e formati in un settore preciso, secondo le sue logiche di classificazione.

Anche in questo caso, i settori derivano dalla categorizzazione di Google, che associa query, URL e domini a uno o più ambiti tematici sulla base dei contesti di ricerca in cui compaiono. Questo significa che ogni analisi settoriale riflette il modo in cui Google legge e organizza il mercato, non una tassonomia arbitraria.

Gli Studi di settore sono pensati per rispondere a domande che la SEO tradizionale fatica a spiegare:

  • perché in alcuni settori l’organico pesa sempre meno;
  • quali fonti vengono privilegiate nelle risposte AI;
  • quanto spazio occupano news, social e feature rispetto ai risultati classici;
  • quali dinamiche sono strutturali e quali temporanee.

Ti permettono quindi di contestualizzare ogni dato di visibilità, evitando letture isolate e fuorvianti, e sono utili in particolare quando analizzi un calo o una crescita che non si spiegano con il ranking, lavori su mercati complessi o molto competitivi, devi confrontare il tuo dominio con il comportamento medio del settore, vuoi anticipare le direzioni in cui Google sta spostando l’attenzione.

All’interno di questa sezione trovi quattro analisi distinte, ognuna focalizzata su una superficie diversa della SERP, che ti aiutano a leggere il mercato come lo vede Google, integrando organico, AI, news, social e feature in un’unica chiave di interpretazione.

  1.       Analisi AI Overview

Questa analisi misura la presenza e l’impatto delle AI Overview nelle SERP del settore selezionato. Serve a capire quanto spesso Google utilizza risposte generate dall’Intelligenza Artificiale e quali domini vengono scelti come fonti.

Non stai osservando ranking o posizioni, ma un livello superiore di visibilità: quello in cui Google seleziona contenuti da sintetizzare, citare o utilizzare come riferimento.

La tabella riporta, per ciascun dominio:

  • Traffico: stima del traffico organico attribuibile al dominio nel settore analizzato, calcolata sul perimetro delle keyword di quel settore.
  • Keyword: numero di keyword del settore per cui il dominio risulta posizionato nel database SEOZoom.
  • Menzioni: quante volte il dominio viene citato all’interno delle AI Overview nel settore selezionato.
  • Primo risultato: quante volte il dominio compare come prima fonte tra quelle mostrate nella risposta AI.
  • URL totali: numero di URL del dominio coinvolte nelle AI Overview per quel settore.

Questa analisi è particolarmente utile quando un dominio viene citato dalle AI pur non essendo dominante in classifica, vuoi capire chi sta diventando una fonte “autorevole” per Google, anche senza prime posizioni, devi valutare l’impatto reale dell’AI in un settore specifico.

 

  1.       Analisi settore News

Questa sezione monitora l’attività delle testate nel flusso di Google News, limitatamente ai contenuti che entrano effettivamente in quel sistema. Non misura la produzione editoriale complessiva, ma le pubblicazioni che Google intercetta, seleziona e rende visibili.

La tabella centrale mostra:

  • Articoli: numero di contenuti rilevati nel settore o nella categoria selezionata.
  • Percentuale: quota di presenza rispetto al totale delle pubblicazioni monitorate in quel perimetro.

Il filtro per categoria ti consente di analizzare ambiti specifici (politica, economia, sport, tecnologia eccetera), secondo la classificazione utilizzata dal modulo News. Le categorie disponibili non coincidono necessariamente con quelle della visibilità organica, perché rispondono a logiche editoriali diverse.

Questa analisi è utile quando vuoi capire quali testate stanno ottenendo maggiore esposizione su Google News, osservare la distribuzione della visibilità informativa in un settore, contestualizzare picchi di traffico o di attenzione mediatica.

La vista “Ultime News” ti permette di verificare praticamente in diretta il feed degli articoli presenti su Google News; filtra per categoria per seguire l’evoluzione delle notizie minuto per minuto e per capire dove si sta concentrando l’interesse del flusso informativo.

  1.       Analisi Social Network

Qui vedi la presenza dei contenuti social nei risultati di Google. Per la precisione, scopri quanto spazio Google assegna nella SERP a contenuti che provengono da fonti come YouTube, TikTok, Facebook, Reddit e simili, considerando l’intero insieme di keyword monitorate da SEOZoom.

Non si tratta di una lettura “social-first”, ma di una lettura Search-first: ciò che viene misurato è quanto Google utilizza contenuti social come risposta alle query degli utenti e quale peso reale hanno le diverse piattaforme all’interno delle SERP.

La parte superiore della schermata restituisce due indicatori sintetici.

Il primo mostra la percentuale di keyword per cui Google visualizza almeno un risultato social all’interno della SERP. Questo dato consente di capire quanto la ricerca stia incorporando contenuti provenienti da piattaforme esterne al web tradizionale.

Il secondo indicatore esprime il numero medio di risultati social presenti in prima pagina, limitatamente alla Top 10. In pratica, ti dice l’intensità con cui i social entrano nei risultati più visibili.

Insieme, questi due valori permettono di valutare se i social rappresentano un elemento marginale o strutturale nell’esperienza di ricerca.

Nella parte centrale trovi un grafico che ti mostra la distribuzione delle piattaforme social nelle SERP, suddividendo i dati per network.

Per ciascun social viene indicato:

  • il numero totale di keyword per cui compaiono contenuti della piattaforma
  • quante keyword raggiungono la prima pagina
  • quante si posizionano nelle prime tre posizioni

Questa lettura consente di distinguere piattaforme che compaiono spesso ma in posizioni marginali da quelle che Google utilizza come risposta primaria alle query.
YouTube, ad esempio, tende a emergere come formato dominante su intent informativi e tutoriali, mentre altre piattaforme assumono un ruolo più selettivo e legato a specifici tipi di contenuto.

Il successivo grafico a torta restituisce la quota percentuale di visibilità detenuta da ciascun social all’interno delle SERP. Qui osservi il peso della singola piattaforma rispetto agli altri nel panorama complessivo della ricerca. Questa vista è utile per capire come si sta redistribuendo l’attenzione di Google tra formati editoriali classici e contenuti nativi delle piattaforme social.

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Contenuti social più performanti

La parte inferiore della schermata è dedicata alle tabelle dei contenuti social più visibili su Google.

Puoi analizzare il rendimento dei contenuti provenienti da YouTube, Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn, Pinterest, X e Reddit. Per ogni URL vengono mostrati:

  • la piattaforma di origine
  • l’indirizzo del contenuto
  • l’argomento principale associato
  • il numero di keyword per cui quel contenuto risulta posizionato

Queste tabelle permettono di individuare quali tipologie di contenuti social riescono a intercettare una domanda di ricerca ampia e continuativa, diventando di fatto asset SEO, anche se ospitati fuori dal sito web.

Analisi Social Network ti aiuta a leggere l’evoluzione della SERP come un ecosistema ibrido, dove la visibilità non dipende solo dal posizionamento di una pagina web, ma dalla capacità dei contenuti di adattarsi ai canali che Google considera più utili per soddisfare un determinato intento di ricerca. Questa analisi diventa particolarmente utile quando osservi variazioni di visibilità che non trovano spiegazione nei movimenti di ranking tradizionali. La presenza crescente di contenuti social può chiarire perché alcune query sembrano “sature” anche in assenza di nuovi competitor organici o perché formati come video e post informativi intercettano una parte rilevante dell’attenzione.

È uno strumento utile anche in fase strategica, quando devi decidere se affiancare alla SEO classica una produzione di contenuti pensata per essere intercettata direttamente da Google attraverso le piattaforme social. In questo contesto, l’analisi non suggerisce cosa pubblicare sui social, ma mostra quali formati e quali piattaforme Google sta già utilizzando come risposta.

 

  1.       Analisi SERP Features

Qui ti concentri sulla struttura della SERP nel settore, monitorando la presenza e l’andamento delle funzionalità che arricchiscono (e spesso ingombrano) la pagina dei risultati di ricerca, così capisci che tipo di pagina Google sta costruendo e con quali formati e modi cerca di rispondere all’intento degli utenti.

L’analisi è basata su un campione esteso di keyword ad alto volume e viene aggiornata in tempo reale, per mostrarti il comportamento della SERP nel suo complesso, così come Google la propone agli utenti in questo momento.

La prima parte dell’analisi è dedicata alla distribuzione degli intenti di ricerca. Qui vedi come il campione di keyword analizzato si suddivide tra intenti informazionali, navigazionali, commerciali e transazionali. I numeri indicano quante keyword rientrano in ciascuna categoria e la relativa percentuale sul totale. Attenzione: le percentuali superano il 100% perché una stessa keyword può esprimere più intenti di ricerca contemporaneamente. Google non interpreta sempre le query in modo univoco e, in molti casi, costruisce SERP ibride che rispondono a esigenze informative, navigazionali e commerciali nello stesso risultato.

Questa lettura ti serve a contestualizzare tutto ciò che segue: la presenza o l’assenza di determinate SERP Feature è sempre legata all’intento prevalente dell’utente.

Nella parte successiva c’è proprio il focus sui principali elementi speciali che appaiono nei risultati di ricerca di Google, con l’elenco delle SERP Feature individuate nel campione analizzato.

  • Il Knowledge Panel indica la presenza di pannelli informativi laterali che sintetizzano dati su persone, brand, luoghi o concetti. Una percentuale elevata segnala che Google tende a risolvere direttamente molte ricerche fornendo un contesto enciclopedico.
  • Il Video Carousel mostra quanto spesso Google inserisce una sezione dedicata ai video, generalmente provenienti da YouTube, a supporto o in sostituzione dei risultati testuali.
  • Il Photo Carousel evidenzia le query per cui l’immagine diventa centrale nella risposta, tipicamente in ricerche visuali o legate a prodotti, luoghi o ispirazione.
  • Il Local Pack indica la presenza di risultati geolocalizzati con mappa, schede attività e recensioni, tipici delle ricerche con intento locale.
  • AI Overview misura la diffusione delle risposte generate dall’Intelligenza Artificiale di Google, mostrando quanto spesso Google decide di sintetizzare le informazioni invece di rimandare a singoli siti.
  • Direct Response segnala le risposte immediate di Google a calcoli, definizioni o domande puntuali, che riducono la necessità di cliccare su un risultato esterno.
  • Il FAQ Panel indica la presenza di sezioni a domande e risposte integrate direttamente nella SERP, utilizzate da Google per ampliare o chiarire un risultato principale fornendo approfondimenti aggiuntivi senza uscire dalla pagina.
  • Zero Results segnala le query per cui Google non restituisce una SERP organica tradizionale, ma propone una risposta autonoma o suggerimenti alternativi, riducendo o azzerando la visibilità dei risultati classici.
  • Out of First Scroll evidenzia quante volte i risultati organici tradizionali sono spinti sotto la prima schermata visibile, a causa della presenza combinata di più feature.
  • Le feature verticali, come Recipes, Flights Panel, Jobs Panel o Shopping Carousel, mostrano invece l’attivazione di moduli specializzati legati a settori specifici.

Per ciascuna funzione leggi il dato di quante keyword del campione attivano quella specifica feature, mentre il secondo valore, espresso in percentuale, indica quanto è diffusa rispetto al totale delle keyword analizzate. In questo modo puoi capire, ad esempio, se una feature è marginale oppure strutturale nella costruzione delle SERP attuali.

Analisi SERP Features è quindi uno strumento di contesto, che ti consente di capire quanto spazio rimane realmente all’organico tradizionale e in quali contesti viene progressivamente compresso da elementi informativi, visuali o generativi.

I numeri sono segnali strutturali e indicano le scelte che Google sta facendo nel rispondere agli utenti. Incrociando questi dati con l’intento di ricerca, puoi valutare se una strategia basata solo su ranking e link blu è ancora sufficiente o se diventa necessario adattare formati, contenuti e approccio.

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Whitepaper

La sezione Whitepaper raccoglie i documenti di analisi e approfondimento prodotti a partire dai dati dell’Osservatorio SEOZoom.

Qui trovi analisi strutturate, costruite su dataset estesi e pensate per offrire una lettura interpretativa dei fenomeni che emergono dalle SERP, dall’Intelligenza Artificiale e dall’evoluzione del comportamento di Google. Ogni studio parte dai dati proprietari di SEOZoom e li rielabora per spiegare fenomeni che non sono immediatamente leggibili nelle singole dashboard operative.

I Whitepaper nascono quindi per colmare la distanza tra il dato grezzo e la sua comprensione strategica. L’Osservatorio mostra cosa sta succedendo; i Whitepaper spiegano perché sta succedendo e quali implicazioni ha per chi lavora sul web.

Non sono pensati come strumenti di consultazione quotidiana o strumento di monitoraggio, ma per offrire un riferimento stabile quando è necessario interpretare cambiamenti strutturali. Sono utili quando vuoi capire se un fenomeno è episodico o sistemico, quando devi contestualizzare l’andamento di un progetto all’interno di uno scenario più ampio, o quando hai bisogno di una base solida per decisioni strategiche, analisi di mercato o valutazioni di lungo periodo.

Sono il livello di lettura più profondo dell’Osservatorio: gli strumenti operativi mostrano cosa sta accadendo e dove, questi approfondimento aiutano a capire perché sta accadendo e quali conseguenze avrà. È il passaggio che trasforma l’osservazione in consapevolezza e il dato in direzione strategica.

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Analizza sito web

La sezione Analizza sito web completa gli strumenti dell’Osservatorio SEOZoom e consiste in una prima lettura aperta e condivisibile della distribuzione settoriale di un dominio. In pratica, ti permette di capire immediatamente come Google colloca un sito nei diversi settori tematici e come si distribuisce la sua visibilità, fornendo una lettura chiara e comparabile del posizionamento del sito nel panorama di ricerca.

Anche in questo caso, ti trovi in un ambiente separato dalla piattaforma SEOZoom (e dal tuo account), quindi puoi usare liberamente la funzione. Per impostazione predefinita, i risultati mostrano una vista limitata delle tabelle, con i primi domini e settori disponibili. Per accedere ai dati completi è ti basta effettuare l’accesso tramite account Google o Facebook, così da sbloccare l’intera profondità dell’analisi.

L’analisi è immediata: inserisci il dominio e ottieni una lettura strutturata della sua visibilità settoriale.

  • Anteprima sito

La parte iniziale della pagina mostra un’anteprima del dominio analizzato, utile per contestualizzare immediatamente il sito oggetto dell’analisi e confermare che i dati visualizzati si riferiscano al dominio corretto. È un riferimento visivo prima di passare alla lettura dei dati.

  • Top settori per traffico

Il cuore dell’analisi è rappresentato dalla sezione Top settori per traffico, che mostra i settori individuati da Google in cui il dominio ottiene la maggiore visibilità, con grafico a barra che riporta il volume complessivo di traffico generato dalle keyword che ricadono in quell’ambito.

Segue il dettaglio sui settori – che come sempre, i settori non sono definiti da SEOZoom, ma derivano dalla classificazione tematica di Google, che associa i siti web a uno o più ambiti in base alle ricerche per cui compaiono e ai contenuti posizionati – dove leggi:

  1.       Percentuale di traffico

Indica quanta parte delle keyword del dominio appartiene a quel settore. È un valore relativo: serve a capire il peso reale del settore rispetto al totale della visibilità del sito.

  1.       Posizione nel settore

Mostra la posizione del dominio all’interno della classifica di quel settore, in base ai dati aggregati di SEOZoom. Questo valore permette di capire se il sito è un leader, un competitor rilevante o un attore marginale in quel contesto tematico.

  1.       Keywords

Numero di parole chiave per cui il dominio risulta posizionato all’interno del settore selezionato. Non rappresenta il totale delle keyword del sito, ma solo quelle pertinenti a quel tema.

  1.       Traffico

Stima delle visite organiche generate dalle ricerche appartenenti al settore visualizzato. Serve a valutare l’impatto reale del settore sul traffico complessivo del dominio.

  1.       Topical Zoom Authority

La metrica che misura la forza del dominio limitata al singolo settore, combinando segnali di visibilità, stabilità e copertura tematica. È la versione settoriale della Zoom Authority di SEOZoom. È particolarmente utile per confrontare siti molto diversi tra loro, perché permette di valutare l’autorevolezza reale all’interno della stessa nicchia, indipendentemente dalla dimensione complessiva del dominio.

Questa sezione è utile quando vuoi:

  • capire in quali settori Google colloca davvero un sito, al di là del suo posizionamento percepito;
  • verificare se un dominio è specializzato o generalista;
  • confrontare rapidamente competitor che operano nello stesso mercato;
  • individuare settori forti e settori deboli su cui costruire una strategia di crescita.

Analizza sito web ti offre quindi una lettura immediata e strutturata della visibilità di un dominio, secondo la logica con cui Google organizza il proprio ecosistema. È un profilo settoriale complessivo di un sito, così come emerge dai dati di ricerca.

Usalo per avere lettura chiara e sintetica di dove un sito è davvero rilevante, in quali settori concentra traffico e visibilità e che posizione occupa rispetto ai competitor presenti nello stesso contesto. Queste informazioni sono utili soprattutto quando analizzi domini complessi, marketplace, portali editoriali o brand con contenuti trasversali, perché ti permette di individuare subito i settori che contribuiscono in modo significativo alla visibilità complessiva.

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